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De Micheli: "Il nuovo ponte di Genova gestito da Autostrade" | Crimi: "Non lo ridaremo ai Benetton" | Conte: "Porterò dossier in Cdm"

Il ministro delle Infrastrutture: "Ho scritto a Bucci che la gestione andrà al concessionario, ma cʼè ancora lʼipotesi di revoca". Lʼira di Toti: "Dopo due anni di latrati, la concessione autostradale è ancora lì"


Scoppia la polemica dopo l'annuncio del ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli che "il nuovo ponte Morandi sarà gestito da Autostrade. La gestione va al concessionario, che oggi è Aspi, però sulla vicenda c'è ancora l'ipotesi di revoca". Ma subito è arrivato lo stop del M5s, con Vito Crimi: "Il ponte di Genova non deve essere riconsegnato nelle mani dei Benetton".

Da settimane nel capoluogo ligure ci si chiede infatti chi sarà a gestire la nuova opera asfalto e che tra pochi giorni vedrà completati definitivamente i lavori. "Ho confermato tutta la procedura di collaudo, della consegna e ovviamente anche quella della gestione post-inaugurazione che va al concessionario", ha sottolineato il ministro spiegando  di aver scritto lei stessa "la lettera al sindaco Bucci". 

 

Per quanto pro tempore e solo a livello tecnico, al momento sarebbe dunque ancora Atlantia il gestore finale. "Temporaneamente" si tratta "dell'unica soluzione possibile", ha chiarito il viceministro dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri, contrario a rinnovare l'accordo con il gruppo autostradale, ma forse il meno agguerrito tra i 5S.

 

L'ira del M5s Ma nel Movimento Cinque Stelle sono tornati ad alzare le barricate. "Avevamo promesso che i Benetton non avrebbero più gestito le autostrade. Tantomeno il ponte. Le promesse vanno mantenute", ha affermato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Con lui il viceministro dello Sviluppo Economico, Stefano Buffagni, fautore della campagna social  "viaiBenetton" e  "noninmionome", lanciata per prendere le distanze da un eventuale rinnovo della concessione. "Il ponte di Genova non deve essere riconsegnato nelle mani dei Benetton. Non possiamo permetterlo", gli ha fatto eco il capo politico Vito Crimi, secondo cui sulla vicenda il Movimento non arretrerà di un millimetro.

 

Conte: "Porterò dossier in Cdm" "Porteremo il dossier Autostrade in Consiglio dei ministri. E' una decisione di tale importanza che dovrà essere condivisa al di là dei due ministri direttamente competenti. Va coinvolto tutto il governo", ha assicurato Giuseppe Conte. "Finché non c'è una revoca - ha ricordato il premier - la gestione non può che essere nelle mani del concessionario", cioè Aspi. "La situazione è paradossale e rischia di diventare assurda".

 

Il Guardasigilli, Alfonso Bonafede, ha quindi assicurato che si deciderà possibilmente entro questa a settimana, mentre è tornato a farsi vivo anche Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture al tempo della tragedia, pronto ad attaccare la Lega, responsabile secondo lui di essersi opposta alla revoca ai tempi del governo gialloverde, e a sollecitare il Pd a non fare ora la stessa cosa.

 

Autostrade per l'Italia, in un comunicato, ha poi ribattuto alle critiche spiegando di aver dato il massimo supporto, accollandosi i costi di demolizione e ricostruzione del Ponte, di aver dato indennizzi per oltre 600 milioni a cittadini e imprese, di aver cambiato "profondamente" il proprio management e le procedure. E ha ribadito di non aver avuto risposte dal governo sulla concessione, nonostante gli impegni in termini di investimenti e occupazione.

 

Se i cinquestelle sono all'attacco, nella maggioranza dai dem il messaggio è molto meno battagliero. Quello che arriva, infatti, è un richiamo al governo "ad assumere rapidamente le decisioni, da troppo tempo attese, sulle concessioni autostradali". "Le decisioni vanno prese, le soluzioni non vanno fatte decantare troppo a lungo, il governo decida a chi affidare la gestione delle tratte autostradali", ha sollecitato il capogruppo al Senato Andrea Marcucci, che si è spinto oltre provocando anche gli alleati di governo: "Tutti sanno, da Toti a Salvini e anche a molti esponenti M5s, che per riavviare il traffico sul ponte, la gestione deve essere affidata agli stessi gestori delle autostrade. Tutti lo sanno, eppure tutti si scagliano contro una decisione scontata. Una decisione persino ovvia".

 

Salvini: "5S bugiardi" Posizioni interne alla maggioranza che ancora non collimano dunque e su cui ha buon gioco proprio Salvini: i 5S - ha attaccato su Twitter - sono "ridicoli e bugiardi, due anni di menzogne e tempo perso". Anche Giorgia Meloni parla di un "de profundis" per il Movimento, mentre da Forza Italia Maria Stella Gelmini lo accusa di ingoiare in silenzio "solo per amor di poltrona".

 

Comitato vittime: "Revocare la concessione" Un appello alla chiarezza arriva infine da Egle Possetti, presidente del Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi: "Chiediamo la revoca della concessione e vorremmo avere notizie dal governo prima che ci sia la commemorazione del 14 agosto. Non è accettabile che dopo due anni non si sia ancora definita questa questione". 

 

Genova, primi passi sul nuovo ponte per il governatore Toti e il sindaco Bucci

 

Toti: "Due anni di latrati, ma ancora concessione""Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, "Due anni di latrati, ringhiare, stridore di denti, tintinnare di manette e minacce hanno prodotto quello che si immaginava fin dall'inizio, cioè il fatto che la concessione autostradale è ancora lì, gli investimenti non sono stati fatti, i controlli sono partiti in ritardo e il ponte viene restituito a chi ha ancora la concessione nonostante i vaniloqui del governo".

 


 

 

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