Se la Russia venisse attaccata direttamente, è pronta a rispondere "con tutti i mezzi a sua disposizione". Per l'ennesima volta nello spazio di pochi giorni, il presidente russo Vladimir Putin ha sottolineato di essere pronto ad adottare qualunque misura - anche quella più estrema - in un potenziale futuro scontro con la Nato. E, facendo riferimento anche ai tentativi di fermare le navi russe, parlando delle esercitazioni militari occidentali nel Mar Baltico ha sottolineato: "Le esercitazioni nel Mar Baltico, una dopo l'altra, e i tentativi di fermare le nostre navi e imbarcazioni: tutto questo rappresenta l'escalation di cui ho parlato nel mio discorso. Tutto questo è un'escalation"
Le parole misteriose sul nucleare
Negli scorsi giorni, la lettera inviata dall'ambasciatore russo in Belgio all'Alleanza atlantica aveva già anticipato quanto il leader del Cremlino ha nuovamente messo nero su bianco, o meglio ha affidato direttamente ai microfoni della stampa. Ora che la tensione è elevatissima, soprattutto intorno all'exclave di Kaliningrad, e ora che Mosca ha ammesso che lo scontro è "più vicino che mai", Putin non sembra voler dar segni di disgelo.
Essere disposti a usare l'intero arsenale, ha poi aggiunto il presidente russo, non includerebbe le armi nucleari. Anche se queste ultime non sono state escluse apertamente, tutt'altro: "Se all'inizio dello spettacolo c'è una pistola appesa al muro, prima o poi sparerà", ha detto usando una metafora. "Alla radice di questa escalation, e non sto dicendo nulla di nuovo, ci sono l'arroganza e l'eccessiva sicurezza di sé. Questa è la strada che porta sull'orlo dell'abisso. Soprattutto oggi, quando le principali potenze mondiali possiedono armi capaci di distruggere tutta la vita o, quantomeno, di portare la Terra a uno stato catastrofico", ha affermato il presidente russo. "Conosciamo tutti il famoso detto: se all'inizio di uno spettacolo c'è una pistola appesa al muro, prima o poi sparerà. Dobbiamo tenerlo a mente", ha affermato Putin.
L'ambasciatore russo in Italia: "Rischio scontro armato c'è, i politici alimentano psicosi"
Nel caso di una "azione aggressiva" contro Kaliningrad, "il rischio di uno scontro armato, con la possibilità di sferrare attacchi preventivi contro i centri decisionali dei paesi dell'alleanza già nella fase iniziale del conflitto, è molto elevato". Questa la minaccia lanciata con un post su Facebook dall'ambasciata russa in Italia. "È proprio questo scenario che la Russia cerca con tutte le sue forze di scongiurare, spiegando chiaramente la propria posizione riguardo alla situazione nella regione di Kaliningrad e ai rischi per la sicurezza creati in questo contesto dagli Stati occidentali".
Secondo gli inviati russi a Roma, l'escalation sarebbe stata causata "da Bruxelles e da alcune capitali dell'Ue". E le parole dure di Mosca non sarebbero "un bluff" bensì "un richiamo alla determinazione e alla prontezza della Russia". L'ambasciatore ha poi puntato il dito contro i media italiani accusandoli di condurre una "campagna mediatica" per accusare la Russia di alimentare il dibattito sull'uso di armi nucleari contro la Nato. "Vorrei consigliare ai sostenitori di tali approcci di non perdere il contatto con la realtà", si legge nel lungo post. "La situazione continua a deteriorarsi, e ciò avviene soprattutto per colpa della Nato e dell'Unione Europea, i cui leader, senza alcuna remora, invocano una sconfitta strategica della Russia e la preparazione alla guerra contro di essa, alimentano un clima di psicosi prebellica e intimidiscono la propria popolazione, avviano esercitazioni militari con simulazioni di scenari concreti diretti contro la Russia e le sue regioni". Una situazione che "ci costringe a prendere sul serio le minacce provenienti dall'Europa occidentale".
Il raid su una scuola di Kiev
Un drone russo ha colpito un edificio scolastico nel distretto di Solomianskyi a Kiev, provocando un incendio. Al momento dell'impatto, i bambini si trovavano in un rifugio antiaereo. Lo riporta Ukrainska Pravda citando il sindaco di Kiev Vitali Klitschko. "I bambini si trovavano nel rifugio. I servizi di emergenza si stanno dirigendo sul posto", ha dichiarato il sindaco su Telegram. Klitschko ha aggiunto che i detriti del drone hanno anche danneggiato un magazzino.
Un morto a Mykolaiv e due feriti a Sumy
Almeno due persone sono rimaste ferite in un attacco russo con una bomba aerea guidata contro il settore residenziale di Sumy nella notte. Lo ha scritto il governare regionale di Sumy, Serhii Kryvosheienko, sul proprio canale Telegram. Secondo il governatore, l'impatto ha colpito il settore residenziale privato nel distretto di Kovpakivskyi. Le persone rimaste ferite sono due donne di 60 e 41 anni, ricoverate in ospedale. Circa sei abitazioni private sono state danneggiate. Inoltre i militari russi hanno attaccato con droni la comunità di Vesnianska, nella regione di Mykolaiv. Lo ha affermato su Telegram il governatore regionale di Mykolaiv, Heorhii Reshetilov. "Ieri e oggi verso il mattino il nemico ha attaccato la regione con droni d'attacco di tipo Shahed/Gerbera. A seguito dell'attacco mattutino nella comunità di Vesnianska è morto un uomo di 50 anni'', ha scritto.
