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Coppia: saper essere buoni amici ci rende partner migliori

Costruire legami sinceri “allena” la consapevolezza emotiva necessaria per la vita di coppia

01 Ott 2026 - 07:00
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Ci si può esercitare all’amore e alla vita di coppia? In effetti, costruire una relazione stabile e di lunga durata richiede una certa pratica: occorre saper condividere la quotidianità preservando però un proprio spazio personale, essere capaci di mediazione e, soprattutto, imparare a ricominciare dopo aver superato un momento di difficoltà. Tutti questi passaggi devono essere messi in pratica anche nella vita amicale, e non solo nella sfera sentimentale: ecco perché le persone che hanno una rete sociale solida riferiscono benefici concreti nel modo in cui vivono la ricerca e lo sviluppo di una nuova relazione.

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L’AMICIZIA COME PALESTRA PER LE RELAZIONI – Sembra dunque che il fatto di coltivare una solida rete di rapporti sinceri sia un training efficace per trasformarsi in partner migliori, già a partire dal momento in cui ci si mette in cerca di una nuova relazione. Lo sostiene uno studio condotto dall’app di dating Hinge, che ha interrogato in proposito i propri utenti. Il 64% degli interpellati afferma che le amicizie aiutano a essere più consapevoli a livello emotivo, il 56% a sentirsi più sicuri e il 56% a comunicare meglio. E in effetti, a ragionarci su, le relazioni sentimentali e quelle amicali hanno in comune alcuni aspetti valoriali ed emotivi, tanto che Moe Ari Brown, Love and Connection Expert di Hinge, ne ha individuati quattro in particolare:

1. La consapevolezza emotiva – Nel cammino che ci ha portati a consolidare un’amicizia profonda, probabilmente ci è capitato di affrontare qualche momento difficile, a cui è seguito un processo di riparazione e di recupero del legame. È proprio questo processo di ricostruzione a rendere le persone più consapevoli a livello emotivo e, quindi, più pronte e capaci di superare le incomprensioni che inevitabilmente si presenteranno con il partner.

2. Costruzione dell’autostima – A volte si tende a pensare che l’autostima sia una sorta di energia interiore caratteristica di alcune persone. In realtà, tutti noi abbiamo lo stesso timore di mostrarci per quello che autenticamente siamo, ma alcuni hanno la capacità di vincerlo o, per lo meno, di controllarlo, scegliendo di restare se stessi. È un processo simile a quello che vive, ad esempio, un autore che inizia a scrivere il suo diario: in un primo momento lo condivide con pochi intimi e poi lo pubblica per un pubblico più vasto, aumentando gradualmente la capacità di tollerare l’esposizione a occhi estranei. L’amicizia fa la stessa cosa: ci prepara a un momento ad alta intensità emotiva, come il mostrarsi vulnerabili in una relazione.

3. Capacità comunicative – Allenare la regolazione emotiva e l’empatia migliora anche le capacità di comunicare. Tenere conto dei bisogni dell’altra persona, senza dimenticare i propri, aiuta a strutturare la nostra identity; più ci esercitiamo a farlo, meno ci sembrerà faticoso. Comunicare in modo empatico ed efficace diventa così il nostro modo naturale di relazionarci con il partner, invece di un lavoro forzato.

4. L’ascolto attivo – Il linguaggio del corpo dice più di mille parole. Rivolgere il busto verso l’interlocutore, mantenere il contatto visivo e mostrare di aver compreso quanto detto è il modo migliore per far sentire l'altro accolto e valorizzato. In questo modo trasmettiamo attenzione reale, anziché formulare frasi astratte e povere di significato. Se facciamo pratica con la nostra cerchia ristretta, questa attitudine diventerà automatica anche durante un appuntamento, facendo un'enorme differenza nelle prime fasi del dating.

GLI AMICI POSSONO ESSERE IL NOSTRO SPECCHIO – Le relazioni amicali ci rimandano un’immagine speculare di come si sente chi sta in nostra compagnia. Ci aiutano a creare ritmi e abitudini condivise e ad abbracciare punti di vista diversi dal nostro: tutti tasselli indispensabili nelle relazioni sentimentali. Gli amici possono inoltre cogliere ciò che tendiamo a minimizzare o individuare dinamiche che non riusciamo a vedere da soli. Rappresentano infine un supporto cruciale quando siamo assaliti da dubbi su sentimenti e scelte: ad esempio, possiamo chiedere loro di confermare un’ipotesi che abbiamo già formulato, come: “Ho torto a sentirmi arrabbiato davanti a questo comportamento?”. Ma il buon amico è anche la spalla a cui chiedere di aiutarci a leggere una situazione da una prospettiva diversa o che ci supporta mentre “facciamo pratica” in un comportamento che non ci è immediatamente spontaneo.