GESTIRE LE RISORSE NATURALI

Lombardia: un progetto di sostenibilità e recupero

Da cava dismessa a risorsa idrica: succede a Calcinato, in provincia di Brescia, dove la Regione Lombardia ha attuato un progetto di adattamento al cambiamento climatico

di Redazione E-Planet
02 Nov 2026 - 11:01
 © E-Planet

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Una ex cava dismessa diventata una risorsa idrica preziosissima, soprattutto per l’agricoltura. È la bella storia di sostenibilità e recupero che ci arriva da Calcinato, provincia di Brescia, dove la Regione Lombardia ha attuato un progetto di adattamento al cambiamento climatico. 

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Qui incontriamo Giorgio Maione, Assessore Ambiente e Clima della Regione Lombardia, per parlare di questo progetto in linea con i contenuti della legge sul clima del 2025.

“In Lombardia abbiamo una strategia per l'adattamento al cambiamento climatico. Questi cambiamenti comportano momenti di grande siccità e momenti in cui invece c'è tanta acqua, che dobbiamo accumulare e recuperare e non disperdere. E allora l'idea che il nostro sistema regionale, i nostri consorzi possano riutilizzare le cave dismesse per dare acqua all'agricoltura è funzionale alla resilienza dei nostri territori e alla competitività del sistema agricolo della Lombardia, che rappresenta il primo settore agricolo in Italia”.

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Questa zona è molto importante per la produzione di una grande eccellenza italiana.

“Quest'area della Lombardia e della provincia di Brescia è rinomata per la produzione del Grana Padano, un simbolo dell'Italia nel mondo. Qui c'è un'ottima produzione lattiero-casearia e la qualità della produzione agricola è un bene da difendere. E allora garantire un futuro a questa filiera è fondamentale per l'intero sistema paese e per l'intera economia della nostra nazione”.

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La siccità è una piaga che in questi ultimi anni sta colpendo anche il nord Italia e le colture hanno bisogno di acqua per continuare ad alimentare questo territorio. Per realizzare il progetto sono stati investiti 14 milioni di euro. Il bacino sarà attivo dalla prossima stagione irrigua e potrà contenere fino a 800.000 m³ d'acqua.

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A spiegarci il suo funzionamento è Francesco Proserpi, Direttore Consorzio di Bonifica Chiese:

“Il bacino è in grado di ricevere le acque in esubero, che - quando ci sono eventi meteo sfavorevoli - possono essere stoccate qui e non provocano danni sul territorio. Le acque qui stoccate a questo punto diventano una risorsa. Una risorsa idrica per un comparto agricolo che convertirà il proprio sistema di irrigazione, che passando dallo scorrimento superficiale andrà verso tecniche più evolute e volte al risparmio idrico: l'aspersione o pioggia, l’irrigazione a goccia, la microirrigazione e la subirrigazione”.

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“Attraverso un sistema di pompaggio, l'acqua verrà prelevata e immessa in una rete acquedottistica realizzata ad hoc. La risorsa stoccata andrà al servizio di un comparto agricolo di circa 180 ettari e coperto da 30 aziende agricole”.

Riqualificazioni come questa non sono solo un esempio da ammirare, ma saranno necessarie in futuro per combattere gli effetti del climate change.