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Eurozona, Draghi: "Serve un'adeguata capacità di bilancio, è il momento di avere più Europa"

Il presidente della Bce lascia il suo incarico "più sereno sapendo che lʼEurotower è in buone mani ed è in grado di affrontare qualunque sfida". Mattarella: "Da europeo dico ʼgrazie Marioʼ, ci hai consegnato un sistema più solido"

Bce, il passaggio di consegne tra Draghi e Lagarde

Siccome le politiche nazionali da sole non bastano, "abbiamo bisogno di una capacità di bilancio dell'Eurozona con delle dimensioni e con un meccanismo adeguato". Lo ha detto il presidente uscente della Bce, Mario Draghi, nella cerimonia di fine mandato. Draghi ha sottolineato che l'Eurozona, anche grazie alla tenuta della valuta unica, ha ritrovato alti livelli occupazionali. Per questo, ha concluso, "è il momento di avere più Europa, non meno".

Mattarella: "Da europeo ringrazio Mario" - Tra i leader presenti alla cerimonia figurano anche il presidente francese Emmanuel Macron, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Professor Draghi, caro Mario, come cittadino europeo desidero dirti grazie", ha detto il Capo dello Stato. Mario Draghi, "in questi otto anni, è stato autorevolmente al servizio di un'Europa più solida e inclusiva con un coraggio razionale. Coraggio associato alla capacità di ascoltare il dissenso, le voci critiche, ma anche di valorizzare il contributo di chi sa sfidare visioni consolidate".

 

Draghi, i suoi otto anni alla guida della Bce

 

La risposta di Draghi - I "controringraziamenti" di Draghi non si sono fatti attendere: "Presidente Macron, presidente Mattarella, cancelliera Merkel: ci avete appoggiato senza indugio nel Consiglio europeo e nei forum globali, in un momento i cui altre banche centrali hanno affrontato pressioni politiche sempre più forti. Avete respinto fortemente le voci illiberali che ci avrebbero fatto voltare le spalle all'integrazione europea".

 

L'importanza delle politiche fiscali - "La politica monetaria può ancora aggiungere suoi obiettivi, ma può farlo più in fretta e con meno effetti collaterali negativi se le politiche fiscali sono allineate", ha poi sottolineato il presidente uscente della Banca centrale europea.

"Addio più facile sapendo che la Bce è in buone mani" - Lasciare l'istituto "è più facile" sapendo che "è in buone mani", ha affermato Draghi di fronte a Christine Lagarde chiamata a succedergli dal 1° novembre. "Il mio obiettivo è sempre stato quello di rispettare il mandato sancito dal Trattato, perseguito in totale indipendenza e portato avanti attraverso un'istituzione che è diventata una moderna banca centrale in grado di gestire qualsiasi sfida", ha aggiunto.

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