Come comunicato dall'Istat nei dati preliminari, nel terzo trimestre del 2026 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente e mostra una crescita dello 0,8% in termini tendenziali. Il terzo trimestre del 2026 ha avuto quattro giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una in più rispetto al terzo trimestre del 2025.
La variazione congiunturale nulla è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dei servizi e dell'agricoltura e di una diminuzione in quello dell'industria. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della domanda estera netta. "Dalla stima preliminare a 30 giorni del Pil per il terzo trimestre dell'anno - commenta l'Istat - emerge una sostanziale stazionarietà rispetto al trimestre precedente. In termini tendenziali, si registra invece una crescita dello 0,8%, in lieve rallentamento rispetto al +1,0% del trimestre precedente". Dal lato dell'offerta, si stima una crescita nel comparto dei servizi e dell'agricoltura e una flessione in quello dell'industria. Dal lato della domanda, emerge un contributo negativo della componente estera netta, compensato da quello positivo della domanda interna al lordo delle scorte.
