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Referendum che hanno cambiato l’Italia: il voto sul divorzio del 1974

Il 12 e 13 maggio milioni di italiani decisero di mantenere la legge sul divorzio approvata quattro anni prima

16 Mar 2026 - 08:27
 © Ansa

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Il 12 e 13 maggio 1974 l’Italia fu chiamata alle urne per una scelta che avrebbe segnato la storia del Paese. Gli elettori dovevano decidere se cancellare o mantenere la legge sul divorzio, approvata dal Parlamento nel 1970. Il referendum riguardava infatti la cosiddetta legge Fortuna-Baslini, entrata in vigore il 1° dicembre 1970 e che per la prima volta introdusse il divorzio nell’ordinamento italiano. La norma portava i nomi dei due deputati promotori: il socialista Loris Fortuna e il liberale Antonio Baslini.

Il voto arrivò dopo una forte mobilitazione politica e culturale. A chiedere l’abrogazione della legge fu soprattutto la Democrazia Cristiana, sostenuta anche dal Movimento Sociale Italiano. Il fronte opposto, favorevole a mantenere il divorzio, riuniva invece i partiti laici: Partito Comunista Italiano, Partito Socialista, Partito Radicale, Repubblicani e Liberali.

I numeri

 La partecipazione fu altissima. Alle urne si presentarono oltre 33 milioni di elettori, pari all’87,7% degli aventi diritto. Il risultato fu netto: il "No", cioè il voto contrario all’abrogazione della legge, vinse con il 59,3% dei consensi. Il "Sì", che avrebbe cancellato il divorzio, si fermò al 40,7%. In numeri assoluti furono oltre 19 milioni gli italiani che votarono per mantenere la legge, contro circa 13 milioni favorevoli alla sua abolizione. Il voto mostrò anche un’Italia divisa geograficamente. Il "No" prevalse soprattutto nel Centro-Nord e nelle grandi città, mentre nel Sud il consenso al "Sì" fu più forte, anche se non sufficiente a ribaltare il risultato nazionale.

Un voto carico di significato

 Quella consultazione fu il primo referendum abrogativo della storia della Repubblica italiana. Ma soprattutto rappresentò una svolta culturale. Per molti osservatori segnò l’emergere di una società più laica e autonoma rispetto alle indicazioni dei partiti e della Chiesa cattolica. I risultati furono seguiti in diretta televisiva da milioni di persone. 

Il primo di molti

 Il referendum sul divorzio aprì infatti una nuova stagione politica. Negli anni successivi arrivarono altre battaglie sui diritti civili, come quella sull’aborto, che porterà al referendum del 1981. Il voto del 1974 rimane così uno dei passaggi più significativi della storia repubblicana: la prima volta, escludendo il voto del 1946 sulla monarchia, in cui gli italiani usarono lo strumento referendario per decidere direttamente su un grande tema sociale.

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