I 10 quadri più costosi al mondo: la classifica aggiornata
Dai record d’asta di Leonardo, Picasso, Warhol e Klimt alle maxi trattative private: i dipinti che hanno superato (o sfiorato) i 180 milioni di dollari
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Parlare dei “quadri più costosi al mondo” può essere fuorviante: il valore artistico e storico non coincide con il prezzo, e soprattutto non tutto ciò che vale di più passa dal mercato. Capolavori in musei e collezioni pubbliche (come Gioconda o Guernica) sono di fatto “fuori gara”. La classifica dei 10 quadri più costosi al mondo che segue considera solo i dipinti che sono stati venduti: tramite case d’asta (con prezzi ufficiali) oppure attraverso trattative private riportate da fonti giornalistiche autorevoli. L’aggiornamento principale rispetto al 2024 arriva da New York: il 18 novembre 2025 un Klimt, Portrait of Elisabeth Lederer, ha stabilito il record per un’opera moderna all’asta, entrando di diritto nella top ten e cambiando gli equilibri della graduatoria.
10) Pablo Picasso, Les femmes d’Alger (Version ‘O’) – $179,365 milioni
Cubismo “tardivo”, energia cromatica, e una storia collezionistica che sembra un romanzo: questa tela del 1955 è l’ultimo e più ambizioso capitolo della serie ispirata a Delacroix. All’asta di Christie’s del maggio 2015 fu una battaglia a colpi di rilanci telefonici, con un risultato che per anni ha rappresentato un punto di riferimento assoluto nelle aste serali. È anche uno dei casi in cui il “brand” Picasso (domanda globale, riconoscibilità immediata) si somma alla qualità dell’opera: composizione densa, ritmo interno, figure scomposte e ricomposte come in una stanza che vibra.
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9) Gustav Klimt, Wasserschlangen II (Water Serpents II) – circa $183,8 milioni (vendita privata)
Uno dei Klimt più seducenti e discussi, legato alla fase simbolista e “dorata” dell’artista: corpi femminili che emergono e si intrecciano in un’atmosfera acquatica, sensuale e quasi ipnotica. Il prezzo è quello riportato per una vendita privata attribuita al collezionista Dmitry Rybolovlev: cifra che viene citata spesso anche perché finita dentro vicende giudiziarie e ricostruzioni giornalistiche sul mercato “riservato” dell’arte. In termini di immaginario, è il Klimt che il grande pubblico riconosce subito: decorazione, erotismo, modernità.
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8) Mark Rothko, No. 6 (Violet, Green and Red) – circa $186 milioni (vendita privata)
Qui non ci sono figure, né narrazione: solo campiture di colore che, da vicino, sembrano respirare. No. 6 è un classico Rothko: rettangoli sovrapposti, bordi sfumati, una tensione emotiva che cambia a seconda della luce e della distanza dell’osservatore. La cifra è legata a una compravendita privata riportata a metà anni 2010, in un periodo in cui Rothko diventava sempre più un “asset” per grandi collezionisti. È uno dei dipinti che raccontano meglio la trasformazione del mercato: opere apparentemente “silenziose” che, in una sala, hanno un impatto quasi fisico.
7) Andy Warhol, Shot Sage Blue Marilyn – $195,04 milioni
Icona pop in purezza: Marilyn, colori piatti e vibranti, e la tecnica serigrafica che ha trasformato un volto in un simbolo riproducibile all’infinito. Questa versione (1964) appartiene alla serie “Shot”, legata a un episodio diventato leggenda alla Factory. Nel maggio 2022, a Christie’s, è stata la grande protagonista di una serata che ha riscritto i record del Novecento. La forza del quadro sta nell’immediatezza: non “rappresenta” Marilyn, ma la cristallizza in una maschera contemporanea, tra glamour e consumo di massa.
6) Jackson Pollock, Number 17A – circa $200 milioni (vendita privata)
Il dripping come gesto assoluto: niente cavalletto, niente prospettiva, solo stratificazioni di segni e colature che registrano tempo, movimento e corpo dell’artista. Number 17A è una dichiarazione di poetica dell’Espressionismo Astratto americano. Il prezzo (circa 200 milioni) è quello riportato per una vendita privata nella maxi operazione che ha coinvolto il collezionista Ken Griffin e la fondazione di David Geffen. È uno dei casi in cui la storia dell’arte e la storia del denaro si toccano: Pollock come “pietra miliare” e, insieme, come bene rifugio d’élite.
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5) Gustav Klimt, Portrait of Elisabeth Lederer – $236,4 milioni
È il grande aggiornamento post-2024. Un ritratto monumentale, dipinto tra 1914 e 1916, in cui Klimt unisce eleganza formale e dettagli decorativi: la figura a grandezza quasi naturale, l’abito prezioso, un senso di presenza scenica che ricorda quanto il ritratto fosse (anche) status sociale. La sua storia è segnata dal Novecento europeo, con passaggi dolorosi legati alle spoliazioni e alle eredità collezionistiche. Nel novembre 2025, da Sotheby’s, l’opera ha superato ogni aspettativa diventando la più costosa mai venduta all’asta da Sotheby’s e record per un’opera moderna.
4) Paul Cézanne, The Card Players (I giocatori di carte) – oltre $250 milioni (vendita privata)
Cézanne è uno dei padri della modernità: costruisce la pittura per piani, “architettura” le forme, apre la strada al Cubismo. I giocatori di carte (in una delle versioni della serie) è un quadro che sembra quieto, ma è calibrato come una partita a scacchi: posture, sguardi, volumi, tavolo e bottiglia diventano geometrie emotive. La cifra viene riportata da anni come “oltre 250 milioni” per una vendita privata legata al Qatar: uno di quei passaggi di proprietà che segnano l’ingresso di nuovi poli culturali e nuovi grandi collezionisti globali.
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3) Paul Gauguin, Nafea Faa Ipoipo? (When Will You Marry?) – circa $300 milioni (vendita privata, cifra riportata)
Titolo in tahitiano, scena apparentemente semplice: due figure femminili, colori netti, un senso di esotismo che oggi viene riletto anche criticamente per il contesto coloniale in cui nasce la “Tahiti” di Gauguin. Proprio questa ambivalenza rende il quadro centrale nel dibattito sull’artista. Il prezzo è uno dei più discussi: trattandosi di vendita privata, viene indicato da diverse ricostruzioni giornalistiche come “intorno ai 300 milioni”. È un esempio perfetto di come il mercato privato possa produrre record giganteschi senza la trasparenza tipica delle aste.
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2) Willem de Kooning, Interchange – circa $300 milioni (vendita privata)
De Kooning è il punto d’incontro tra figura e astrazione: pennellate nervose, forme che si trasformano, un’energia quasi aggressiva. Interchange (1955) è spesso citato come uno dei manifesti della sua fase più ricercata, e la cifra (circa 300 milioni) è legata alla stessa grande operazione “doppia” che includeva anche Pollock. Qui il mercato parla chiarissimo: un capolavoro museale che cambia mano come un “trofeo” da collezionismo estremo.
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1) Leonardo da Vinci (attribuito), Salvator Mundi – $450,3125 milioni
È il record assoluto. Un Cristo benedicente che regge il globo, dipinto su tavola, con una storia moderna fatta di riscoperte, restauri, dibattiti sull’attribuzione e una narrazione mediatica che ha amplificato l’evento. Nel novembre 2017, Christie’s lo ha venduto a una cifra senza precedenti per un dipinto. Sull’identità dell’acquirente, come spesso accade ai livelli più alti del mercato, non esiste una conferma ufficiale definitiva: diversi media e inchieste hanno collegato l’operazione ad ambienti sauditi. Al di là del “giallo”, resta un fatto: nessun altro quadro ha raggiunto finora un prezzo paragonabile in una vendita pubblica.
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