La preoccupazione dei virologi

Covid, in Gran Bretagna scatta l'allarme per Centaurus: la nuova sottovariante di Omicron

Rilevata per la prima volta in India a inizio maggio, da allora si è diffusa in diversi Paesi. Sia l'Ecdc che l'Oms la tengono sotto osservazione

13 Lug 2022 - 18:12
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Scatta l'allarme dei virologi in Gran Bretagna per la diffusione nel Paese di Centaurus, la nuova sottovariante di Omicron. Rilevata per la prima volta in India a inizio maggio, da quel momento ha preso piede in diversi Paesi: Regno Unito, Australia, Germania, Stati Uniti, Giappone, Nuova Zelanda, Indonesia, Nepal e Canada. Si tratta della mutazione BA.2.75 di Omicron, quindi "una variante di una variante" che "sicuramente è una potenziale candidata per prendere il posto della BA.5", ha dichiarato il virologo dell'Imperial College di Londra, Tom Peacock.

Centaurus sembra diffondersi con una rapidità ancora maggiore di Omicron BA.5 e potrebbe essere associata a malattie più gravi. Per questo è tenuta sotto stretta osservazione sia dall'Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, sia dall'Oms, Organizzazione mondiale della sanità, anche se gli studi sulla sua maggiore pericolosità sono ancora in corso.

"È difficile prevedere l'effetto di tante mutazioni che appaiono insieme: conferiscono al virus una proprietà 'jolly' in cui la somma delle parti potrebbe essere peggiore delle parti singole - ha spiegato al Guardian il virologo dell'Imperial College di Londra, Tom Peacock, che è stato il primo a novembre a individuare OmicronSecondo Peacock, la sottovariante Centaurus "è sicuramente un potenziale candidato per ciò che verrà dopo BA.5. In caso contrario, è probabilmente il genere di cose che avremo dopo, ovvero una variante di una variante".

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"L'anno scorso eravamo molti convinti che Delta rappresentasse un culmine evolutivo per il virus, ma l'emergere di Omicron e il vasto aumento della variabilità e dell'evasività degli anticorpi è un segno che non possiamo, come popolazione, seguire un piano simil-influenzale per mantenere al passo con l'evoluzione virale", ha osservato, invece, Stephen Griffin, virologo dell'Università di Leeds.

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