Amiche da decenni scoprono di essere sorelle dopo il test del Dna
Per Meena la sua amica Minal era "come una sorella" e il sentimento era ricambiato. Poi, dopo un periodo di silenzio, una delle due si è sottoposta a un test scoprendo che effettivamente quel legame era anche di sangue
Ormai, soprattutto tra i più giovani, è normale chiamarsi "fratello" o "bro" tra amici. Ma come reagireste nello scoprire che il vostro "bro" è a tutti gli effetti vostro fratello? Già nel 1961 Hollywood raccontava la storia di due bambine che facevano amicizia prima di scoprire di essere sorelle nel cult Parent Trap (da noi intitolato Il cowboy con il velo da sposa). Ma sembrava una fantasia cinematografica, da replicare giusto sullo schermo in un paio di remake. E invece Meena Geltink e Minal Tijssen si sono ritrovate, da donne ultra quarantenni, a scoprire che il loro legame cementato negli anni è sempre stato, in realtà, addirittura di sangue.
Il primo incontro da adolescenti
Sembra un po' una storia figlia del cinema di Bollywood, e non solo perché entrambe sono cresciute in due diversi orfanotrofi indiani, prima di ritrovarsi nei Paesi Bassi. Ai tempi erano già adolescenti, ma fu subito chiaro come tra loro ci fosse qualcosa in comune. Durante quell'evento organizzato dall'agenzia di adozione a cui si erano rivolti i loro genitori, Meena e Minal si ritrovarono circondate da amiche che le spingevano a notare come il loro naso fosse uguale e come condividessero la medesima risata. Ai tempi, tuttavia, sembravano solo delle divertenti coincidenze, di quelle che fanno nascere una immediata affinità elettiva. "Durante la cena, non riuscivo a smettere di guardarla", ha confessato anni dopo Meena alla Bbc.
Le lettere e le chiamate
Ed effettivamente il feeling era scattato subito. Le due ragazze si scambiarono in men che non si dica numeri di telefono e indirizzi, dando il via a una corrispondenza fittissima in cui parlavano di tutto: ragazzi, uscite, amici. Scoprirono addirittura una comune passione per i Backstreet Boys e cominciarono a chiamarsi sempre più spesso "sorella", senza malizia: solo per rimarcare quanto affetto ci fosse nascosto in quegli scambi innocenti.
L'allontanamento
Poi arrivò l'età adulta e Meena e Minal finirono per allontanarsi. Nessuna litigata, nessuna incomprensione insuperabile. Semplicemente il fiume della vita le aveva portate a risalire la corrente in direzioni diverse. Minal si trasferì in Francia, in un periodo storico in cui comunicare travalicando i confini era ancora molto complicato, e Meena rinunciò presto a mantenere i contatti, presa com'era dalla prima gravidanza.
Poi però, dopo diversi anni, qualcosa cambiò. La donna decise di presentarsi a un incontro, simile in tutto e per tutto a quello in cui aveva conosciuto la vecchia amica. Un evento tra ex orfani, insomma: magari si poteva fare conoscenza con qualche nuovo amico o quantomeno condividere storie ed esperienze simili. Ed effettivamente in quell'occasione Meena scoprì qualcosa di nuovo: era infatti ormai il 2017 e il test del Dna rappresentava un qualcosa di mainstream, uno di quegli argomenti che ti aspetteresti di veder toccato in una normale reunion tra persone adottate. Un'idea cui la donna non aveva tuttavia mai davvero pensato prima e che valeva la pena di essere esplorata per fare luce sul passato.
A fine serata Meena aveva già scaricato l'app collegata ai test, quella che serve per registrare il proprio patrimonio genetico e confrontarlo con chi decide di condividerlo. Era piena di speranza che Minal potesse davvero essere sua sorella. Ma, dopo anni e anni senza alcuna corrispondenza, anche quella applicazione aveva finito per essere disinstallata giusto qualche mese fa, un po' per scoramento e un po' perché la memoria dei nostri device non può essere occupata da eccessivi voli pindarici.
La scoperta
Fortunatamente Meena aveva ancora spazio per mantenere Facebook sul proprio cellulare. Proprio lì, infatti, il 20 maggio ricevette un messaggio dal testo piuttosto banale: "Ti ricordi di me?". Solo che a scriverlo non era stato un vecchio compagno delle elementari o un match ammuffito su Tinder. Il mittente era proprio Minal. E non la contattava per sapere se ascoltasse ancora i Backstreet Boys: in allegato allo stringato testo c'era infatti lo screenshot di un test del Dna.
Emozionata Meena corse a cancellare tutte le foto del suo gatto: al diavolo lo spazio, le serviva di nuovo quella app. Dopo aver sbagliato per l'agitazione almeno dieci volte nome utente e password, alla fine la donna riuscì a confrontare il suo risultato con quella dell'amica, avendo la conferma di ciò che forse nel cuore aveva sempre sospettato: dall'altra parte dello schermo c'era Minal, sua sorella.
Sorelle per sempre
"È stato fantastico. Mi sono sentita come a casa", ha detto alla Bbc Meena, che ora ha tre figli. "Per anni, io e Minal abbiamo sentito un grande vuoto nei nostri cuori. Ora ci sentiamo complete. Tutto sembra essere al suo posto". E pensare che proprio lei, quando aveva ricevuto i risultati del test in Francia, non aveva subito fatto il collegamento con la vecchia amica. Un bel lieto fine, che in qualche modo dà senso ad anni di ricerca.
Nel 2003 Meena era addirittura tornata in India, sperando di trovare informazioni sulla sua famiglia biologica nell'archivio dell'orfanotrofio ma anche quel tentativo si era risolto in un nulla di fatto. Ora le due donne possono invece coltivare il sogno di tornare a camminare assieme per le strade di Mumbai, senza più la zavorra di un passato nebuloso. Nell'attesa di quel viaggio hanno intanto ripreso a sentirsi quasi ogni giorno e hanno fatto conoscere anche le rispettive famiglie. Si chiamano ancora "sorella" l'un l'altra ma, stavolta, lo fanno con una consapevolezza tutta diversa.
