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Coronavirus, sale a 1.350 il numero dei morti in Cina | Dimessi i 20 cinesi ricoverati allo Spallanzani

Per via dei nuovi parametri utilizzati per i conteggi, la provincia dellʼHubei ha visto un picco di contagi, con 14.840 nuovi casi. Terminata la quarantena, i turisti sono stati rifiutati da hotel e taxi

E' salito a 1.350 il numero di morti per coronavirus in Cina, 1.310 nella sola provincia dello Hubei, con 242 nuovi decessi e 14.840 nuovi casi di contagio. Il forte incremento è dovuto ai nuovi parametri utilizzati per identificare i casi da Covid-19: ora i conteggi includono anche i "clinicamente diagnosticati": secondo le autorità sanitarie cinesi ciò consente anche ai pazienti "sospetti" di ricevere le stesse cure dei casi confermati.

Rimossi i vertici del partito comunista a Hubei e Wuhan La Cina ha intanto rimosso i suoi massimi funzionari del partito comunista sia nella provincia centrale di Hubei, sia nella sua capitale, Wuhan, epicentro del focolaio di coronavirus. A Hubei il sindaco di Shanghai, Ying Yong, prenderà il posto del segretario in carica Jiang Chaoliang, mentre a Wuhan il nuovo capo del partito comunista, Wang Zhonglin. sostituirà Ma Guoqiang che, a fine gennaio, aveva ammesso ritardi nella scoperta dell'epidemia.

 

Cina, scene di vita quotidiana durante l'emergenza coronavirus

La Cina sta affrontando in queste settimane l'emergenza coronavirus. Se la città epicentro dell'epidemia, Wuhan, è di fatto paralizzata, anche il resto del Paese sta vivendo giornate difficili. A Shanghai e Pechino, ad esempio, gli abitanti, tutti muniti di mascherina, limitano gli spostamenti e anche le strade sono semi-deserte.

 

Altri 44 casi sulla nave da crociera in Giappone Intanto il ministro della Salute giapponese, Katsunobu Kato, ha confermato che sulla nave da crociera ancorata nella baia di Yokohama sono stati accertati altri 44 casi di coronavirus: il totale delle infezioni a bordo sale così 218, in aggiunta al funzionario della quarantena rimasto a sua volta contagiato. Sulla nave ci sono ancora oltre 3mila persone, tra cui 35 italiani (di cui 25 membri dell'equipaggio), incluso il comandante.

 

Un'intera città in quarantena in Vietnam In Vietnam, invece, un'intera città di 10mila abitanti, Son Loi, vicino ad Hanoi, è stata messa in quarantena per timori relativi alla diffusione del coronavirus. Il ministero della Salute vietnamita ha spiegato che "stiamo ordinando una quarantena di per 20 giorni perché nella cittadina sono stati segnalati 5 casi di infezione da Covid-19". In Vietnam sono 15 le persone finora colpite dal virus, che ha già causato 1.350 morti in Cina.

 

 

A Roma 20 cinesi dimessi dallo SpallanzaniNel frattempo, in Italia sono stati dimessi dall'ospedale Spallanzani di Roma i 20 turisti cinesi che facevano parte della comitiva della coppia risultata positiva al coronavirus. Tutti sono stati in quarantena 14 giorni e sono sempre risultati negativi al test: tra loro anche cinque minori. Mercoledì sera, per salutarli, in ospedale è stata organizzata una festicciola. 

 

I cinesi dimessi: "Felici e soddisfatti per le cure" "E' un giorno straordinario per i miei connazionali che hanno concluso la quarantena in questo ospedale. Sono molto felici. Stanno molto bene, sono contenti". Lo ha affermato il dottor Zhang dell'ambasciata cinese, che ha accompagnato i venti connazionali dimessi dallo Spallanzani. "Voglio ringraziare lo Spallanzani e gli amici italiani che hanno dato supporto all'ambasciata - ha aggiunto -. I servizi prestati ai miei connazionali sono stati ottimi e professionali, eccezionali, per venire incontro ai loro costumi particolari. Ora torneranno direttamente in Cina con un aereo di linea".

 

L'infermiera: "Potevano uscire già ieri ma nessuno li ha voluti" I 20 turisti cinesi "non erano preoccupati per il fatto di essere stati ricoverati ma li preoccupava il fatto che gli alberghi non li accettavano e sono dovuti rimanere un'altra notte. Lo stesso con i taxi: li chiamavano parlando in inglese ma quando i tassisti vedevano che erano cinesi non li facevano salire". Lo ha affermato Regina, una delle infermiere che ha assistito i venti cinesi ricoverati allo Spallanzani. "Ieri erano senza mascherina, senza guanti, potevano socializzare e quindi anche uscire ma non hanno trovato posto, non avevano dove andare - ha aggiunto -. Loro volevano uscire, pernottare fuori ma non è stato possibile". 

 

Coronavirus, 20 turisti cinesi dimessi dallo Spallanzani dopo la quarantena

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