Crisi a Cuba, Flotilla pronta a partire con aiuti umanitari
L'arrivo sull'isola caraibica è previsto per il 21 marzo. Tra i sostenitori della missione anche Greta Thunberg
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"Nuéstra America" è pronta a fare rotta verso Cuba, l'isola caraibica che da settimane è precipitata in una crisi economico-sociale senza precedenti. Blackout frequenti, carburante centellinato e interventi chirurgici sospesi: sono alcune delle conseguenze provocate (anche) dall'embargo statunitense che da sessant'anni tiene sotto scacco il Paese. In soccorso della popolazione cubana si sono mobilitati movimenti e organizzazioni sociali da ogni parte del mondo.
L'appello è stato lanciato sul sito dell'organizzazione "Internazionale Progressista": una flotilla marittima (che dovrebbe riunire imbarcazioni provenienti da più Paesi, come già accaduto per la Global Sumud Flotilla per Gaza) è pronta a sbarcare a L'Avana il 21 marzo con cibo, medicinali e beni di prima necessità. I promotori dicono di voler "rompere il blocco" imposto dagli Stati Uniti, a loro dire alla base del rapido deterioramento delle condizioni di vita sull'isola. Analisti indipendenti sottolineano tuttavia come la crisi sia aggravata anche da fattori strutturali interni, tra cui la gestione dell'economia e la mancanza di riforme profonde.
Greta Thunberg tra i promotori
La missione ha già incassato il supporto di figure da tempo legate all'organizzazione come l'attivista statunitense David Adler, l'ex leader laburista britannico Jeremy Corbyn e la deputata democratica statunitense Rashida Tlaib, tutti critici nei confronti dell'embargo statunitense. Non solo: anche l'ecoattivista svedese Greta Thunberg, come già accaduto per la spedizione verso la Striscia, non ha usato giri di parole per ribadire il proprio sostegno, parlando di "solidarietà internazionale" come "unica forza abbastanza potente da poter affrontare figure imperiali come Trump e Netanyahu“. Ancora non è chiaro se la giovane sarà a bordo di una delle imbarcazioni.
Appoggio anche dai socialisti di Mamdani
In una nota, il comitato organizzatore ha sottolineato come l'iniziativa nasce da una "rete di sindacati, associazioni, comitati, network". Tra questi, ci sono anche i Democratic Socialists of America (DSA), organizzazione politica socialista operativa negli Usa e che ha appoggiato la campagna elettorale di Zohran Mamdani a sindaco di New York. Un forte segnale lanciato alla Casa Bianca, nonostante l'incontro negli scorsi mesi a Washington tra Donald Trump e il neo primo cittadino che aveva parlato di "incontro produttivo".
Situazione precipitata dopo l'intervento Usa in Venezuela
La crisi cubana si è aggravata dopo i raid aerei statunitensi in Venezuela, a seguito dei quali è stato catturato l'allora presidente Nicolás Maduro. Da allora, infatti, Donald Trump ha deciso di bloccare le forniture di carburante che fino a poco tempo fa permettevano a Cuba di andare avanti. Non solo: il tycoon ha minacciato sanzioni nei confronti di quei Paesi (su tutti il Messico) che proveranno a fornire petrolio all'isola. In tal senso, L'Avana da settimane aveva deciso di razionare le vendite di carburante, tanto da mandare in tilt il trasporto pubblico (quasi totalmente assente) e facendo scappare via i turisti presenti sul territorio, spaventati dal pensiero di rimanere bloccati a Cuba.
Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel al momento non sembra voler negoziare alcun tipo di accordo con Trump che spinge invece per un cambio di regime nel Paese. Il leader cubano ha dichiarato che ci sarà un confronto con la Casa Bianca solamente quando verranno soddisfatte le condizioni per trattative basate sulla parità e il rispetto.
