Il percorso verso una nuova generazione di reattori nucleari passa anche da Trieste. Tra le realtà industriali impegnate nello sviluppo del progetto di Newcleo, startup italo-francese specializzata in tecnologie nucleari avanzate, figura Orion Valves, azienda triestina che realizza valvole e sistemi destinati al settore energetico. Il contributo di Orion riguarda in particolare le valvole impiegate nel sistema di raffreddamento a piombo del Precursor, il dimostratore tecnologico che rappresenta uno degli ultimi passaggi prima della realizzazione di un vero e proprio reattore.
Il Precursor verso il test conclusivo
Il prototipo è in fase di sviluppo al Centro ricerche Enea del Brasimone, sull'Appennino tosco-emiliano, struttura di riferimento internazionale per la ricerca sulla fissione di quarta generazione e sulla fusione nucleare. Il Precursor è progettato come un impianto elettrico da circa 10 megawatt termici. A differenza di un reattore nucleare operativo, non utilizza la fissione: il calore necessario a simulare le condizioni di esercizio viene prodotto attraverso appositi riscaldatori elettrici. L'obiettivo è riprodurre il comportamento di un sistema di quarta generazione raffreddato a piombo e verificarne il funzionamento prima di passare alla fase successiva dello sviluppo.
Il ruolo di Orion Valves
Per Orion si tratta di una collaborazione tecnologicamente rilevante. Le valvole destinate a lavorare in presenza di piombo fuso devono rispettare requisiti particolarmente stringenti, legati sia alla progettazione sia alla resistenza dei materiali. L'azienda triestina sottolinea proprio la complessità dell'applicazione e il peso che affidabilità delle valvole e caratteristiche dei materiali avranno nelle prestazioni complessive del sistema. La partecipazione al progetto Newcleo conferma così la presenza di una competenza industriale sviluppata a Trieste all'interno di una filiera europea che guarda alle tecnologie nucleari avanzate.
Investimenti per il progetto nucleare
Newcleo ha concentrato negli ultimi anni importanti risorse nello sviluppo del proprio programma. Secondo i dati riportati dall'azienda, negli ultimi quattro anni sono stati investiti 61 milioni di euro nel progetto del Brasimone, mentre ulteriori 40 milioni sono previsti nell'arco dei prossimi sei anni. Fondata nel 2021 e guidata dal fisico Stefano Buono, Newcleo lavora allo sviluppo di reattori modulari avanzati di quarta generazione. Il modello tecnologico punta sull'impiego del piombo come refrigerante e su soluzioni pensate anche per affrontare il tema della gestione del combustibile nucleare.
Newcleo guarda a Italia, Europa e Stati Uniti
Il programma industriale della società non si limita all'Italia. Newcleo sta sviluppando progetti e collaborazioni in diversi Paesi europei, mentre guarda anche al mercato statunitense, dove sono previste politiche di forte espansione della capacità nucleare nei prossimi decenni. L'obiettivo dichiarato della società è arrivare alla messa in servizio del primo reattore da 200 megawatt nel 2032. In Slovacchia, inoltre, la collaborazione con la società pubblica Javys prevede un progetto che potrebbe arrivare a quattro reattori della stessa potenza, con il primo impianto indicato per il 2034.
Quali le prospettive per il nucleare in Italia?
Il progetto si inserisce in un contesto italiano in cui il nucleare è tornato al centro del dibattito sulle strategie energetiche. Il governo italiano ha manifestato più volte l'intenzione di rilanciare questa tecnologia e di favorire lo sviluppo di una filiera nazionale. Per aziende industriali come Orion, la crescita di questi progetti può quindi rappresentare un'opportunità per mettere a disposizione competenze specialistiche e partecipare alla costruzione di una nuova catena di fornitura dedicata ai reattori avanzati.
