Carburanti, i prezzi medi di benzina e diesel
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Niente accise mobili sul gasolio, perché manca il decreto in Gazzetta Ufficiale. Per la prima volta da marzo nessun beneficio fiscale: il rincaro è di 6,1 centesimi
Il tetto ai prezzi dei carburanti praticato da Eni resta, ma, senza lo sconto fiscale di 6 centesimi da parte del governo, si verifica comunque un aumento dei prezzi alla pompa per il gasolio. I prezzi infatti erano correlati all'agevolazione fiscale in vigore. Pertanto, essendo venuta meno tale agevolazione il costo del gasolio della società energetica sale da 2,19 centesimi a 2,25 e quello della benzina rimane a 1,99 centesimi. Eni precisa quindi che il price cap resta ma, come già annunciato, non assorbe il ripristino delle tasse. Adusbef: "Con stop sconto accise, pieno di gasolio rincara di 3,05 euro". Von der Leyen: "Ue avvierà dialogo con le raffinerie di petrolio".
"Con la fine dello sconto fiscale da 6,1 centesimi di euro al litro, un pieno di gasolio costerà agli italiani 3,05 euro in più, garantendo alle casse statali entrate aggiuntive per 220 milioni di euro fino a fine anno". Lo calcola Adusbef, criticando la scelta del governo di non proseguire sulla strada del taglio delle accise.
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"Il rialzo della tassazione sul diesel determinerà una maggiore spesa da 3,05 euro su un pieno da 50 litri, a tutto beneficio delle casse statali che, considerando le vendite medie giornaliere di gasolio su strade e autostrade, grazie all'addio allo sconto fiscale registreranno maggiori entrare da circa 220 milioni di euro da qui a fine anno" calcola Adusbef. "Una decisione errata quella di non utilizzare l'extra-gettito Iva per ridurre i prezzi alla pompa che vanifica in parte gli sconti avviati dalle compagnie petrolifere e rischia di generare un effetto domino incidendo sui listini al dettaglio, proprio quando l'inflazione in Italia registra una nuova preoccupante fiammata", conclude il presidente di Adusbef Antonio Tanza.
La Commissione europea avvierà un dialogo strategico con le raffinerie di petrolio europee per ridurre i costi e garantire le forniture all'Unione europea, in particolare per il settore della difesa: lo ha dichiarato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. "L'obiettivo è ridurre i costi e garantire le forniture necessarie, anche per la difesa", ha affermato, aggiungendo che il dialogo strategico sarà presieduto dai commissari Ue Dan Jorgensen e Andrius Kubilius. Inoltre, von der Leyen ha annunciato che la Commissione concederà agli esportatori un anno supplementare per adeguarsi ai nuovi requisiti dell'Unione sulle emissioni di metano per le importazioni di petrolio, gas e carbone, alla luce delle crescenti tensioni sui mercati energetici globali. "Concederemo agli esportatori un anno di flessibilità in più per quanto riguarda il metano. Ciò eviterà costi aggiuntivi in un momento di crisi", ha dichiarato.
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È scaduto alla mezzanotte del 6 ottobre l'ultimo sconto fiscale sui carburanti varato dal governo il 16 settembre e finanziato con tagli ai ministeri. Le accise sul gasolio rincarano quindi di 6,1 centesimi senza che il meccanismo delle accise mobili compensi la fine dello sconto fiscale applicato finora. In Gazzetta Ufficiale, infatti, non compare il decreto interministeriale di Mase e Mef che sarebbe stato necessario per utilizzare l'extragettito Iva per ridurre le accise. È la prima volta da marzo 2026 che i tagli fiscali sui carburanti scompaiono del tutto, ossia da quando è stato approvato il primo decreto legge in seguito alla guerra tra Usa, Israele e Iran.
L'atteso decreto interministeriale dei ministeri dell'Economia e della Sicurezza energetica sulle accise mobili avrebbe dovuto indicare i carburanti interessati dallo sconto fiscale, l'ammontare dello sconto e il periodo di applicazione. Come spiegato dalla premier Giorgia Meloni, "il meccanismo delle accise mobili significa che lo Stato non prende una lira dall'aumento, perché quello che prende in più dall'aumento del costo del carburante lo rimette per tagliare il prezzo alla pompa".
In altre parole, il taglio delle accise sui carburanti viene finanziato con l'extragettito dell'Iva sul greggio del mese precedente, dovuto all'aumento delle quotazioni internazionali. Rispetto agli sconti finanziati con fondi pubblici, non va ad aumentare il deficit, ma permette una riduzione dei prezzi inferiore.
Il governo, settimane fa, aveva annunciato di voler abbandonare i tagli generalizzati sui carburanti (che favoriscono i più ricchi che consumano di più) e passare a misure mirate per le categorie più esposte (i meno abbienti e gli autotrasportatori). Nel frattempo, Eni il 25 settembre ha annunciato un price cap sui suoi prodotti di 2,19 euro sul gasolio e 1,99 euro sulla benzina, attivo dal 28 settembre per i successivi 30 giorni. Uno sconto sui carburanti per 30 giorni, a partire dal 27 settembre, è stato annunciato anche dal gruppo azero Socar, che controlla Ip. Il 29 settembre è stato seguito a ruota dalla kuwaitiana Q8. Infine è arrivata la libica Tamoil. Il price cap ha fatto scendere i prezzi medi alla pompa.
Per giovedì 8 ottobre è previsto un incontro tra il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e le aziende della raffinazione attive sul territorio italiano. L'obiettivo è fare il punto sulla situazione e valutare la possibilità di incrementare la produzione, così da contribuire alla riduzione dei prezzi.