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Anno Nuovo: come assicurarci un buon Karma per il 2020

alla sapienza orientale le disposizioni d'animo che aiutano il buon vivere, Per tutti i giorni dell'anno.

La saggezza popolare dice: chi la fa, l’aspetti. Gli orientali ne fanno una questione più metafisica, ma il concetto in fondo è lo stesso: le nostre azioni sono come un boomerang e prima o poi ritornano a chi le ha commesse. Le filosofie e le religioni dell'Estremo Oriente, in particolare quelle indiane, chiamano Karma questa energia che permea tutto il cosmo: le nostre azioni, ma anche le nostre intenzioni, la mettono in movimento e questo moto presto o tardi ritorna a noi. Come fare, allora per migliorare il più possibile il nostro karma, specie in vista dell’inizio del Nuovo Anno?

CHE COS’È IL KARMA - Karma è una parola in sanscrito che potremmo tradurre con “azione”. Nelle filosofie e nelle religioni indiane indica l’azione volta a un determinato fine, capace di attivare i meccanismi “causa-effetto” che reggono l’universo. Secondo l’induismo, il karma vincola ogni essere senziente alla responsabilità morale nei confronti di quello che fa, e attiva il ciclo della reincarnazione in vite successive. Non va interpretato quindi in senso fatalistico, ma come diretto risultato delle nostre scelte e, soprattutto, dello spirito con cui le compiamo. Non esiste un solo tipo di karma: oltre a quello personale, ci sono anche quello familiare, che coinvolge le persone appartenenti allo stesso clan parentale, il karma collettivo, che unisce persone che vivono in modo contiguo (ad esempio nello stesso quartiere o nello stesso paese), e quello mondiale, che accomuna tutta l’umanità. Ciascuno, in quanto parte di una collettività, è legato ai suoi simili in questo movimento di energia, azioni ed eventuali debiti. 


LE LEGGI DEL KARMA – Il karma risponde a una serie di leggi, dalle quali posiamo trarre una prima serie di spunti di comportamento per mantenere in attivo il saldo tra azioni ed effetti. Le leggi sono in tutto 12; tra le principali, ricordiamo soprattutto la prima e più importante: ciò che dai ti ritorna indietro per l’eternità,  ragion per cui siamo responsabili di tutte le nostre azioni nel tempo e nello spazio. La seconda legge, o legge della creazione, ricorda che nulla accade da sé, ma che occorre sempre la nostra partecipazione attiva. La terza, la legge dell’umiltà, dice che ciò che rifiutiamo di accettare continuerà ad esistere nonostante il rifiuto. Molto importante è anche la quarta legge: se tu non cambi, niente cambia. La quinta legge ribadisce lo stesso concetto: se c’è qualcosa di sbagliato nella tua vita è perché c’è qualcosa di sbagliato dentro di te. Le tre successive riguardano la connessione dei fatti tra loro, mentre la nona e la decima ci invitano a focalizzare l’attenzione sul qui ed ora, ma ricordano anche che la storia ripete se stessa finché non abbiamo imparato la lezione e non ci siamo incamminati sul giusto percorso. Le ultime due leggi infine ci insegnano che le ricompense richiedono duro lavoro e tanta pazienza, e che si riceve sempre quello che si è dato.


I CONSIGLI PER UN BUON KARMA – Da queste leggi derivano di conseguenza una serie di comportamenti di vita da mettere in atto per un buon karma e quindi una vita più felice. Sono insegnamenti attualissimi e validi anche per l’uomo occidentale contemporaneo che possono davvero aiutarci a cambiare prospettiva e ad essere più sereni. 
-Siamo responsabili di noi stessi e delle nostre azioni – Assumiamoci la responsabilità di quello che facciamo, a cominciare dagli errori. Sbagliare è inevitabile, ma dobbiamo imparare dalle nostre manchevolezze, altrimenti la storia tornerà a ripetersi. 
-Attenzione al presente – Rifugiarsi in un passato che non c’è più o nell’attesa di un futuro che non c’è ancora ci fa perdere preziose occasioni. E’ giusto tener presente quello che è stato, per trarne insegnamento, e avere una prospettiva sul domani, ma non dimentichiamo che la vita è adesso.
-Tolleranza con noi stessi e con il mondo – Non possiamo ottenere sempre quello che vogliamo nel momento esatto in cui lo desideriamo. Impariamo a essere pazienti.
-Parola d’ordine: gentilezza – Con piccole gentilezze e atti di bontà spicciola si può davvero cambiare il mondo intorno a noi.  Impariamo anche ad essere gentili con noi stessi: ci diventerà naturale esserlo con gli altri (o viceversa!).
-Tanto per cambiare – Se non possiamo cambiare il mondo intorno a noi, non ci resta che cambiare noi stessi. 
-Impariamo a ridere di noi stessi – Se siamo i primi a sorridere dei nostri errori (quindi a perdonarci e a trattarci con la gentilezza di cui parlavamo sopra), non ci sentiremo umiliati quando saranno gli altri a ridere di qualche nostro sbaglio. E anche i nostri simili ci troveranno meno gusto. Sbagliare è il modo in cui possiamo migliorarci, ma a patto di riconoscere l’errore e lavorare verso il meglio: ridendoci un po’ sopra, alleggeriremo la fatica del cammino. 
 

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