Cuba, blackout da oltre 60 ore | Proteste a L'Avana di notte: "Abbasso il comunismo"
Usando pentole come tamburi, migliaia di persone sono scese in strada contro il governo di Cuba. E Donald Trump attende all'uscio
Sono oltre 60 ore che Cuba è al buio. Un guasto inaspettato a una centrale elettrica ha interrotto improvvisamente il servizio dell'energia a più di due terzi dell'isola, anche alla capitale L'Avana. Al terzo giorno di blackout, la nottata tra venerdì e sabato ha visto scendere per strada migliaia di persone. Una protesta disordinata e improvvisata che punta il dito contro il governo per l'ormai endemica carenza di petrolio, che da settimane ha messo in ginocchio il Paese.
Il "cazerolazo" e le grida contro il governo
I video circolano in rete. Difficile dire cosa descrivano, dato che di luce catturata dalle telecamere ce n'è davvero poca. Come riportano testate centroamericane, la protesta sarebbe stata molto partecipata nella capitale. E diversi gruppi di persone, con in braccio pentole usate a mo' di tamburo nel cuore della notte (il cosiddetto cazerolazo), hanno intonato: "Abbasso il comunismo". Il sistema di generazione elettrica di Cuba è ormai in rovina, con interruzioni giornaliere che sfiorano le 20 ore. Le autorità cubane hanno adottato misure drastiche, tra cui la sospensione della vendita di diesel, il razionamento della benzina e la riduzione delle cure ospedaliere.
© Afp
L'impatto del blackout su L'Avana
L'impatto fatale della cattura di Maduro
L'isola da anni è flagellata da una grave crisi economica, in cui ciclicamente il petrolio - così come il cibo e le medicine - viene a mancare. Una situazione in bilico che è stata ulteriormente aggravata dalla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro, avvenuta il 3 gennaio da parte di forze speciali americane. L'Avana, infatti, faceva proprio affidamento su Caracas per il 50-60% del greggio importato. Dopo la sua estradizione, Washington ha optato per un forte embargo petrolifero che ha colpito violentemente Cuba. Una chiusura lievemente allentata da Donald Trump dopo gli appelli di altri Paesi caraibici, che hanno avvertito la Casa Bianca dell'alto rischio di un collasso economico.
Le minacce di Trump: "Presto cadrà anche Cuba"
In questa situazione, Trump continua comunque ha premere il piede sul collo dell'Avana. E ha intensificare le minacce dirette al governo cubano, accusato di essere un avamposto di Mosca. "Quando abbiamo chiuso la questione Iran, sarà solo questione di tempo per Cuba", ha detto nelle scorse ore il tycoon parlando a Cnn. "Anche Cuba cadrà molto preso. Vogliono fare un accordo, quindi io manderò Marco Rubio lì e vedremo cosa ne uscirà. Ma per ora rimaniamo concentrati sull'Iran. Abbiamo tanto tempo, ma Cuba è finalmente pronta... dopo 50 anni".
