Gaza, rilasciati centinaia di detenuti palestinesi
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Alta tensione a Doha con la delegazione di Israele che lascia il tavolo delle trattative. La tregua fin dopo la Pasqua ebraica vacilla
di Redazione onlineLa guerra in Medioriente tra Israele e Hamas e che coinvolge Libano, Siria e Iran, è giunta al giorno 525. Gli Usa hanno presentato mercoledì una proposta di "ponte" a Doha, in Qatar, che prevede il rilascio immediato di metà degli ostaggi detenuti dal gruppo islamista a Gaza, un cessate il fuoco fino alla fine della Pasqua ebraica e l'eventuale rilascio di tutti gli altri ostaggi se si raggiunge un accordo sulla fine della guerra. "Purtroppo, Hamas ha scelto di rispondere affermando pubblicamente di essere flessibile, mentre privatamente avanza richieste del tutto impraticabili senza un cessate il fuoco permanente", ha dichiarato l'inviato presidenziale speciale per il Medioriente Steve Witkoff. "Hamas è ben consapevole della scadenza e dovrebbe sapere che risponderemo di conseguenza se tale scadenza verrà superata", ha spiegato in una nota, ripresa dai media statunitensi. La delegazione israeliana presente a Doha ha lasciato il tavolo delle trattative in aperta polemica con l'atteggiamento di Hamas. Parziale passo indietro di Trump: "Nessuno sta espellendo alcun palestinese" da Gaza, ha detto infatti il presidente Usa parlando con il primo ministro irlandese Martin. Hamas ed Egitto: "Bene dietrofront". Continua nella Striscia l'interruzione, decisa da Israele, della fornitura di energia elettrica alla Striscia. Intanto, l'Aeronautica militare israeliana ha colpito un sito della jihad islamica palestinese a Damasco. Lo riferisce l'emittente emiratina "Sky News Arabia". La notizia è stata riportata anche dai media israeliani. I ribelli Houthi dello Yemen hanno annunciato "la ripresa del divieto di attraversamento del Mar Rosso e del Mar Arabico per le navi israeliane".
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"Hamas sta facendo una scommessa molto sbagliata, pensando che il tempo sia dalla sua parte. Non lo è. Hamas è ben consapevole della scadenza e dovrebbe sapere che risponderemo di conseguenza se essa scade": lo afferma in una nota l'inviato presidenziale speciale per il Medioriente Steve Witkoff in merito alla "proposta ponte" Usa. "Purtroppo Hamas ha scelto di rispondere rivendicando pubblicamente flessibilità, mentre in privato avanza richieste del tutto impraticabili senza un cessate il fuoco permanente", ha detto Witkoff. "Mercoledì sera a Doha - si legge nella nota - l'inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff e il direttore senior del Consiglio per la sicurezza nazionale per il Medioriente e il Nord Africa Eric Trager hanno presentato una proposta 'ponte' per estendere il cessate il fuoco oltre il Ramadan e la Pasqua ebraica e dare tempo per negoziare un quadro per un cessate il fuoco permanente. In base alla proposta 'ponte', Hamas rilascerebbe ostaggi in vita in cambio di prigionieri in conformità con le formule precedenti; il cessate il fuoco di fase uno verrebbe esteso per consentire la ripresa di un'assistenza umanitaria significativa; e gli Stati Uniti lavoreranno per una soluzione duratura a questo conflitto intrattabile durante il periodo di cessate il fuoco esteso". "Tramite i nostri partner qatarioti ed egiziani, ad Hamas è stato detto in termini inequivocabili che questo 'ponte' avrebbe dovuto essere implementato presto e che il cittadino statunitense-israeliano Edan Alexander avrebbe dovuto essere rilasciato immediatamente", prosegue la nota, che si conclude con il monito ad Hamas.
Quattro persone sono rimaste uccise in un raid aereo israeliano sul quartiere Zeitoun di Gaza City. Lo riporta Al Jazeera.
I membri del G7 "hanno sottolineato l'imperativo di un orizzonte politico per il popolo palestinese, raggiunto attraverso una soluzione negoziata al conflitto israelo-palestinese che soddisfi le legittime esigenze e aspirazioni di entrambi i popoli e promuova una pace, una stabilità e una prosperità globali in Medio Oriente". Lo si legge nella dichiarazione finale del G7 Esteri di Charlevoix. Sparisce quindi il riferimento a una soluzione a due Stati, menzionata in una precedente bozza rilanciata anche dai media internazionali.
Il team negoziale israeliano tornerà in serata da Doha dopo che Hamas ha dichiarato che rilascerà il soldato israelo-americano Idan Alexander e i corpi di quattro ostaggi con doppia cittadinanza. Lo riferisce la stampa israeliana, precisando che a Gerusalemme si teme un tentativo del gruppo palestinese di creare tensioni tra Israele e Stati Uniti. Il primo ministro Netanyahu ha convocato per sabato sera una riunione con i ministri per valutare i prossimi passi. Le famiglie degli ostaggi protestano contro l'attesa, definendola "24 ore di inferno e sofferenza".
L'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione dopo l'annuncio di Hamas di essere pronto a rilasciare l'ostaggio israeliano-americano Edan Alexander e i corpi di altri quattro ostaggi con doppia nazionalità, in cui afferma che "mentre Israele ha accettato la cornice di Witkoff (l'inviato Usa per il Medio Oriente, ndr), Hamas rimane fermo nel suo rifiuto e non si è mosso di un millimetro" e "nel frattempo continua con manipolazioni e guerra psicologica". Lo riporta il quotidiano israeliano Haaretz.
Almeno 41 feriti palestinesi della Striscia di Gaza sono entrati in Egitto dal valico di Rafah, insieme ai loro accompagnatori. I feriti sono stati trasferiti negli ospedali egiziani per ricevere le cure necessarie. Secondo l'emittente "Al Qahera", Israele ha impedito l'ingresso degli aiuti umanitari e dei soccorsi nella Striscia di Gaza per il 14mo giorno consecutivo.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato una seduta per valutare la situazione dopo che Hamas ha annunciato di essere disposta a rilasciare l'ostaggio israelo-americano Idan Alexander e a restituire i corpi di quattro ostaggi morti con doppia cittadinanza, israelo-americana.
Hamas ha annunciato ufficialmente di aver accettato la proposta degli Stati Uniti di liberare il soldato rapito Idan Alexander, che ha la cittadinanza americana, insieme ad altri quattro ostaggi che sono stati uccisi e hanno la doppia cittadinanza. L'organizzazione terroristica ha anche affermato di "confermare la sua assoluta volontà di iniziare i negoziati" e "raggiungere un accordo sulla fase due dell'accordo".
"L'Idf rimarrà in cinque punti controllati in Libano a tempo indeterminato, al fine di proteggere i residenti del nord di Israele e indipendentemente dai negoziati sui punti contesi al confine". Lo ha detto il ministro della Difesa Israel Katz che ha tenuto ieri una valutazione della situazione con il capo di stato maggiore Eyal Zamir e altri alti ufficiali dell'esercito. Katz ha ordinato di rafforzare le forze dell'esercito nelle cinque aree "e di agire con un'applicazione potente e intransigente contro le violazioni di Hezbollah".
Coloni israeliani hanno attaccato e incendiato case nel villaggio di Khirbet al-Majam, in Cisgiordania nella notte. Lo riportano media palestinesi e il giornale israeliano Haaretz. Una fonte della sicurezza ha riferito a Haaretz che cinque case e due veicoli sono stati incendiati, poco dopo che alcuni coloni erano stati visti arrivare dall'avamposto vicino di Havat Gilad.
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha convocato per sabato sera i suoi principali collaboratori e responsabili della sicurezza per una valutazione della situazione sui colloqui a Doha riguardo agli ostaggi. Lo riportano i media israeliani. Secondo quanto scrive The Times of Israel, se entro quella data non si dovesse raggiungere alcuna svolta, Netanyahu riporterà a casa la sua squadra negoziale.