LE RELAZIONI

Ue-Israele, Von der Leyen: "Presto ua proposta sulle restrizioni ai prodotti dei coloni"

A mille giorni dal 7 ottobre, la leader della Commissione avanza l'idea con il primo ministro irlandese Michael Martin. Eppure, dal 2022, gli accordi commerciali siglati tra Bruxelles e Tel Aviv sono aumentati

03 Lug 2026 - 17:58
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Da anni, migliaia di tonnellate di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nella Striscia di Gaza e nella Cisgiordania occupata finiscono nel mercato europeo. Prodotti che sono l'espressione di violenza ed espropriazione da parte dei coloni nei confronti palestinesi. Alla luce delle continue violenze e violazioni dei diritti da parte del governo di Tel Aviv e dei coloni israeliani, la Commissione europea sembra voler definitivamente sciogliere il nodo sulle relazioni diplomatiche con Israele. 

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Le opzioni dell'esecutivo Ue

 La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato imminenti proposte per le restrizioni commerciali sui prodotti provenienti dagli insediamenti nei territori occupati. "Sulla Cisgiordania noi condividiamo che la continua espansione di Israele è inaccettabile e la violenza usata per questa espansione è abominevole. La Commissione presto presenterà le opzioni" sulle restrizioni ai prodotti degli insediamenti.

In virtù degli Accordi di Partenariato Ue-Israele, che definisce i termini della cooperazione politica ed economica tra le due parti, l'Unione europea infatti rimane il principale partner commerciale di Israele. Secondo i dati dell'Ue, nel 2024 gli scambi commerciali di merci tra il Vecchio continente e Israele ammontavano a 42,6 miliardi di euro. L'accordo, firmato nel 1995 ed entrato in vigore nel 2000, consente a Israele di avere un accesso privilegiato anche ai finanziamenti del programma di ricerca e innovazione Horizon Europe, del valore di 95,5 miliardi di euro. Per questo motivo, anche la sola sospensione potrebbe avere un impatto diretto su esportazioni israeliane per un valore di circa 5,8 miliardi di euro.

I numeri di una lunga e ricca cooperazione

 I dati raccolti dall'istituto di ricerca britannica Statewatch evidenziano come la cooperazione bilaterale non si sia fermata negli ultimi anni, nonostante le evidenti violenze commesse al governo israeliano e dai coloni nei territori palestinesi occupati. Tra gennaio 2022 e luglio 2025, le istituzioni pubbliche degli Stati membri dell'Ue hanno firmato quasi 200 contratti per un valore di quasi 2,7 miliardi di euro con aziende israeliane. Il numero di contratti è aumentato dopo l'inizio della guerra di Israele contro Gaza: nei primi 21 mesi, tra gennaio 2022 e ottobre 2023, i dati mostrano 82 accordi per un valore superiore a 1,2 miliardi di euro. Più della metà di questi, ovvero 112 contratti per un valore di 1,6 miliardi di euro, sono stati firmati nei successivi 21 mesi, tra ottobre 2023 e luglio 2025.

Già nel 2024 von der Leyen aveva riconosciuto la necessità di rivedere le relazioni con Israele, ma non è riuscita a portare a casa il suo obiettivo in seguito alla spaccatura che si è venuta a creare lo scorso aprile in Consiglio Affari Esteri in Lussemburgo: i titolari della diplomazia di Spagna, Slovenia e Irlanda non sono riusciti a spuntarla sui colleghi di Italia, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Slovacchia e Ungheria (quando era guidata dall'ex premier Viktor Orban), che si sono opposti alla sospensione degli Accordi di Associazione tra Ue e Israele.

La numero uno dell'esecutivo europeo vuole quindi riaprire la votazione sulla sospensione dell'accordo di partenariato Ue e Israele. "Avevamo proposto dieci mesi fa le basi per la sospensione dell'accordo di partenariato con Israele che ma la proposta è rimasta sul tavolo. Molti Paesi hanno proposto di sanzionare il ministro Itamar Ben Gvir ma non è stato raggiunto il consenso", ha ricordato von der Leyen durante l'incontro con il premier irlandese, mettendo in rassegna gli ultimi provvedimenti che hanno determinato uno strappo con il governo israeliano di Benjamin Netanyahu.

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