Il dittatore viene portato a New York. Forse processato già lunedì. Trump: "Saremo fortemente coinvolti nell'industria del petrolio di Caracas". Fonti dell'opposizione venezuelana parlano di "uscita concordata". Parigi: "Violato il diritto internazionale". P.Chigi "Priorità assoluta la sicurezza della comunità italiana"
Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro e la moglie sono stati catturati e portati fuori dal Paese nel corso di un'operazione ordinata dal presidente Usa Trump. L'attacco su larga scala è scattato alle due di notte su Caracas, dove si erano udite numerose esplosioni. "È stata un'operazione brillante", ha commentato Trump. Prima della cattura, Maduro aveva accusato gli Usa degli attacchi e dichiarato lo stato di emergenza. Dure le reazioni di Cina e Russia, partner storici del Venezuela fino ad oggi.
L'aereo con a bordo il presidente venezuelano Nicolas Maduro, catturato nella notte dalle forze speciali americane a Caracas, è giunto a New York.
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu terra' una riunione di emergenza sulla situazione in Venezuela lunedi' mattina alle 10 locali, le 16 italiane. Lo fanno sapere fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro.
Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha affermato che la caduta del presidente venezuelano Nicolas Maduro avrà ripercussioni anche su Cuba, intervenendo in conferenza stampa dopo l'attacco militare americano in Venezuela. "Penso che Cuba sarà qualcosa di cui finiremo per parlare", ha dichiarato Trump nella conferenza stampa a Mar-a-Lago dopo l'attacco al Venezuela. "È molto simile, nel senso che vogliamo aiutare il popolo di Cuba".
Maria Corina Machado non ha il sostegno o il rispetto per guidare il Venezuela. Lo ha detto Donald Trump, dicendo di non aver avuto contatti con Machado.
Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha affermato che Washington non ha ancora deciso se dispiegare truppe in Venezuela, intervenendo in conferenza stampa dopo l'attacco statunitense e l'arresto del presidente Nicolás Maduro. "Non so se dispiegheremo truppe", ha dichiarato Trump. "Abbiamo gestito la situazione in maniera adeguata, non abbiamo fatto tutto questo in vano. Era un attacco molto pericoloso, che avrebbe potuto avere conseguenze molto, molto negative. Avremmo potuto perdere molte persone ieri sera". Trump ha quindi spiegato che gli Stati uniti intendono assumere un ruolo diretto nella fase successiva. "Cercheremo quello che è necessario fare. È vero, cercheremo di gestire il Paese, ma di gestirlo nel modo giusto, in maniera giudiziosa, in maniera equa", ha affermato. "Cercheremo anche di dare denaro al popolo, rimborseremo tutte le persone che cercheranno di essere coinvolte, ci prenderemo cura di tutti".
Il gen. Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto Usa, ha detto che la missione militare in Venezuela è stata lanciata su richiesta del dipartimento di giustizia e ha rivelato che l'operazione è stata denominata "absolute resolve", ossia risolutezza assoluta.
"Le compagnie petrolifere americane si insedieranno in Venezuela": lo ha detto Donald Trump tenendo una conferenza stampa a Mar-a-Lago.
L'esercito Usa ha provocato un blackout nella capitale venezuelana Caracas per poter condurre un'operazione spettacolare per catturare il leader Nicolás Maduro. Lo ha detto Donald Trump tenendo una conferenza stampa a Mar-a-Lago. "Era buio. Le luci di Caracas erano in gran parte spente grazie a una certa competenza che possediamo", ha rivelato.
Gli Stati Uniti sono "pronti a lanciare un secondo attacco più importante, se necessario": lo ha detto Donald Trump tenendo una conferenza stampa a Mar-a-Lago.
"Gestiremo il Paese fino a quando potremo farlo", in attesa di una transizione "sicura": lo ha detto Donald Trump tenendo una conferenza stampa a Mar-a-Lago.
L'attacco Usa in Venezuela e' stato un "assalto spettacolare mai visto dalla seconda guerra mondiale", condotto "nei cieli, via terra e via mare": lo ha detto Donald Trump tenendo una conferenza stampa a Mar-a-Lago e paragonando il blitz alle operazioni contro Soleimani, al Bagdhadi e gli impianti nucleari iraniani.
Il Segretario Generale dell'Onu Antonio Guterres ha espresso preoccupazione per il fatto che "il diritto internazionale non sia stato rispettato" nella cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Usa. Lo fa sapere il portavoce in una nota. L'operazione americana crea un "pericoloso precedente", secondo Guterres, che ha invitato "tutti gli attori in Venezuela a impegnarsi in un dialogo inclusivo, nel pieno rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto".
In una dichiarazione diffusa attraverso canali ufficiali del paese euro-asiatico, il consigliere capo del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, Cemil Ertem, ha manifestato solidarietà al popolo venezuelano e al presidente de facto, Nicolás Maduro Moro, affermando che Ankara "è al fianco del popolo del Venezuela e del suo presidente". Ertem ha inoltre qualificato l'attacco come un'azione illegale che richiede l'intervento della giustizia internazionale. La presa di posizione assume particolare rilievo poiché la Turchia, come ricorda la televisione di Stato venezuelana, Venezolana de Televisión (Vtv), è membro della Nato, l'alleanza atlantica.
"Coerentemente con la storica posizione dell'Italia, il governo reputa che l'azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico". E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi sul Venezuela. "Priorità assoluta la sicurezza della comunità italiana".
"Nessuna soluzione politica durevole può essere imposta dall'esterno". Lo afferma il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot commentando i raid americani in Venezuela e la cattura di Nicolas Maduro. "L'operazione militare che ha portato alla sua cattura viola il principio di non uso della forza, che è alla base del diritto internazionale", ha scritto il ministro in un messaggio su Twitter: "La Francia ribadisce che nessuna soluzione politica duratura può essere imposta dall'esterno e che solo i popoli sovrani decidono del loro futuro".
Nicolas Maduro potrebbe comparire in tribunale a New York già lunedì. Lo riporta Fox citando alcune fonti. L'ex dittatore si trova su una nave militare americana per essere portato negli Stati Uniti.
La Cina "condanna con fermezza" i raid americani sul Venezuela. Lo hanno reso noto le autorità di Pechino
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in un commento al quotidiano Izvestia ha smentito le notizie secondo cui la vicepresidente venezuelana, Delcy Rodríguez, si troverebbe in Russia. Allo stesso tempo, il ministero degli Esteri ha fornito un resoconto di una conversazione telefonica avvenuta oggi tra il ministro russo Sergej Lavrov e il vicepresidente facente funzione della Repubblica bolivariana del Venezuela. "Sergej Lavrov ha espresso ferma solidarietà al popolo venezuelano di fronte all'aggressione armata".
"Ho guardato l'operazione (in Venezuela) in tempo reale da Mar-a-Lago. L'ho guardata letteralmente come se stessi seguendo un programma televisivo. È stata una cosa straordinaria". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox News, sottolineando che non ci sono state "vittime" americane. Il presidente Usa menziona comunque alcuni feriti. "Non abbiamo perso nessun aereo, tutto è tornato indietro. Un elicottero è stato colpito piuttosto duramente, ma siamo riusciti a recuperarlo", ha sottolineato. Il tycoon ha spiegato, riferendosi al contrasto al narcotraffico, che l'operazione era necessaria perché "questa è una guerra in cui stiamo perdendo 300mila persone all'anno. In una guerra vera e propria non perdiamo così tante persone". Trump ha aggiunto di essere stato informato da "veri militari" che "non esiste nessun altro Paese al mondo in grado di condurre una manovra del genere", sottolineando che "avere solo alcuni feriti e nessun morto dalla nostra parte è davvero incredibile". Rispondendo a una domanda su Nicolas Maduro, Trump ha dichiarato che il leader venezuelano "si trovava in un bunker", rivelando che l'operazione era inizialmente prevista quattro giorni fa, ma era stata rinviata perché "le condizioni meteo non erano perfette". "Il tempo deve essere perfetto", ha spiegato Trump.
Gli Usa saranno "fortemente coinvolti nell'industria petrolifera del Venezuela": lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox News, sottolineando che Washington avrà un ruolo centrale nel futuro del Paese, dopo la cattura del presidente Nicolás Maduro. Come è noto, Caracas ha le più grandi riserve petrolifere del pianeta. Il presidente degli Stati Uniti ha poi sottolineato di avere un ottimo rapporto con il presidente cinese Xi Jinping, minimizzando il possibile coinvolgimento di Pechino dopo la cattura di Maduro. Interrogato su una delegazione cinese incontrata dal presidente venezuelano poche ore prima dell'attacco statunitense e sul silenzio di Pechino, il tycoon ha affermato: "Non so nulla di questo, ma ho un ottimo rapporto con il presidente Xi e non ci saranno problemi", aggiungendo che la Cina, uno dei principali importatori del greggio di Caracas, continuerà ad avere accesso al petrolio. Ha poi escluso qualsiasi rischio di instabilità: "Permetteremo che il petrolio circoli, ma non possiamo correre il rischio che qualcun altro prenda il controllo dopo quello che abbiamo fatto".
Donald Trump "aveva offerto diverse vie d'uscita" a Nicolas Maduro, pur essendo sempre "molto chiaro durante tutto il processo: il traffico di droga deve cessare e il petrolio rubato deve essere restituito agli Stati Uniti". Lo ha scritto in un post su X il vicepresidente americano JD Vance. "Maduro è solo l'ultima persona ad aver scoperto che il presidente Trump fa sul serio". Dopo aver ringraziato tutti i militari che hanno condotto l'operazione, Vance ha aggiunto riguardo all'arresto: "Un annuncio di servizio pubblico per tutti coloro che sostengono che ciò sia illegale: Maduro è stato più volte incriminato negli Stati Uniti per narcoterrorismo. Non è possibile sfuggire alla giustizia per traffico di droga negli Stati Uniti solo perché si vive in un palazzo a Caracas. ".
L'esercito venezuelano ha chiuso il confine con il Brasile dopo che il governo colombiano aveva fatto lo stesso, nel tentativo di disincentivare e bloccare l'eventuale flusso di emigrazione dei civili da Caracas. A riportarlo il quotidiano brasiliano O Globo, secondo cui i confini brasiliani continuerebbero a "funzionare normalmente". L'operazione militare americana è stata condannata anche dal presidente brasiliano Luiz Ignacio Lula da Silva: "Rappresentano un affronto molto grave alla sovranità del Venezuela e un precedente estremamente pericoloso per l'intera comunità internazionale. Attaccare i paesi, in flagrante violazione del diritto internazionale, è il primo passo verso un mondo di violenza, caos e instabilità, dove la legge del più forte prevale sul multilateralismo".
"Stiamo seguendo con grande attenzione la situazione in Venezuela", ha scritto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. "Siamo al fianco del popolo venezuelano e sosteniamo una transizione pacifica e democratica. Qualsiasi soluzione deve rispettare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. Insieme all'Alta rappresentante Kaja Kallas e in coordinamento con gli Stati membri dell'Ue, ci assicuriamo che i cittadini dell'Ue nel Paese possano contare sul nostro pieno sostegno".
Con un duro tweet Claudia Sheinbaum, presidente del Messico, ha condannato l'azione militare americana in Venezuela: "L'articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite recita testualmente: i membri dell'Onu, nelle loro relazioni internazionali, si asterranno dal ricorrere alla minaccia o all'uso della forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza politica di qualsiasi Stato, in qualsiasi altra maniera incompatibile con gli scopi delle Nazioni Unite". In una nota ufficiale, poi, la leader di Città del Messico ha rivolto un appello urgente affinché il diritto internazionale venga rispettato, chiedendo la cessazione immediata di qualsiasi atto di aggressione contro il governo e il popolo venezuelani.
Ci sono morti tra gli uomini dell'esercito venezuelano ma anche tra la popolazione dopo i raid americani, durante cui il presidente Nicolas Maduro e la moglie sono stati catturati. A rivelarlo il ministro venezuelano degli Esteri, Yvan Gil: "Possiamo confermare che ci sono vittime mortali, civili e militari. Ci sono danni in installazioni civili e militari. È stato un attacco realmente smisurato e codardo, di quella codardia di chi non è dalla parte della ragione".
Nicolas Maduro e sua moglie sono stati incriminati a New York. Lo ha detto la ministra della Giustizia Usa, Pam Bondi, secondo quanto riportato dai media americani.
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha schierato l'esercito alla frontiera con il Venezuela, per prepararsi a un possibile arrivo massiccio di rifugiati: "Se si dispiega la forza pubblica alla frontiera, si dispiega anche tutta la forza assistenziale di cui disponiamo nel caso di un ingresso massiccio di rifugiati". Il leader di Bogotà ha condannato fermamente "l'aggressione alla sovranità del Venezuela e dell'America Latina", insistendo sulla necessità di "risolvere i conflitti interni tra i popoli in modo pacifico dai popoli stessi". Per questi si è appellato alle Nazioni Unite, chiedendo di convocare il Consiglio di sicurezza: "Senza sovranità non c'è nazione, la pace è l'unica strada".
Nicolas Maduro sarà processato in Venezuela. Lo ha anticipato con un post sul social X il senatore repubblicano dello Utah, Mike Lee, che ha spiegato di aver ricevuto questa informazione durante una telefonata con il segretario di Stato Marco Rubio: "Mi ha informato che Maduro è stato arrestato per essere processato con l'accusa di reati penali negli Stati Uniti e che l'azione di questa notte è stata intrapresa per proteggere e difendere coloro che stavano eseguendo il mandato di arresto". Il senatore ha poi aggiunto che "non sarebbero previste ulteriori azioni militari in Venezuela".
La cattura di Nicolas Maduro da parte delle forze speciali americane Delta sarebbe parte di una "uscita di scena negoziata", un accordo che avrebbe permesso al presidente e alla moglie di uscire dal Venezuela al sicuro. Lo hanno rivelato a Sky News alcune fonti interne all'opposizione del presidente.
In un video pubblicato sui social media, il ministro della Difesa venezuelano Vladimir Padrino Lopez ha annunciato lo schieramento delle forze armate in tutto il Paese. Il braccio destro di Nicolas Maduro ha chiesto ai cittadini di creare un "fronte unito di resistenza contro alla peggiore aggressione" mai subita dal Venezuela. Padrino Lopez ha poi aggiunto: “Ci hanno attaccato, ma non ci sottometteranno. Non cediamo al panico che il nemico cerca di instillare”.
Un attacco di liberazione, di rovesciamento politico. Così il vice segretario di Stato americano, Christopher Landau, ha descritto l'operazione militare condotta dagli Stati Uniti in Venezuela, che avrebbe portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro e della moglie: "È una nuova alba per Caracas. Il tiranno se n'è andato, finalmente affronterà la giustizia per i suoi crimini".
Il ministero degli Esteri russo ha condannato l'azione militare americana, definita "aggressione armata contro il Venezuela". Nel comunicato del ministero degli Esteri russo, diffuso su Telegram, si legge: "Questa mattina gli Stati Uniti hanno commesso un atto di aggressione armata contro il Venezuela. Questo suscita profonda preoccupazione e condanna".
Dopo l'operazione delle Delta Forces, che avrebbero catturato Nicolas Maduro, la vicepresidente venezuelana Delcy Rodriguez si è rivolta a Donald Trump in un'intervista televisiva: "Vogliamo una prova che il presidente Maduro sia ancora in vita". Ha poi ribadito che, al momento, il gabinetto presidenziale non conosce dove siano Maduro e la moglie. E ha aggiunto che intende far rispettare il decreto di stato di emergenza, firmato dal presidente prima della sua cattura. Il decreto prevede la sospensione completa delle garanzie costituzionali in tutto il Paese.
"Una buona pianificazione e truppe eccellenti. È stata un'operazione brillante". Lo ha detto Donald Trump in merito alla missione con cui è stato catturato Nicolas Maduro in un'intervista riportata dal New York Times. A chi gli chiedeva se avesse chiesto l'autorizzazione al Congresso per agire e quali fossero i prossimi passi per il Venezuela, Trump ha risposto che avrebbe affrontato questi temi in conferenza stampa.
Sui social il presidente americano Donald Trump afferma che il presidente venezuelano Maduro è stato catturato dopo che gli Stati Uniti hanno condotto un "attacco su larga scala" contro il Paese
L'Ambasciata d'Italia a Caracas invita gli italiani in Venezuela "a non uscire di casa ed evitare gli spostamenti". Per l'ambasciatore Giovanni Umberto De Vito la "situazione è incerta e invitiamo i connazionali a contattare l'ambasciata e i consolati", ha aggiunto sottolineando che "la priorità in questo momento è l'incolumità" dei connazionali nel Paese. Si tratta - ha aggiunto - di circa 160 mila persone in tutto il Paese, alcuni con doppio passaporto, e alcuni "expat per ragioni di lavoro e turismo".
"Nicolás Maduro ha disposto che tutti i piani di difesa nazionale siano attuati al momento e nelle circostanze appropriate, in stretta conformità con quanto previsto dalla Costituzione, dalla legge organica sugli Stati di Eccezione e dalla legge sulla Sicurezza della nazione", si legge in una nota ufficiale del governo di Caracas. In tal senso, il presidente ha firmato e ordinato l'attuazione del decreto che dichiara lo stato di 'agitazione esterna' in tutto il territorio nazionale, e passare immediatamente alla lotta armata. L'intero Paese deve attivarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista".
Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha reso noto un elenco di obiettivi che sarebbero stati colpiti dagli attacchi degli Stati Uniti in Venezuela, tra i quali figurerebbe anche la sede del parlamento. L'elenco, diffuso dal capo dello Stato colombiano su X, fa riferimento a bombardamenti e attacchi contro installazioni militari, infrastrutture strategiche e edifici istituzionali nella capitale Caracas e in altre località del Paese. Secondo quanto riportato da Petro, tra i siti colpiti figura la base aerea Generalissimo Francisco de Miranda di La Carlota, a Caracas, che sarebbe stata bombardata e resa inoperativa. Sempre nella capitale sarebbero stati colpiti il Palazzo federale legislativo e il complesso militare di Fuerte Tiuna, mentre attacchi sarebbero stati segnalati anche nel centro storico della citta'. Il presidente colombiano riferisce inoltre dell'attivazione di un piano di difesa nel quartiere di Miraflores, dove si trova il palazzo presidenziale.
Il presidente Trump ha ordinato attacchi contro siti all'interno del Venezuela, tra cui alcune strutture militari. Lo hanno riferito funzionari statunitensi alla Cbs News, mentre l'amministrazione intensifica la sua campagna contro il regime del presidente venezuelano Nicolás Maduro. Anche Fox News ha riferito che funzionari dell'amministrazione Trump, rimasti anonimi, hanno confermato il coinvolgimento delle forze statunitensi.
Il governo del Venezuela "denuncia la gravissima aggressione militare" degli Stati Uniti. Il presidente Nicolas Maduro ha dichiarato lo stato di emergenza e chiesto "mobilitazione" della popolazione dopo l'attacco.
"Seguo con la nostra rappresentanza diplomatica a Caracas l'evoluzione della situazione con particolare attenzione per la comunità italiana. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni costantemente informata. Unità di crisi della Farnesina operativa". Lo scrive su X in ministro degli Esteri Antonio Tajani.
"I bombardamenti su Caracas sono iniziati intono alle 2, orario locale. Ho sentito un forte boato, il primo, che mi ha letteralmente buttato giù dal letto". Lo racconta un italiano espatriato in Venezuela all'Ansa. "Il palazzo presidenziale di Miraflores, Fuerte Tijuna, il ministero della difesa, l'aeroporto della Carlota e il porto della Guaira sono sotto le bombe".
Secondo l'agenzia Reuters il governo venezuelano, il Pentagono e la Casa Bianca non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento su quello che sta avvenendo a Caracas.
Almeno sette esplosioni e rumori di aerei a bassa quota sono stati uditi intorno alle 2 del mattino di sabato a Caracas. Cittadini di diversi quartieri sono scesi in strada. L'esercito statunitense ha preso di mira, negli ultimi giorni, presunte imbarcazioni venezuelane dedite al traffico di droga e venerdì il Paese sudamericano guidato da Nicolás Maduro si è dichiarato disponibile a negoziare un accordo con gli Usa per combattere il narcotraffico. In un'intervista preregistrata andata in onda giovedì, Maduro aveva dichiarato che gli Stati Uniti vogliono imporre un cambio di governo in Venezuela e ottenere l'accesso alle sue vaste riserve petrolifere attraverso la campagna di pressione durata mesi, iniziata con un massiccio dispiegamento militare nel Mar dei Caraibi.