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Meloni: "Gli italiani hanno diritto di eleggere il Capo dello Stato" | Letta: "Voto storico, non tornare al passato"

La direzione del Pd approva all'unanimità il programma che guarda alle politiche del lavoro e alla transizione ecologica, con un occhio particolare ai diritti. Salvini lancia il suo "credo" laico

combo letta meloni
Tgcom24

Avanti tutta sul presidenzialismo.

Giorgia Meloni

non cede alle polemiche e anzi insiste: "Fratelli d'Italia ritiene che gli italiani debbano avere il diritto di eleggere direttamente il Capo dello Stato". Smonta così, via Facebook, "il pericolo per la democrazia" evocato dalla sinistra. E per non lasciare dubbi, affianca la sua foto a quella di

Enrico Letta

- convinto che il presidenzialismo sia un "errore profondo" - chiedendo secca all'elettore: "Da che parte stai?". Intanto

Matteo Salvini

lancia il suo "credo laico", il progetto programmatico che ha come capisaldi fisco, immigrazione e pace.


Il presidenzialismo

- La leader di FdI non mette nel cassetto il sogno di un presidente scelto dai cittadini. Non demorde neppure il segretario del Pd, che brandisce la riforma del centrodestra come uno spartiacque tra "chi difende la Costituzione e chi è per stravolgerla". E ai 'suoi', riuniti al Nazareno per la direzione del partito, Letta chiede pure un applauso al Presidente della Repubblica.


 



 


Il programma del Pd

- La direzione del Pd approva all'unanimità il "manifesto" del partito per la corsa verso il 25 settembre. Un programma che guarda alle politiche del lavoro e alla transizione ecologica, con un occhio particolare ai diritti, dal matrimonio egualitario alla legalizzazione della produzione di cannabis per uso personale. Secondo Letta, "le elezioni del 25 settembre hanno un valore storico. O si sta con noi da questa parte o si sta con la destra dall'altra. L'Italia non tornerà al passato".


 


La riforma costituzionale

- La campagna elettorale scalda rapidamente i motori, al Viminale si depositano i simboli ma le armi sono già affilate. E uno degli oggetti del contendere è proprio il presidenzialismo. La riforma costituzionale è nel programma elettorale del centrodestra - su esplicito pressing di FdI - e sarà nel programma dei 'patrioti', pronto a breve. Per Meloni, è la chiave per un Paese più stabile, politicamente e non solo. "Nel programma partiamo da un modello base: il semi presidenzialismo alla francese - spiega il senatore Giovanbattista Fazzolari, che segue i contenuti per FdI - ma siamo aperti a confrontarci su altre forme. Del resto proprio quel modello era la base di partenza su cui discuteva il governo Letta nel 2013".


 


Di Maio: "Dalla destra assalto alle istituzioni"

- Per il centrosinistra, invece, la proposta è il cavallo di Troia per ribaltare le regole della Repubblica parlamentare e riscriverle. Alza la voce Luigi Di Maio, che denuncia la mossa "inquietante" di una destra "sempre più estremista all'assalto delle istituzioni". E punta il dito espressamente contro Berlusconi che "è per un presidenzialismo senza contrappesi, con l'obiettivo di accentrare tutto il potere su una persona, magari se stesso". Berlusconi si dice "amareggiato e profondamente indignato, per la mistificazione in atto da parte della sinistra" sulle sue dichiarazioni. Tanto più che vengono da chi (Letta) si è "appena alleato con Di Maio, che aveva chiesto l'impeachment".



Il "credo" di Salvini

- Matteo Salvini si concentra, piuttosto, sulla battaglia personale e del suo partito e lancia il suo "credo" laico. Allo slogan quasi fulmineo scelto da Giorgia con la parola "Pronti", Matteo controbatte con un battage dai toni pseudo mistici: "Credo" è la parola chiave su manifesti e sui social. E il leader del Carroccio la spiega nel dettaglio con una lettera aperta agli elettori. Torna alla gioventù per dire che - allora, come oggi - crede "in valori e ideali, nella lealtà e nell'onestà, in un futuro migliore, soprattutto per i nostri figli". Professa fede nella Lega e nel centrodestra, che hanno "le idee giuste per risollevare l'Italia" e in particolare il suo partito "una solida ed efficace capacità di governo". Segue una lunga lista di impegni, dal fisco alla lotta all'immigrazione irregolare fino alla pace nel mondo. E chiosa con i toni della preghiera: "Credo nell'Italia e negli italiani. Il 25 settembre sarà un bellissimo giorno di libertà e di partecipazione. Io ci credo".


Elezioni, tutti in fila per depositare i simboli al Viminale

Tutti in fila al Viminale per consegnare i simboli in vista delle elezioni del 25 settembre. I primi a entrare e a depositare il proprio simbolo sono stati i liberali del Pli: erano arrivati giovedì sera alle 22 e si sono messi pazientemente in coda. A depositare il simbolo Giulia Pantaleo, tra i giovani volti del partito.

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