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Ue, Draghi: "Lʼeuro è sopravvissuto alla crisi e ora è più forte"

Il presidente della Bce: "Il merito dellʼuscita dalla crisi è dei cittadini. E la moneta unica è più popolare"

Secondo il presidente della Bce, Mario Draghi, l'euro è sopravvissuto a una "crisi così grave che ha minacciato più volte la sua stessa esistenza". Di conseguenza oggi "abbiamo un'Unione monetaria più forte di quanto lo fosse nel 2008" anche grazie alla "resilienza, l'energia, la capacità imprenditoriale dei cittadini europei", ha detto. Il rafforzamento dell'Ue "si riflette anche nella popolarità dell'euro presso i cittadini", ha concluso Draghi.

Il rallentamento dell'economia - Draghi ha parlato anche del rallentamento dell'economia, individuandone la ragione soprattutto "nell'incertezza geopolitica" che "mette in discussione i pilastri su cui è stato costruito l'ordine post II Guerra mondiale", che "mette in discussione la Ue" e che "ha a che fare con la Brexit e la negazione del sistema multilaterale". Il presidente della Bce poi ha aggiunto: "Alcune cose vanno meglio, altre peggio, il risultato è che per ora l'incertezza proseguirà, cambia natura, e ha un costo che è minor fiducia".

Recessione? La Bce ha gli strumenti per fronteggiarla - "L'attuale posizione è già molto accomodante", ma "se ci fosse una recessione, la Bce avrebbe gli strumenti necessari", ha detto sempre Draghi al Parlamento Ue rispondendo alle domande degli eurodeputati.

"Ogni Paese faccia le sue riforme" - Che un Paese "stia nell'euro o no ci sono delle riforme strutturali da fare, che variano da Stato a Stato: ognuno ha la sua storia. Niente riforme niente crescita", ha detto Draghi intervenendo al Parlamento europeo sul rapporto annuale in occasione dei 20 anni dell'euro.

"Eurocritici? Il mondo prima non era fantastico" - Draghi, infine, ha risposto ai cosiddetti eurocritici: "Il mondo prima dell'euro non era fantastico. E non era fantatisco specialmente in quei paesi che oggi piu' si lamentano", ha detto. Inoltre "i recenti sviluppi economici sono stati più deboli dell'atteso e le incertezze soprattutto globali restano prominenti. Quindi non c'è spazio per il compiacimento" e uno stimolo "significativo è ancora necessario", ha concluso Draghi parlando della situazione economica.

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