il quinto è morto di stenti

"Una tomba a cielo aperto": salvati quattro ricci caduti in una piscina vuota a Cerveteri

Un quinto era già morto di stenti quando sono arrivate le guardie ecozoofile. "Mettiamo in sicurezza piscine, tombini e buche con teli, assi e pannelli", la raccomandazione degli animalisti

01 Set 2021 - 08:47
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© Guardie Ecozoofile Fareambiente Cerveteri © Guardie Ecozoofile Fareambiente Cerveteri © Guardie Ecozoofile Fareambiente Cerveteri © Guardie Ecozoofile Fareambiente Cerveteri

© Guardie Ecozoofile Fareambiente Cerveteri

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Piccoli e inesperti si erano dati all'esplorazione di quel grande giardino condominiale di Cerveteri dove erano nati. Ma sono caduti nella piscina scoperta vuota del palazzo e lì rischiavano tutti di morire. La segnalazione di una condomina, dopo giorni dalla caduta, ha permesso il salvataggio di quattro cuccioli di riccio da parte delle guardie ecozoofile Fareambiente di Cerveteri (Roma). Un quinto era morto di stenti. E senza soccorsi tempestivi la morte sarebbe giunta anche per gli altri che si erano rannicchiati in un angolo della profonda vasca. "Per loro è una tomba a cielo aperto", spiegano Centro Recupero Ricci "La Ninna" di Novello, Cuneo, dove sono stati portati per le cure. "Mettiamo in sicurezza piscine, tombini e buche con teli, assi e pannelli", è l'appello degli animalisti.

"Caduti in una piscina condominiale in disuso questi cuccioli di riccio europeo - è il racconto delle guardie ecozoofile - si erano rannicchiati impauriti in un angolo, trovando conforto l'un l'altro, non sapendo cos'altro fare. Sono stati notati da una condomina dal balcone antistante che non ha perso tempo contattandoci. Giunti sul posto gli agenti hanno dovuto constatare amaramente che uno dei 5 cuccioli non ce l’aveva fatta, se n'era andato per la fame e la sete stretto comunque tra i suoi fratelli".

"Recuperati senza indugio i quattro sopravvissuti - continua il racconto - sono stati fatti con urgenza visitare da un medico: due piccoli versavano in un stato fortemente debilitato. Tutti e quattro raggiungeranno con una staffetta i volontari dell’Associazione “La Ninna” Centro Recupero Ricci dove riceveranno tutte le cure e le premure necessarie per poi essere rimessi in libertà".

"Le piscine rappresentano da sempre un grande pericolo per i ricci - spiegano dal centro recuperi. - Se sono piene d'acqua i ricci rischiano di affogarvi, in quanto non trovano un appiglio per uscirne. Per questo esistono in commercio isolette galleggianti e rampe salvavita. Se sono vuote, come in questo caso, una volta precipitati dentro vi restano intrappolati e sono condannati a morire di sete e di fame".

"Non permettiamo che piscine, tombini e buche si trasformino in trappole mortali: mettiamole in sicurezza, coprendole con teli, assi o pannelli. Un po' di attenzione da parte nostra può significare la salvezza per tante vite innocenti", è l'appello finale del rifugio.

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© Facebook / Centro recupero ricci "La Ninna" © Facebook / Centro recupero ricci "La Ninna"

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