Usa, usavano intelligenza artificiale per fingersi Ceo e avvocati: rubati circa 130 milioni di dollari
Tra le loro vittime figurano reti ospedaliere nel Missouri e in California, una banca nel Rhode Island, una società di tecnologia finanziaria in Uk e altro ancora
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Rocky Balboa, Superman Cash e Fat Boy. Si facevano chiamare così i membri di un trio che, per circa due anni, ha utilizzato l'intelligenza artificiale al fine di frodare varie aziende, fingendosi Ceo e avvocati di alto livello. Così facendo, i tre uomini sono riusciti a rubare circa 129 milioni di dollari (corrispondenti a 115 milioni di euro). Tra giugno e settembre però la banda è stata fermata: Jacob Soall, Sharon Hazan e Guy Sheetrit sono stati arrestati in Europa e sono in attesa di estradizione negli Usa. Qui dovranno rispondere di associazione a delinquere, riciclaggio di denaro e altri reati, come riferito dai procuratori.
Il modus operandi: messaggi alle aziende e false identità
Secondo l'atto d'accusa, reso pubblico di recente, tra il luglio 2024 e il febbraio 2026 il trio avrebbe sfruttato l'intelligenza artificiale per clonare le voci di dirigenti aziendali e avvocati di importanti studi legali, ingannando i dipendenti delle aziende che avevano nel mirino. In particolare, i malviventi contattavano il personale delle aziende presa di mira, sostenendo di aver bisogno di assistenza per operazioni finanziarie riservate. Per rendere il tutto più credibile, utilizzavano l'intelligenza artificiale per replicare la voce o l'immagine dell'amministratore delegato durante le conversazioni con il personale, che potevano avvenire tramite telefonate o videochiamate.
La richiesta di sostegno e i versamenti
Fingendosi Ceo di un certo livello, i truffatori spiegavano ai truffati di mettersi in contatto con legali di grandi studi internazionali, i quali (a loro dire) stavano seguendo la medesima operazione finanziaria, naturalmente fittizia. Dopodiché, gli altri membri della banda si spacciavano per tali avvocati, rafforzando nei dipendenti la convinzione che la transazione fosse vera. Per concludere le loro operazioni, il trio invitava le persone contattate a trasferire una grossa somma di denaro su un conto bancario controllato dai membri dell'organizzazione stessa. Così sono riusciti a racimolare circa 129 milioni di dollari, soldi che poi venivano convertiti in criptovaluta per cercare di nasconderne la provenienza e distribuiti successivamente. L'atto d'accusa a loro carico è stato depositato presso un tribunale distrettuale degli Usa a New York.
Vittime di diverso tipo: ospedali, banche
Sono varie le aziende prese di mira dal trio. Secondo l'atto di accusa, il piano ha portato al furto di quasi 5 milioni di dollari ai danni di un sistema ospedaliero con sede nel Missouri; quasi tre milioni invece sono stati sottratti a una banca con sede nel Rhode Island e a un sistema ospedaliero con sede in California. Uno dei furti più grandi è avvenuto in collegamento con il Regno Unito: 11.578.474 dollari a una società di tecnologia finanziaria. Infine, si registrano colpi per 4.639.918 dollari a una società di fondi comuni di investimento con sede nel Massachusetts e 5.242.747 dollari a un'azienda di prodotti alimentari per animali domestici con sede in Florida, oltre ad altre vittime.
La tecnologia basata sull'intelligenza artificiale "offre un potenziale enorme. Tuttavia, il pubblico deve essere consapevole che c'è chi cerca di sfruttare questa tecnologia emergente per perseguire scopi criminali", ha dichiarato in un comunicato il procuratore federale Jamie McDonald.
Lo smantellamento del trio
Dopo quasi due anni, il trio è stato rintracciato e bloccato. I tre cittadini stranieri sono stati arrestati nei mesi scorsi. Soall, 41 anni, residente a Marbella (Spagna) e nel Regno Unito, è stato arrestato in Spagna a giugno. Hazan, 54 anni, di nazionalità israeliana, è stato arrestato in Spagna ad agosto. Sheetrit, 42 anni, di nazionalità israeliana e residente negli Emirati Arabi Uniti, è stato arrestato nel Regno Unito a settembre.
