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Vita da single: anima gemella? No grazie!

In Italia sono un piccolo esercito, ma guai a chiamarli “cuori solitari”

Vita da single: anima gemella? No grazie!

Principe azzurro? Nemmeno per sogno. Partner fisso? Non se ne parla. Al massimo qualche amico e qualche relazione poco impegnativa, ad esempio per condividere qualche serata o per andare in vacanza. L’indipendenza e la libertà vengono prima di tutto, anche se per lo più non si è single per scelta, ma perché ci si trova a vivere questa condizione. La pensa così la gran parte degli “sfidanzati” italiani, sui quali si concentra l’attenzione all’indomani della Festa di San Valentino e delle celebrazioni all’insegna dei cuoricini e delle anime gemelle. Chi sceglie (o si trova) a vivere da solo ha a sua volta un santo protettore: San Faustino, che si celebra, appunto, il 15 febbraio. E, molte volte, di un partner fisso si trova a fare a meno senza grossi rimpianti.

QUALCHE NUMERO - Secondo l’annuario Istat 2016, i single non vedovi in Italia sono 4,8 milioni, quasi l’8 per cento della popolazione. Se a questo già corposo numero aggiungiamo i vedovi e i divorziati che non si sono risposati, le persone celibi e nubili che non vivono nella famiglia di origine, i nuclei familiari con un solo genitore con figli, si arriva a quasi 8 milioni di persone (il 13% del totale). Se consideriamo solo i single non vedovi, si registra una quota leggermente maggiore di donne rispetto agli uomini (55,3%), mentre tra i monogenitori, le mamme sole sono l’86,1%. In ogni caso, questo piccolo esercito di persone non rientra nella categoria dei cosiddetti “cuori solitari”: non manca, è vero, chi non ha perso le speranze di innamorarsi ed essere stabilmente ricambiato, ma molti di loro sono poco interessati a incontrare una nuova anima gemella.

SINGLE PUÒ ESSERE BELLO SE… - Lo status di single, del resto, se è vissuto con serenità e nel modo “giusto”, può presentare una serie di vantaggi. La “singletudine” può anche essere semplicemente una fase transitoria, ad esempio dopo la fine di una storia importante, ed essere il momento in cui tornare a focalizzare l’attenzione su se stessi e sulle proprie potenzialità . Il fatto di non poter contare su un compagno diventa l’occasione per recuperare la compagnia di vecchi amici che abbiamo trascurato quando ci trovavamo “in coppia” , o per incontrane di nuovi. Il fatto di poter gestire liberamente la propria vita significa avere anche più tempo a disposizione da dedicare a se stessi, ai propri interessi e a sperimentare cose nuove, o anche il momento in cui scoprire di essere in grado di fare da sé una serie di cose per le quali di solito si chiedeva la collaborazione del partner. E’ anche un incentivo a curare di più se stessi, il proprio aspetto fisico e impegnarsi a fare di sé una persona migliore. Insomma, vivere da soli può presentare un lato buono ed essere l’occasione per scoprire che si può essere felici e soddisfatti anche senza un “amore in corso”. Ultimo, ma non meno importante, persino il sesso, per quanto meno frequente, può essere molto più divertente.

LE “BUCCE DI BANANA” - Per vivere da single e contento bisogna però evitare una serie di errori. Il più diffuso e banale è piangersi addosso, sospirare davanti a ogni foto che raffigura una coppia felice e fuggire la realtà, rifugiandosi in mondo di film romantici e romanzi rosa. Il fatto di essere single non deve diventare né una ragione di vergogna né, all’eccesso opposto, una bandiera da sventolare con orgoglio o addirittura con disprezzo nei confronti di chi è accoppiato: è uno stato come un altro, nel quale ci si trova spesso non per scelta (ma per decisione di qualcun altro). Non è neppure uno stereotipo a cui adeguarsi, nei classici ruoli della zitella insoddisfatta o dello scapolone incallito.

ALTRI ERRORI CLASSICI – Mai concentrare tutte le proprie energie sul lavoro, tornando a trascurare il resto della vita e degli interessi: in una prima fase può servire a distrarre dal dispiacere per la fine di una storia d’amore, ma alla lunga non può colmare il vuoto affettivo che ne è venuto. Meglio affrontare con onestà i propri sentimenti ed impegnarsi per elaborare il lutto. Sbaglia anche chi si barrica nello stato di “sfidanzato” per timore di subire un’altra delusione: certo, quando si è rimasti delusi è molto più difficile lasciarsi andare nuovamente, ma bisogna, passato un po’ di tempo, provare a rimettersi in gioco. Del resto, chissà: il bello dell’amore è proprio il fatto che ci coglie di sorpresa, quando meno ce lo aspettiamo.

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