RINNOVÒ LO STILE CLASSICO

La scomparsa di Mariano Rubinacci, "inventore" della giacca napoletana

Lo stilista dei reali, di Eduardo De Filippo e Vittorio De Sica ha portato nel mondo la moda sartoriale maschile

19 Feb 2026 - 17:59
Mariano Rubinacci con il figlio Luca, direttore creativo del brand di famiglia  © Ufficio stampa

Mariano Rubinacci con il figlio Luca, direttore creativo del brand di famiglia  © Ufficio stampa

Con la scomparsa di Mariano Rubinacci se ne va un certo modo di intendere il ben vestire. Stilista e imprenditore napoletano, ha portato nel mondo la moda sartoriale maschile, rinnovando lo stile classico e rendendolo contemporaneo. Il suo nome resta legato a un’idea di eleganza fatta di misura, cultura del dettaglio e artigianalità autentica. 

Mariano Rubinacci, lo stilista dei reali e di De Sica

 Cresciuto nella storia della London House di via Chiaia, legata al lavoro del padre Gennaro detto Bebè Rubinacci, Mariano - scomparso il 18 febbraio scorso a 83 anni - ha portato avanti quella tradizione con uno sguardo personale e contemporaneo, contribuendo a rendere la maison sempre più riconosciuta anche fuori dall’Italia. Negli anni ha dato un forte impulso internazionale al marchio, fino alla boutique di Mount Street a Londra, diventata un indirizzo simbolo per chi cerca il taglio e la “mano” della sartoria napoletana. Tra le personalità che hanno amato vestire Rubinacci figurano i nomi di Eduardo De Filippo, Vittorio De Sica e Umberto di Savoia. I suoi abiti fanno parte, inoltre, delle collezioni permanenti del Victoria and Albert Museum di Londra e del museo del Fashion Institute of Technology di New York. 

© Ufficio stampa

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La famiglia Rubinacci: Mariano con la moglie Barbara e i figli Luca, Alessandra, Chiara e Marcella

L'invenzione della giacca napoletana

 Il nome di Mariano Rubinacci resta legato anche a un modo di intendere la giacca napoletana: più leggera, più morbida, costruita per muoversi nella vita reale, senza perdere rigore ed eleganza. "Il buon gusto non cambia", "l'abito giusto al posto giusto", era solito dire. Lascia la moglie Barbara e i quattro figli (Luca, Alessandra, Chiara e Marcella), la terza generazione che proseguirà nella guida dell'azienda, oltre a un'eredità di stile e di saper fare che continuerà a vivere nella storia della sartoria napoletana.