Albania, il Wall Street Journal sul maxi resort di Kushner: "Pagati 125 milioni di dollari a un uomo accusato di narcotraffico"
A Tirana si continua a protestare per la corruzione e la cementificazione della costa. Adesso, emergono nuovi dettagli sulle operazioni del genero di Donald Trump
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Un investimento turistico da 5 miliardi di dollari, una delle operazioni immobiliari più ambiziose del genero di Trump Jared Kushner nei Balcani, si è trasformato in Albania in un caso politico e giudiziario. Al centro della controversia ci sono i terreni della penisola di Zvernec, sul mar Adriatico, acquistati anche da un imprenditore che poche settimane dopo è stato accusato dalla procura albanese di avere avuto un ruolo di primo piano in una vasta organizzazione internazionale dedita al traffico di cocaina e al riciclaggio di denaro.
L'inchiesta
Secondo il Wall Street Journal, una società legata al genero del presidente statunitense Donald Trump ha pagato in aprile 125 milioni di dollari ad Artur Shehu per i terreni destinati al progetto. Complessivamente, il gruppo di sviluppo sostenuto da Kushner avrebbe versato oltre 240 milioni di dollari a proprietari privati nell'area. Ma sulla proprietà di una parte di quei terreni è in corso da quasi vent'anni una battaglia giudiziaria con gli abitanti di Zvernec. Nel 2024 alcuni residenti avevano scritto direttamente alla società di Kushner, sostenendo che le aree fossero "di proprietà del villaggio e dei suoi residenti" e chiedendo di non procedere con il progetto fino alla soluzione delle controversie.
L'accusa nei confronti di Shehu
Due mesi dopo la vendita a favore del gruppo immobiliare, secondo Wsj, la procura speciale albanese Spak ha ottenuto un ordine di arresto nei confronti di Shehu e di altre 19 persone, accusandolo di riciclaggio e partecipazione a un'organizzazione criminale strutturata. Secondo gli inquirenti, Shehu avrebbe ricoperto una "posizione di leadership" in una rete internazionale capace di movimentare cocaina dal Sudamerica all'Europa attraverso carichi commerciali e di riciclare parte dei proventi nel settore immobiliare albanese. Il suo avvocato Kujtim Cakrani respinge tutte le accuse. Shehu, ha affermato, non è né un trafficante di droga né un ladro di terreni e avrebbe condotto esclusivamente operazioni immobiliari legittime. Il legale sostiene inoltre che l'imprenditore non abbia trattato direttamente con Kushner, ma attraverso un intermediario.
La storia dei terreni
La procura sostiene invece che una parte dei beni immobili acquisiti dalla rete riconducibile a Shehu sia stata ottenuta attraverso false rivendicazioni di proprietà storica e documenti contraffatti. Tra i casi citati dagli investigatori figura proprio Zvernec. In uno dei procedimenti, un tribunale ha accertato che un documento catastale di epoca ottomana era stato tradotto falsamente sostituendo il nome del proprietario originario con quello di un antenato di Shehu. Un avvocato e un archivista erano stati successivamente condannati per la falsificazione, anche se uno dei procedimenti è stato riaperto. La storia della proprietà della terra resta però estremamente intricata: dopo la caduta del regime comunista nel 1991, l'Albania approvò una serie di norme per restituire i beni espropriati, producendo una moltiplicazione di rivendicazioni sovrapposte e procedimenti giudiziari. Shehu ha ottenuto anche sentenze favorevoli e il suo legale sostiene di possedere documentazione risalente all'occupazione italiana e ai primi decenni del Novecento che dimostrerebbe i diritti della famiglia sui terreni.
La rivoluzione dei fenicotteri
La controversia ha nel frattempo alimentato una protesta molto più ampia contro il progetto. Dopo l'avvio dei lavori di preparazione del sito, con recinzioni e filo spinato attorno alla penisola, un video che mostrava addetti alla sicurezza privata colpire un abitante e trascinarlo sulla spiaggia è diventato virale. Il gruppo immobiliare ha preso le distanze dall'episodio attribuendolo a una società di sicurezza esterna. Le manifestazioni si sono estese a Tirana, dove da oltre due mesi migliaia di persone protestano contro il progetto e, più in generale, contro la corruzione e la cementificazione della costa. Il movimento ha assunto il nome di "Rivoluzione dei fenicotteri", richiamando gli uccelli che popolano la laguna di Narta, vicino all'area interessata dal resort. Il progetto coinvolge anche l'isola di Sazan, ex installazione militare al largo di Valona, e prevede resort, alberghi e ville di lusso.
Come si è arrivati a tutto questo
Kushner e la moglie Ivanka Trump si erano interessati alla zona durante un viaggio in yacht nel Mediterraneo e successivamente avevano raggiunto un'intesa con il primo ministro albanese Edi Rama per lo sviluppo turistico dell'isola. Rama continua a sostenere con forza l'investimento, presentandolo come un'occasione per attirare capitali stranieri e rafforzare l'economia albanese. Il gruppo di sviluppo afferma dal canto suo di non essere oggetto di alcuna indagine e di ritenere che le acquisizioni dei terreni siano state effettuate legalmente. Per gli abitanti di Zvernec, però, la questione resta molto più semplice. Dopo anni di ricorsi e sentenze contrastanti, temono che il maxi progetto possa rendere irreversibile la perdita delle terre che sostengono appartenessero alle loro famiglie da generazioni. "L'unica cosa che voglio adesso è che mi restituiscano la mia terra", ha detto al Wall Street Journal Kostaq Konomi, rappresentante del villaggio.
