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"La vita è fatta di difficoltà, ma forza d’animo e determinazione ci fanno rimettere in piedi e andare avanti"

Da Napoli a Philadelphia, passando per Roma e Milano: Francesca Contardi, Managing Director di EasyHunters, racconta la sua storia a Tgcom24

Appassionata di tecnologia e disposta sempre a mettersi in gioco senza timori, anche trasferendo la propria vita oltreoceano: è la storia di Francesca Contardi, Managing Director di EasyHunters.

Francesca Contardi, Managing Director di EasyHunters

Ciao Francesca, so che mi stai rispondendo dagli States in questo momento.
E’ così, mi trovo a Philadelphia, un’ora di auto da New York. Vivo qui da luglio dell’anno scorso, dopo che mio marito è stato trasferito per motivi di lavoro, ma come vedi grazie alla tecnologia possiamo portare avanti la nostra attività anche con questa distanza e in momenti così difficili e drammatici.


 
Verissimo! Ma d’altra parte è proprio sulla tecnologia tu hai puntato, non è così?
Ho pensato che offrire un’opportunità a chi cerca o chi offre un lavoro eliminando le distanze e accorciando i tempi potesse essere davvero molto importante e quando ho fondato EasyHunters, cinque anni fa, ho immaginato di avere un vantaggio di almeno tre anni e mezzo sulla concorrenza. In realtà, il progresso è molto veloce e cambiano anche gli scenari entro cui ci muoviamo, occorre ripensarsi ed essere molto flessibili intercettando nuovi bisogni e necessità.
 

Dall’accento intuisco che non sei milanese Doc…
Sono nata e cresciuta a Napoli, ma subito dopo aver terminato gli studi ho deciso di allontanarmi perché la mia città mi andava stretta. Ecco perché decisi di andare all’estero prima, per poi tornare a Roma e successivamente trasferirmi a Milano, dove alla fine sono rimasta per ventidue anni, tanto che la sento come la mia  casa .

 

Immagino tu fossi molto volitiva fin da piccola.
Sì, sono sempre stata determinata e votata al fare. Ho studiato Economia e Commercio, ma prima di laurearmi fui affascinata dai sistemi di qualità, per cui per un anno seguii corsi presso la facoltà di ingegneria meccanica. Dopo la laurea, decisi di specializzarmi frequentando un MBA che terminai a Washington dove perfezionai la conoscenza della lingua inglese. Proprio durante la frequenza del Master venni in contatto con una importante azienda internazionale di ricerca e selezione del personale che aveva deciso di aprire una sede italiana a Roma. Inizia occupandomi di lavoro interinale, una grande novità per l’epoca e che rivoluzionò il mercato del lavoro.
 
 

Da lì la carriera è stata velocissima.
In effetti si trattò di una esperienza pazzesca, estremamente interessante e formativa, che mi consentì di imparare in un anno quello che in altri contesti probabilmente si apprende in dieci. I ritmi erano elevatissimi, ma non era un problema certamente. In seguito, fui contattata da una società di recruiting presente in 150 Paesi del mondo e leader nella selezione del personale con sede a Milano. Accettai la proposta e mi trasferii.
 

Come nasce invece la tua voglia di imprenditorialità?
Dopo tanti anni di lavoro e una carriera che mi ha visto arrivare ai vertici dell’azienda diventandone Amministratore Delegato, ho deciso di uscire e misurarmi in una nuova realtà raccogliendo la sfida del digitale con molto anticipo sui tempi. Una sfida che ho vinto, tenuto conto che oggi EasyHunters è una realtà consolidata e riconosciuta da candidati e aziende.


 
Due parole su EasyHunters?
E’ la prima società di ricerca e selezione con un modello di attività totalmente digitale: anche i colloqui si svolgono online, il che consente naturalmente di poter organizzare un incontro virtuale in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento senza alcuna barriera. Ci tengo però a precisare che in azienda abbiamo un team di recruiters, cioè professionisti che selezionano i candidati, e un team di commerciali: da un capo all’altro delle attività digitali dunque ci sono sempre e comunque delle persone vere.
 

Lavoro e famiglia: conciliare è difficile?
Abbastanza, direi. Io sono diventata mamma da grande perché avevo 39 anni quando è nato mio figlio e la gravidanza è arrivata mentre ero proprio al top della carriera. Ti dico solo che l’impegno era tale che a dieci giorni dal parto sono dovuta rientrare al lavoro. L’equilibrio tra vita privata e attività professionale è difficile da raggiungere e il tema maternità e carriera è ancora molto caldo. 
 

Secondo te è una questione tutta italiana o succede anche negli States?
E’ una domanda che mi sono posta anche io e la risposta è che probabilmente negli Stati Uniti la discriminazione c’è, ma è più velata, più sottile e garbata. Credo dunque che si tratti di una questione culturale molto ampia e che ci vorranno anni per superarla.
 

Il tuo stile di leadership?
In tanti anni di lavoro posso dirti che quello che prediligo è un team mix, ovvero squadre eterogenee di persone dove vi sono uomini e donne in egual misura. Non sono gelosa del mio sapere, quindi è un successo per me fare in modo che i collaboratori sappiano alla fine sbrigarsela da sé. La mia è comunque una leadership autocostruita, se vogliamo dire così: non ho fatto corsi, ho imparato con l’esperienza.
 

Parliamo di tempo libero.
A parte i viaggi, che adoro, sono una divoratrice di libri, capace di leggerne anche tre in una settimana e di stare sveglia di notte pur di terminare quello iniziato. I libri mi servono per evadere dalla realtà e soddisfare la curiosità, che mi accompagna sempre. Ma naturalmente non manca lo sport: cammino molto, anche portando a spasso Otello, il mio cane inseparabile, poi corro, vado a sciare e amo la barca a vela. Adesso poi che sono in America sto molto di più con Luca, mio figlio, che si trova a frequentare la scuola in una lingua che non è la sua e con metodi di apprendimento totalmente diversi: non è affatto facile, soprattutto fare i compiti di matematica!
 

Un suggerimento alle donne che lavorano e che vorrebbero fare carriera?
Occorre essere molto preparate, ma ti dirò che una solida preparazione è indispensabile tanto per le donne quanto per gli uomini, anche se, dobbiamo ammetterlo, per noi donne la strada è molto più ardua perché l’accesso alle posizioni di vertice ha un varco sicuramente più stretto. Inoltre, non bisogna mai mollare: la vita è fatta di difficoltà e se mi guardo indietro mi rendo conto che sono caduta tante volte, ma mi sono rialzata ogni volta, perché la forza d’animo e la determinazione ci fanno rimettere in piedi e andare avanti, sempre.

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