Una medaglia che vale doppio

Corea del Sud, con la vittoria degli Asian Games sette giocatori evitano la leva militare

Lee Hyun-jung e compagni continueranno a concentrarsi sulla carriera sportiva, ma ecco come funzionano le esenzioni e perché ancora la leva è obbligatoria

22 Set 2026 - 13:57
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La gioia per una medaglia d'oro che nel basket maschile mancava da 12 anni e, soprattutto, per aver evitato il periodo di leva militare obbligatoria. La Corea del Sud ha battuto il Giappone 67-57 nella finale degli Asian Games di Aichi-Nagoya 2026, un successo importante sul parquet, ma anche fuori: per sette giocatori la vittoria significa ottenere l'esenzione dal servizio militare obbligatorio. Tra loro c’è Lee Hyun-jung, 26 anni, appena entrato nell'orbita Nba con i Portland Trail Blazers. Per Lee e per gli altri compagni, dunque, quella medaglia vale molto più di un titolo continentale.

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La finale contro il Giappone

 Il protagonista assoluto della finale della Nagoya IG Arena è stato proprio Lee Hyun-jung che, con 27 punti e 18 rimbalzi, è stato l'artefice principale del successo della formazione allenata dal coach lettone Nikolaj Mazuls. Per la Corea del Sud è il ritorno sul gradino più alto del podio dopo il successo del 2014 a Incheon e il titolo rappresenta la quarta medaglia d'oro asiatica. Ma il risultato più importante, per alcuni giocatori, riguarda anche il futuro professionale. Oltre a Lee Hyun-jung, hanno ottenuto l'esenzione dalla leva militare anche altri sei giocatori: Yeo Joon-seok, Moon Yu-hyeon, Moon Jeong-hyeon, Eddie Daniel, Yoo Ki-sang e Lee Jung-hyun. Mentre Lee Woo-seok, già militare, potrà invece anticipare di circa un mese il congedo.

Perché in Corea del Sud la leva è obbligatoria

 Per capire perché in Corea del Sud il servizio militare è ancora obbligatorio bisogna rifarsi alla Costituzione della Repubblica di Corea. In particolare, l'articolo 39 stabilisce che ogni cittadino ha il dovere di contribuire alla difesa nazionale secondo condizioni prestabilite. L'obbligo è stato introdotto ufficialmente nel 1957 e da allora è rimasto una presenza stabile nella società del Paese. Il motivo è legato soprattutto alla Guerra di Corea, combattuta tra il 1950 e il 1953 che si è conclusa con un armistizio, ma non con un vero trattato di pace. Corea del Nord e Corea del Sud sono quindi rimaste tecnicamente in una situazione di guerra. Per questo la difesa nazionale continua ad avere un peso particolare nella vita dei cittadini sudcoreani.

21 mesi obbligatori solo per i maschi tra i 19 e 28 anni

 Nel corso degli anni la durata del servizio è stata ridotta. Si tratta di un periodo minimo di 21 mesi e l'obbligo riguarda solo gli uomini, che devono svolgerlo in una fascia d'età compresa tra i 19 e i 28 anni contati secondo il "metodo coreano", ovvero alla nascita si ha già 1 anno di vita. Mentre le donne possono scegliere volontariamente di entrare nelle forze armate.  Proprio perché il servizio militare è così radicato nella società, evitarlo è da sempre un tema particolarmente delicato. 

Le esenzioni, il precedente di Son Heung-min e le controversie

 Le esenzioni per chi raggiunge risultati particolarmente importanti nello sport o nelle arti risalgono al 1973, quando il presidente Park Chung-hee introdusse questa possibilità per artisti e atleti capaci di ottenere grandi risultati o medaglie. La vittoria della nazionale di basket ad Aichi-Nagoya rientra proprio in questo meccanismo. Tra i casi più conosciuti dello sport sudcoreano e non solo, c'è quello di Son Heung-min, attaccante ora al Los Angeles FC. Il calciatore ottenne l'esenzine dopo aver conquistato con la nazionale la medaglia d'oro ai Giochi Asiatici del 2018. Il sistema, però, ha anche generato nel tempo discussioni e controversie. Nel Paese sono emersi diversi casi riguardanti attori e cantanti accusati di aver cercato di evitare la leva attraverso trasferimenti all'estero, conoscenze personali o motivazioni considerate poco credibili. È anche per questo che le esenzioni rimangono un argomento molto sensibile, anche perché vanno a intaccare in maniera diretta su un obbligo costituzionale che ogni volta coinvolge la stragrande maggioranza degli uomini sudcoreani.

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