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AncelorMittal, inammissibili gli emendamenti al dl Fisco per reintrodurre lo scudo penale

Di Maio aveva spiegato la contrarietà del M5s sottolineando che non avrebbe senso "introdurre uno strumento che, secondo la stessa multinazionale, non impedirebbe di avere 5mila persone in mezzo alla strada". Il Cdm rinviato di una settimana

ArcelorMittal, ECONOMIA

La commissione Finanze della Camera ha giudicato inammissibili gli emendamenti presentati da Italia Viva e FI per reintrodurre lo scudo penale per l'ex Ilva. In base a quanto si apprende la motivazione sarebbe l'estraneità di materia. Luigi Di Maio aveva spiegato la contrarietà del M5s sottolineando che non avrebbe senso "introdurre uno strumento che, secondo la stessa multinazionale, non impedirebbe di avere 5mila persone in mezzo alla strada".

Sia l'emendamento di Forza Italia sia quello di Italia Viva chiedevano la reintroduzione dell'esonero "da responsabilità penale e amministrativa per le condotte di attuazione del Piano ambientale di Ilva".

 

Secondo DI Maio, "non si arriverà al voto sullo scudo perché il tema degli alibi poteva valere due mesi fa ma adesso, in pieno contenzioso, non ha senso. L'interlocutore dello Stato è ancora ArcelorMittal. Abbiamo firmato un contratto e chiediamo di rispettarlo. L'azienda ha compiuto l'atto unilaterale di andarsene e non possiamo permetterlo".

 

"E' prematuro - ha aggiunto - parlare di alternative perché se lo facciamo stiamo già dicendo ad Arcelor 'non ti preoccupare perché i disastri li ripariamo noi', invece va responsabilizzato il soggetto che ha firmato il contratto, va fatta moral suasion e pressione per farla restare qui. Non lo abbiamo consentito a Whirpool di andarsene, non possiamo concederlo a Mittal". L'eventuale "nazionalizzazione non potrebbero vedere il 100% dello Stato perché a norme Ue vigenti non è possibile. Tuttavia il nostro obbietivo anche in sede giurisdizionale è fare in modo che Arcelor non vada via", ha concluso.

 

Atteso ricorso commissari Nel frattempo è iniziato il conto alla rovescia per il deposito del ricorso cautelare e d'urgenza da parte dei legali dei commissari dell'ex Ilva per sostenere la mancanza delle condizioni giuridiche per il recesso del contratto di affitto, preliminare all'acquisto, del polo siderurgico con base a Taranto, chiesto da Arcelor Mittal con l'atto di citazione depositato ieri in Tribunale a Milano. Gli avvocati dei commissari stanno infatti limando il ricorso che dovrebbe essere presentato fra giovedì e venerdì.

Cdm rinviato a inizio della settimana prossima "Giovedì era programmato un Consiglio dei ministri. Alcuni ministri, per impegni istituzionali, mi hanno chiesto un differimento. Data l'importanza del Consiglio dei ministri, soprattutto perché ho sollecitato tutti i ministri a raccogliere i progetti e portarli in Consiglio, è stato chiesto un differimento: l'ho accordato volentieri all'inizio della settimana prossima". Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, "E' chiaro - ha aggiunto - che non si tratta di varare il cantiere Taranto in due giorni. E' un cantiere che adesso si apre, se differiamo il Consiglio dei ministri di qualche giorno non cambia assolutamente nulla".

 

"Per me l'emergenza non è l'ex Ilva, io parlo - ha sottolineato fra le altre cose Conte - di cantiere Taranto, nel quale c'è un capitolo importante che e' lo stabilimento ex Ilva. Adesso c'è la vertenza con Arcelor Mittal, saremo durissimi sotto il profilo della battaglia sul giudiziario. Stiamo adesso valutando, dal punto di vista produttivo che prospettive reali e concrete ci sono. Vogliamo che questa sia l'occasione per il piano di risanamento ambientale forse più cospicuo ed efficiente che ci sia mai stato in Italia. Tutta l'Italia deve dimostrare cosa è capace di fare, sono fiducioso che il sistema Italia sarà all'altezza", ha detto il premier.

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