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Mes, Visco: "La riforma non prevede la ristrutturazione del debito" | Centeno gela l'Italia: "Nessun rinvio"

Centeno (Eurogruppo) ricorda che un "accordo politico" sul Meccanismo europeo di stabilità è stato già raggiunto a giugno. Potrebbe essere rinviata però la discussione su alcune parti del Mes

Le modifiche introdotte per la riforma del Mes "sono di portata limitata. La riforma non prevede né annuncia un meccanismo di ristrutturazione dei debiti sovrani". Lo ha affermato il governatore di Bankitalia ViscoCenteno (Eurogruppo): "Non vediamo il bisogno di riaprire la discussione sul Mes".  Gualtieri: "Accordo Eurogruppo sui 3 punti dell'Italia. Consenso maggioranza ora possibile".

Visco: "La riforma del Mes va nella giusta direzione" "La proposta di riforma del Mes segna un passo nella giusta direzione, soprattutto perché introduce il backstop al Fondo di risoluzione unico", ha proseguito Visco in audizione alla Camera, precisando che "viene confermata l'esclusione di qualsiasi automatismo nelle decisioni circa la sostenibilità dei debiti pubblici e di un eventuale meccanismo per la loro ristrutturazione". Una "conferma importante", questa, perché in caso contrario si incorrerebbe in un "rischio enorme".

 

"Il modo migliore per convincere tutti dell'utilità della riforma è usarla come punto di partenza per riprendere con convinzione il percorso di integrazione europea", ha aggiunto il governatore di Bankitalia. Quello che continua a mancare, secondo Visco, è "un disegno organico di completamento dell'unione monetaria" nonché il completamento dell'unione bancaria.

 

Eurogruppo: "Non vediamo il bisogno di riaprire la discussione sul Mes" Intanto il presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno, da Bruxelles ha detto di "non vedere il bisogno" di una riapertura della discussione sulla riforma del Trattato sul Fondo salva-Stati divenuto profondamente controverso nel dibattito politico italiano, e ha ribadito che un "accordo politico" sul testo è stato già raggiunto a giugno fra gli Stati membri, anche se la firma formale alle modifiche del Trattato avverrà all'inizio dell'anno prossimo, probabilmente a febbraio.

 

"Sul Trattato Mes abbiamo lavorato molto in questi anni, e preso una decisione a giugno. Da allora è continuato il lavoro tecnico, e oggi faremo il punto, con la prospettiva di firmare le modifiche al Trattato all'inizio dell'anno prossimo", ha detto Centeno, parlando alla stampa al suo arrivo alla riunione dell'Eurogruppo, e precisando subito dopo: "L'anno prossimo, non in questo Consiglio".

 

A un giornalista che chiedeva della possibilità di riaprire la discussione su alcuni punti della riforma del Mes, il presidente dell'Eurogruppo ha risposto: "Non vediamo la necessità che questo accada. Stiamo discutendo di dettagli tecnici, l'accordo politico è stato raggiunto. Pensiamo che sia piuttosto importante - ha aggiunto Centeno - che ci sia dibattito politico in tutti gli Stati membri, e certamente fra i ministri delle Finanze. Ma - ha ripetuto - non vediamo alcun margine perché questo (la riapertura del testo della riforma, ndr) accada".

 

Clausole di azione collettiva verso rinvio a Eurogruppo di gennaio I ministri dell'Eurogruppo tuttavia sarebbero d'accordo a rinviare a gennaio la discussione su alcune parti del Mes, in particolare quella sulle controverse clausole di azione collettiva. E' quanto si apprende da fonti Ue. Il summit Ue della prossima settimana non dovrebbe quindi prendere una decisione, ma rinvierebbe la palla all'Eurogruppo di gennaio, mentre proseguirebbero i negoziati tecnici. Non ci sarebbe però consenso a riaprire il testo.

 

Gualtieri: accordo di principio, consenso maggioranza possibile "E' stato definito un accordo di principio che dovrà essere finalizzato in linea con le procedure nazionali". Lo ha detto il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri al termine dell'Eurogruppo. "Sono fiducioso che su questa base sia possibile raggiungere un consenso nella maggioranza perché complessivamente è una situazione migliore di quella di partenza", ha spiegato Gualtieri che ha definito "demagogia priva di fondamento la campagna di Salvini".

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