Dura condanna dell'Ue

Belgrado, in 300mila per il funerale di Ratko Mladic, il "boia di Srebrenica" | Foto

L'addio al "boia di Srebrenica" riaccende le tensioni diplomatiche. La commissaria UE Kos annulla la visita in Serbia: "Incompatibile con i nostri valori"

07 Set 2026 - 13:09
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Sono in oltre 350mila, per le strade di Belgrado, a rendere omaggio alla salma di Ratko Mladic, l'ex generale serbo noto come "boia di Srebrenica" e morto in carcere mentre stava scontando l'ergastolo per crimini di guerra e per il genocidio dei bosniaci musulmani (i cosiddetti bosgnacchi). Fin dalle prime ore della mattina, centinaia di persone si sono raccolte all'esterno della chiesa di San Luca Apostolo, dove dalle 7 e per cinque ore la bara è rimasta aperta per la camera ardente. Poi, intorno alle 12, il capo della Chiesa ortodossa serba, il patriarca Porfirije, ha dato il via alla cerimonia funebre.

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L'arrivo della bara e la cerimonia

 È stato prima portato a spalla, avvolto nella bandiera serba come riservato agli eroi e ai militari più in vista. Poi è stato deposto, col feretro spalancato, in modo tale che il suo popolo potesse ammirare un'ultima volta il suo volto. Quello che, nella giornata di domenica, ha colorato le due curve dei tifosi durante il derby cittadino tra Stella Rossa e Partizan. E, soprattutto, in aperta sfida ai diversi messaggi lanciati da Bruxelles e da altri Paesi membri dell'Ue, che hanno aspramente criticato l'atteggiamento serbo di venerazione verso un uomo condannato per genocidio. La commissaria europea per l'Allargamento, Marta Kos, ha disdetto la propria visita nello stato balcanico affermando che glorificare un uomo condannato per crimini di guerra in Bosnia-Erzegovina è "incompatibile con i valori su cui si fonda il percorso verso l'Unione europea".

I politici presenti (anche il figlio del presidente serbo)

 Fra le persone presenti in chiesa alla cerimonia figurano almeno tre ministri del governo serbo: il titolare alla Giustizia, Nenad Vujić, che nei giorni scorsi ha scortato personalmente la salma sul volo di Stato del governo serbo proveniente dall'Aja; il ministro della Cultura, Nikola Selaković, e il titolare di Trasporti e Infrastrutture, Darko Glišić. Il presidente serbo, Aleksandar Vučić, non ci sarà perché impegnato ufficialmente oggi e domani con la visita di Stato del presidente dell'Uzbekistan, Shavkat Mirziyoyev. Ma è presente il figlio, Danilo Vučić. La presenza dello Stato serbo alla cerimonia è inoltre garantita da un picchetto d'onore di militari che affianca in chiesa la bara di Mladic, sulla quale sono esposte le medaglie e onorificenze del generale e il suo berretto da alto ufficiale. Al termine del funerale, il corpo verrà trasportato in corteo funebre al vicino cimitero di Topčider per la sepoltura.

La dura posizione dell'Ue

 "I conflitti armati nei Balcani occidentali degli anni '90 sono stati tra i momenti più bui della storia recente dell'Europa. Siamo solidali con tutte le vittime, i sopravvissuti e le loro famiglie che hanno sofferto a causa dei crimini di guerra nei paesi dell'ex Jugoslavia. Ratko Mladic era un criminale di guerra condannato per crimini di guerra, genocidio e crimini contro l'umanità", così un portavoce del Servizio europeo per l'Azione esterna dell'Ue. "È morto mentre scontava l'ergastolo per crimini contro l'umanità e il genocidio di Srebrenica. Il Tribunale penale internazionale per l'ex Jugoslavia lo ha condannato all'ergastolo nel 2017, definendo i suoi crimini tra i più efferati conosciuti dall'umanità. Qualsiasi glorificazione dei criminali di guerra, negazionismo del genocidio e revisionismo contraddice i valori europei più fondamentali e non ha posto nell'Ue o nei paesi candidati all'adesione".

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