il venerdì 13 si confermerebbe una data nefasta

La fine del mondo sarà il "13 novembre 2026": sul web ritorna in voga uno studio del 1960

Lo spiega il fisico austriaco Heinz von Foerster in una pubblicazione sulla rivista Science, considerando il rapporto popolazione-risorse disponibili

20 Mag 2026 - 19:02
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © Istockphoto

© Istockphoto

La fine del mondo? Venerdì "13 novembre 2026". È ciò che sostiene uno studio del fisico austriaco Heinz von Foerster e pubblicato nel 1960 sulla rivista Science, tornato a essere discusso online in questi giorni. La pubblicazione è incentrata sul rapporto tra la crescita del numero di esseri umani e la disponibilità di risorse sul pianeta Terra. Il venerdì 13 nell'immaginario collettivo è associato a eventi negativi e alla sfortuna: forse troppa, in questo caso. Meglio dunque cerchiare in rosso questa data sul nostro calendario e, nel caso di impegni o progetti in ballo, meglio concluderli con qualche giorno di anticipo.

Cosa dice lo studio

 Nel 1960, anno di pubblicazione dello studio, von Foerster elabora un modello matematico che prende in considerazione (e mette in rapporto) la crescita della popolazione umana e le risorse disponibili sulla Terra: un po' come l'Overshoot Day, il giorno dell'anno in cui l'umanità entra in deficit ecologico con una domanda di risorse che eccede quello che la terra è in grado di rigenerare nello stesso arco di tempo. Da allora, la crescita della popolazione ha rallentato in maniera significativa, cambiando dunque le fondamenta e i presupposti dell'analisi del fisico austriaco, il cui modello, però, è ancora tremendamente attuale, fungendo da monito per le generazioni che lo avrebbero seguito.

Non si tratta dunque di una vera e propria profezia apocalittica in stile Maya. Von Foerster infatti voleva porre l'accento su un problema enorme: la gestione efficace ed efficiente delle risorse che il nostro pianeta ci mette a disposizione, cercando di porre in essere stili di vita sostenibili 

Ti potrebbe interessare

videovideo