Il direttore dell'Fbi non riesce a loggarsi al pc e teme il licenziamento: era un errore ma ora la Casa Bianca pensa di rimuoverlo
Dopo Kent, Noem e Bondi, Kash Patel potrebbe essere il prossimo silurato dall'amministrazione Trump: "Beve troppo, si assenta senza giustificazione ed è paranoico"
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In psicologia, quel fenomeno per cui una convinzione, anche se infondata, influenza il comportamento in modo tale da causare la sua stessa realizzazione è noto come "la profezia che si auto-avvera". È quello che potrebbe accadere a Kash Patel, il direttore dell'Fbi, che ha talmente tanto timore di essere licenziato da aver portato la Casa Bianca a pensare già a un suo probabile sostituto.
Secondo alcune indiscrezioni del The Atlantic, atteggiamenti ansiosi, eccessivo uso di alcool e diverse assenze ingiustificate avrebbero generato una preoccupazione così grande tra i colleghi di Patel che si sarebbe estesa anche ai vertici. Dopo il licenziamento dell'ex procuratrice generale Pam Bondi, che aveva fatto seguito a quello della segretaria per la Sicurezza nazionale, Kristi Noem, il capo dei servizi segreti Usa sarebbe diventato "paranoico", vivendo nel timore di essere il prossimo a essere silurato dalla Casa Bianca.
Un episodio fra tutti ha rafforzato i dubbi sull'opportunità che Patel resti alla guida della polizia federale statunitense: secondo nove diverse fonti vicine al Bureau, lo scorso 10 aprile il direttore dell'Fbi sarebbe andato nel panico per non essere riuscito ad accedere al suo computer, convinto che gli fossero state disattivate le credenziali e quindi che fosse stato sollevato dall'incarico per decisione dell'amministrazione Trump. Secondo i testimoni, in quell'occasione Patel - fermo nella sua convinzione di essere stato silurato - avrebbe avuto una vera e propria crisi di nervi, iniziando a chiamare in maniera febbrile alleati e collaboratori per avvisarli del suo licenziamento. Salvo poi scoprire, poco dopo, che si era trattato di un errore tecnico. "Un'assurdità", è il commento rilasciato al The Atlantic da un funzionario dell'Fbi.
A fare da cornice a eventi come questo, ci sarebbero diversi episodi - segnalati dai colleghi - di consumo eccessivo di alcol e numerose assenze ingiustificate dal posto di lavoro. Un problema che non è solo interno ai servizi segreti Usa, ma che ha una portata ben più ampia: l'atteggiamento di Patel è una vera e propria "debolezza" per la sicurezza interna degli Stati Uniti. Il direttore, tra l'altro, sarebbe ormai propenso a "trarre conclusioni prima ancora di avere a disposizione le prove", secondo le fonti, danneggiando così la credibilità delle indagini federali.
Di fronte a questa situazione, la Casa Bianca non può rimanere inerme: dall'amministrazione Usa trapela la voglia di sostituire l'attuale guida dell'Fbi con un successore più affidabile e professionale: "Stiamo solo aspettando la parola definitiva", ha ammesso un alto funzionario, confermando che la profezia sul licenziamento, tanto temuto da Patel, potrebbe auto-avverarsi a breve.
