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Coronavirus, Amendola: "E' possibile che l'Ue ci dia più flessibilità di bilancio"

Lʼipotesi diventerà quindi realtà nel caso di un impatto negativo dellʼemergenza sui conti pubblici del nostro Paese. Allarme di Assolombarda: "Serve più sostegno"

La concessione di una maggiore flessibilità di bilancio da parte della Commissione europea all'Italia in caso di un impatto negativo dell'emergenza coronavirus sui conti pubblici è "un'evenienza più che possibile".  Lo ha detto il ministro agli Affari europei, Vincenzo Amendola, aggiungendo che "l'articolo 107 dei trattati prevede regole di flessibilità in caso di eventi eccezionali". 

"Chiudere agli italiani è fuori dal mondo" - Incontrando a Roma gli ambasciatori dei Paesi Ue, il ministro ha anche chiarito che gli Stati d'Europa "comprendono quello che sta facendo l'Italia e danno sostegno alle misure che abbiamo portato avanti per contenere il coronavirus". Interpellato sui controlli e le restrizioni che alcuni stanno adottando nei confronti degli italiani, Amendola ha sottolineato che "l'idea che si possa vietare a un cittadino italiano di entrare in un altro Paese non sta né in cielo né in terra" e tra i 27 questo "è chiaro". 

 

Assolombarda: "E' emergenza, serva più sostegno" - Il presidente di Assolombarda Carlo Bonomi parla di "emergenza economica" e prevede che "sconteremo duramente l'impatto sull'economia globale. Fermare la Lombardia, che era già in forte rallentamento, significa frenare oltre un quinto del Pil italiano e dare un duro colpo a tutta la filiera dell'industria". Per questo Bonomi chiede "immediati interventi normativi che introducano misure di sostegno alle imprese, perché non sono sufficienti le poche misure adottate e ipotizzate finora". 

 

Confindustria: "Servono misure più ampie" - Anche Confindustria chiede che ci sia "un continuo confronto" per arrivare a "decisioni efficaci e condivise per il sostegno alle attività produttive che stanno già subendo ripercuzzioni molto negative legate all'epidemia". E sulle misure già adottate avverte: si tratta "solo di primi provvedimenti di sostegno che andranno accompagnati da ulteriori e più ampie misure per fronteggiare le conseguenze derivanti dal coronavirus sul sistema produttivo del Paese"; servono misure di sostegno "anche al di fuori della cosiddetta zona rossa".