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Là Fuori. Capi che inneggiano al viaggio, alla sostenibilità, ai tessuti e alla moda

Il brand “nomade e creativo” è impegnato nella valorizzazione e salvaguardia delle culture artigiane di tutto il mondo

Là Fuori è il lifestyle brand che, con la magia dei propri capi, racconta le storie straordinarie delle comunità artigiane sparse in tutto il mondo. Un incontro stilistico tra culture diverse, che spalanca le porte della mente su Paesi sconosciuti e lontani, attraverso viaggi alla scoperta del nostro affascinante pianeta e delle comunità locali, che confezionano tessuti preziosi secondo la più antica tradizione manifatturiera.

Là Fuori. Capi che inneggiano al viaggio, alla sostenibilità, ai tessuti e alla moda

La nuova collezione esplora trame innovative su infiorescenza vietnamita, fondendo l’arte della tessitura a mano della seta organica con una tavolozza di colori vivaci, ispirati alle alture dell’altopiano di Sapa. Ricami sottili come brina invernale, pantaloni spigolosi e abiti a balze, che celebrano la femminilità giocosa, delicata ed eccentrica di una donna capace di osare.

 

Un abbigliamento sostenibile, interamente realizzato a mano, con l’obiettivo – come racconta Riccardo Benedini, uno dei fondatori del brand, insieme a Vidur, che invece è anche lo stilista delle collezioni – di restituire dignità e valore a tutte quelle donne artigiane che, spesso dimenticate, con passione e sacrificio, tessono ogni giorno la trama della vita.


Chi è Riccardo Benedini? Quali sono le tue origini e qual è stato il tuo percorso di formazione?

Sono cresciuto giocando nelle soffitte e nelle cantine delle case dei nonni, a Verona, e nella campagna ai piedi dei Monti Berici. Amavo rovistare tra bauli e mobili ricoperti di polvere, immaginando avventure e scrivendo le mie prime poesie. 
Dopo una laurea in Legge ed un periodo passato a organizzare gli eventi per Go-Pro, ho iniziato ad occuparmi della compravendita di oggetti antichi e moderni, per lo più provenienti da restauri di palazzi. Amo raccontare la storia di ciò che trovo attraverso la fotografia e la poesia, restituendo dignità e memoria alle cose dimenticate. Ho vissuto tre anni insieme alla mia famiglia a bordo di uno yacht nel cuore di Venezia, dove ospitavamo persone provenienti da tutto il mondo, e ho così pian piano compreso che in realtà il vero viaggio risiede negli occhi delle persone. Tale considerazione mi ha spinto, nel 2019, a lasciare il porto sicuro per andare alla ricerca di nuove storie in terre lontane. 

 

Quando e com’è nato il lifestyle brand Là Fuori? Come mai la scelta di questo nome?

Nell’agosto 2019 ho avuto la fortuna di conoscere Vidur, stilista newyorkese che mi ha coinvolto in un viaggio esperienziale, chiedendomi di raccontare, attraverso la foto e la poesia, le storie dei tessuti che avremmo incontrato lungo il nostro cammino. La stesso anno, abbiamo fondato insieme, a New York, questo brand, con l’intento di trasformare il tessuto in un vero e proprio lifestyle. L’obiettivo è quello di dare un volto e un’emozione ai capi che realizziamo, attraverso uno story telling che faccia dell’artigiano il vero protagonista di tutte le nostre collezioni. 
Il nome “Là Fuori” deriva dal fatto che osserviamo il mondo con uno spirito interrogativo, in grado di reinterpretare, non solo la visione delle nostre origini, ma anche la percezione delle nostre forme, la nostra identità e il nostro ruolo nel mondo. Vogliamo diffondere, con i nostri capi di abbigliamento, un seme di ispirazione, per ricordare alla nostra mente di essere sempre “sulla strada”, dove la bellezza viene coltivata giornalmente. Basta solo uscire, cercare quel fascino autentico, aver voglia di chiedere, curiosità di comprendere, meraviglia di trovare… "Dove sei?" - "Là fuori". Le culture tessili sparse nel mondo e le loro artigiane, con le proprie storie di vita, ci offrono questa bellezza. È per questo che partiamo e andiamo a bussare alle loro porte. 

 

Quali sono i codici stilistico-distintivi dei vostri capi di abbigliamento?

Il nostro design è un incontro culturale. Grazie al supporto degli artigiani locali, conosciamo culture e tradizioni tessili a rischio d’estinzione ed instauriamo con loro un nuovo dialogo creativo, finalizzato a far maturare, all’interno della comunità artigianale stessa, una maggiore consapevolezza del valore e del ruolo che i propri prodotti hanno sul mercato moderno. Ogni capo è realizzato a mano dalla A alla Z, cucito e poi abbellito con estrema cura e precisione, grazie ad un tocco di finitura couture. Per i nostri pezzi speciali, usiamo tessuti artigianali e, per ogni collezione, sviluppiamo stampe e modelli personalizzati, in collaborazione con artisti di diversi paesi.

 

L’ispirazione da dove arriva? Come mai proprio il Vietnam?

Là Fuori realizza ogni anno quattro collezioni ispirate a quattro culture tessili differenti. Per ciascun viaggio amiamo pensare che esista una mappa di tessuto che ci guidi in una nuova direzione. Molte delle nostre tappe provengono dalla profonda cultura di Vidur in merito alle tradizioni tessili dei vari paesi. Una volta delineato un itinerario di massima, partiamo, lasciando che sia il viaggio stesso, giorno dopo giorno, ad ispirarci. Ciò che per noi è davvero importante è mantenere questo percorso, attraverso le diverse culture, autentico e reale. Molti brand si ispirano a realtà distanti, ma pochissimi si recano di persona sul luogo, trascorrendo intere settimane nei villaggi degli artigiani con cui desiderano lavorare. Noi invece siamo veri e propri ospiti di una cultura, prima che esploratori. Amiamo bussare fisicamente alle porte, chiedere permesso, raccogliere informazioni. Ci appassioniamo con curiosità. L’ultima collezione, “Stories of Sapa”, ci ha portato sull’altopiano di Sapa, in Vietnam, con le donne della comunità Hmong. Essa ci ha permesso di conciliare due realtà molto diverse tra loro. Ci siamo infatti immersi nella natura incontaminata del nord del Vietnam, dopo essere stati travolti, qualche mese prima, dai villaggi desertici della cittadina di Barmer, in India. Il nostro intento primario è sempre quello di connettere i nostri viaggi e le persone che incontriamo lungo il cammino; in questo caso, donne del deserto che dialogano con donne delle montagne.

 

In che senso possiamo parlare di una community di “cuori nomadi e creativi”?

Vogliamo sensibilizzare le donne affinché indossino responsabilmente i propri abiti. Scegliere un capo significa decidere l’identità dei nostri sogni futuri, in connessione con il mondo e le persone che lo abitano. Desideriamo quindi creare una community attiva nella valorizzazione, diffusione e salvaguardia delle culture locali, che permetta alle donne artigiane sparse nel mondo di connettersi con le altre donne che, in altre parti del pianeta, indossano le loro creazioni.

 

In cosa consiste, in concreto, il vostro impegno nel sostenere le comunità artigianali locali?

Le nostre artigiane sono madri che creano il tessuto della vita, tenaci sognatrici e fautrici del proprio destino. Ogni abito simboleggia dunque l’incontro tra la donna che lo realizza e colei che lo indossa, restituendo dignità e forza a quella creatività femminile troppo spesso nel mondo discriminata. Ci siamo impegnati dunque a produrre il 30% di ogni collezione direttamente alla fonte dell’ispirazione, vale a dire a stretto contatto con la comunità di artigiani e di artisti che hanno suggerito i capi di quella determinata stagione. Condividiamo il 10% dei nostri profitti direttamente con le tessitrici, le ricamatrici e tutte persone con cui collaboriamo nel nostro percorso; la ripartizione degli utili è aggiuntiva agli stipendi per la creazione dei nostri prodotti. Ci preoccupiamo infine di distribuire direttamente il compenso dovuto agli artigiani e documentiamo sul web, anche attraverso i nostri canali social, l’intero processo di scambio e crescita che prende forma da questo progetto.

 

Che importanza assumono per voi sostenibilità e scelta dei materiali?

I nostri prodotti sono interamente sostenibili, poiché sostenibili sono le risorse che utilizziamo, sviluppando tessuti ricavati da fibre organiche. Non utilizziamo poliestere e materiali non biodegradabili. Anche il nostro packaging è sostenibile e riutilizzabile. I colori dei tessuti e le stampe sono ecologici, tutto ciò aiuta a ridurre l’inquinamento dell'acqua e dell'ambiente.


A quale figura femminile vi rivolgete nell’ambito del vostro progetto di valorizzazione dell’abbigliamento responsabile?

La nostra cliente ideale è la donna che aspira ad essere un'esploratrice del mondo. Quando la vita non le permette di farlo, indossando i capi Là Fuori si sente comunque parte di una storia esotica, che può seguire quotidianamente sulla nostra pagina web. Grazie ad una collezione raffinata, dai prezzi convenienti, inizia a sognare il suo viaggio dalla propria casa…non è più sola con i propri sogni, ma entra a far parte di una comunità ispirata: trova persone nelle strade acciottolate della medina di Marrakesh, si strofina le mani nella lavanda di un contadino in Italia, è sorpresa di scoprire l'origine del copricapo delle donne in Vietnam…partecipando così lei stessa, in prima persona, ad un vero viaggio.
 

Chi è Riccardo nella vita privata? Interessi e passioni nel tempo libero?

Amo scoprire il mondo e le sue genti, ma più di ogni altra cosa amo ritornare, dopo un lungo viaggio di avventure, nel mio polveroso studio di design vicino Venezia, dove posso dedicarmi alla fotografia degli ultimi oggetti acquistati e alla scrittura. La mia è una felicità solitaria ed impolverata!

 

Sogni e desideri per il futuro?

Da quando lavoro a questo progetto ho scoperto un universo fatto di artigiane silenziose, che creano incanti con molto sacrificio. Io desidero rendere queste donne le protagoniste della nostra storia, mostrare i loro volti e far udire la loro voce a tutte quelle altre donne che, nel mondo, indossano le loro creazioni, ignare delle storie strabilianti che si nascondono dietro ciascun capo. Per me non esiste nulla di più bello che vedere una tessitrice al lavoro con il proprio figlioletto, che continua a distrarla. La cultura dell’essere madre ha un grande ruolo nel compimento di un’opera…l’obiettivo di Là Fuori è proprio quello di esaltare questo insostituibile ruolo.

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