Carburanti, la stangata del primo esodo: i rincari
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Un litro di benzina verde costa oggi il 16,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Il gasolio a +26,7%
Sul primo esodo estivo di agosto si è abbattuta una stangata da 370 milioni di euro sui carburanti. Il dato arriva dal Codacons. In base ai dati comunicati dal Mimit, ora la benzina costa in media 1,986 euro al litro mentre il prezzo medio del gasolio è di 2,079 euro/litro: rispetto allo stesso periodo del 2025, un litro di verde costa oggi il 16,2% in più, con un maggior esborso da +13,85 euro a pieno; il gasolio costa invece addirittura il 26,7% in più, portando un pieno di diesel a rincarare di circa 22 euro, nonostante il taglio delle accise di 17 centesimi approvato dal governo fino al 25 agosto.
Nel weekend dell'8-9 agosto sono oltre 25 milioni le auto in movimento lungo strade e autostrade italiane. Ipotizzando una media prudenziale di un pieno ad automobile, la maggiore spesa raggiunge la cifra di 370 milioni di euro solo sabato 8 e domenica 9 agosto rispetto a quanto speso per il primo esodo estivo del 2025.
La stangata, afferma il Codacons, è "alimentata dalle speculazioni che caratterizzano la filiera dei carburanti: nella prima settimana di agosto il petrolio ha registrato un netto calo, con il Brent che si è deprezzato del -8,8%. Eppure nello stesso periodo il prezzo medio del gasolio in Italia è sceso di appena lo 0,04%, quello della benzina dello 0,45%".
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Anche l'Ufficio studi della Cgia di Mestre sottolinea come, a parità di consumi rispetto al 2025, il caro carburanti nel 2026 rischia di pesare sulle tasche degli italiani per oltre 1,1 miliardi di euro in più ogni mese, e 13,6 miliardi di euro nell'intero anno. Secondo l'Ufficio studi, la regione più colpita dagli aumenti è la Basilicata, dove l'incremento raggiunge il 21,6% (+9,8 milioni di euro al mese). Seguono la Campania e la Puglia, entrambe con un incremento del 21,3%: nel primo caso l'impatto economico mensile è stimato in 89 milioni di euro, nel secondo in quasi 70 milioni.
Si tratta di un quadro che evidenzia, spiega la Cgia di Mestre, come "l'andamento dei prezzi dei carburanti continui a produrre effetti significativi e disomogenei sul territorio nazionale, con ricadute particolarmente rilevanti per famiglie e imprese delle regioni del Mezzogiorno".