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Media: "Alle esequie di Khamenei filo-iraniani da tutta Europa, anche dall'Italia" | Esplosione in un caffè a Damasco, in Siria: almeno 9 morti

Conclusi i colloqui indiretti tra Usa e Iran a Doha. Il ministero degli Esteri del Qatar: "Progressi positivi"

02 Lug 2026 - 22:39
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Sono almeno nove i morti e 21 i feriti causati dall'esplosione di una bomba in un caffè di Damasco, in Siria. Al momento nessuno ha rivendicato l'attacco, ma il governatore di Damasco Maher Marwan promette: "Chi ha versato il nostro sangue pagherà". Si sono conclusi, intanto, a Doha i colloqui separati portati avanti tra mediatori di Qatar e Pakistan con le delegazioni di Stati Uniti e Iran sull'attuazione del memorandum firmato per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Le parti hanno deciso di istituire entro 24 ore un canale di comunicazione diretto e redigere un documento con le criticità dell'intesa per avviarne l'esame. Intanto, per la cerimonia funebre di Ali Khamenei, la Guida suprema dell'Iran uccisa in un raid di Usa e Israele, è previsto l'arrivo di gruppi filo-iraniani da tutta Europa, anche dall'Italia. Assente, invece, il figlio e attuale Guida Mojtaba Khamenei

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Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres "hanno esaminato e si sono scambiati opinioni sugli ultimi sviluppi regionali e internazionali, sulla situazione nello Stretto di Hormuz e sul processo di attuazione dell'accordo per porre fine all'aggressione militare del regime sionista contro il Libano". Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri iraniano, scrive al Jazeera. L'agenzia turca Anadolu aggiunge che Guterres avrebbe espresso cordoglio per la morte della Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, e manifestato vicinanza al governo e al popolo iraniani. La telefonata si inserisce nel quadro dei continui sforzi regionali per attuare il memorandum tra Teheran e Washington - mediato da Islamabad - parallelamente alle discussioni sulla de-escalation in Libano e sulla sicurezza marittima nel Golfo.


"Penso che l'Iran abbia accettato tutto quello di cui avevamo bisogno". Lo ha ribadito Donald Trump in un'intervista a Cnbc, sottolineando che Teheran ha "ancora qualche missile, ma possiamo spazzarli via".


"Una carovana di amanti della Rivoluzione Islamica, membri di centri e istituzioni islamiche, attivisti civili, professori universitari, giornalisti e rappresentanti di movimenti antimperialisti in Europa è partita per Teheran per partecipare alla solenne cerimonia funebre" della guida suprema Ali Khamenei, "e per esprimere solidarietà alla resiliente nazione iraniana". Lo scrive l'agenzia iraniana Irna, secondo cui a un loro cronista a Londra sarebbe stato riferito da fonti diplomatiche di diversi Paesi europei che si starebbero mobilitando "vari gruppi popolari e pacifisti, a prescindere dalle posizioni ufficiali dei governi europei". Una di queste fonti, scrive ancora la Irna, ha affermato che "una delegazione dell'Asse Anti-Imperialista Italiano' sarà in Iran per partecipare la cerimonia funebre dell'Imam Khamenei e per esprimere solidarietà al popolo iraniano". Un'altra fonte diplomatica ha annunciato che sono stati rilasciati visti ai rappresentanti di centri e istituzioni islamiche nei Paesi Bassi per partecipare ai funerali. Secondo Irna "questo movimento non si limita all'Italia e ai Paesi Bassi". Secondo quanto appreso dall'Irna, anche numerosi giornalisti europei saranno in Iran per seguire la cerimonia della prossima settimana.


Gli Stati Uniti e l'Oman stanno cercando di trovare un accordo per porre fine alla richiesta iraniana di imporre tariffe sulle navi in transito nello Stretto di Hormuz, offrendo in cambio lo sblocco di fondi iraniani congelati all'estero. Tuttavia, Teheran non ha accettato la proposta. Secondo fonti vicine ai negoziati, come rivela il Wall Street Journal, gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner si sono recati a Doha questa settimana per discutere con mediatori qatarioti su come superare lo stallo e dare attuazione all'intesa preliminare raggiunta il mese scorso per aprire lo stretto. Nel quadro delle trattative, Washington avrebbe proposto all'Iran l'accesso a parte dei circa 100 miliardi di dollari di fondi iraniani bloccati all'estero, in cambio della rinuncia al controllo dello stretto e dell'introduzione di pedaggi. Inizialmente, un'intesa avrebbe dovuto consentire a Teheran di accedere a circa 6 miliardi di dollari congelati in Qatar, ma il blocco dello stretto ha rallentato il processo. Rientrato da Doha, il negoziatore iraniano Kazem Gharibabadi ha ribadito che lo Stretto di Hormuz è "sotto il comando dell'Iran", respingendo le pressioni statunitensi. Le forze armate iraniane hanno inoltre avvertito che qualsiasi nave che non segua rotte approvate da Teheran sarà colpita con una risposta "immediata e potente". Secondo le intenzioni iraniane, il Paese vorrebbe introdurre tariffe su ogni nave in transito in cambio di servizi di sicurezza, con potenziali ricavi stimati in circa 40 miliardi di dollari l'anno. Stati Uniti e alleati del Golfo respingono questa ipotesi. In alternativa, è allo studio una proposta dell'Oman che prevede un fondo per finanziare i servizi marittimi attraverso contributi volontari delle compagnie di navigazione e petrolifere. Teheran si oppone a questa soluzione. Alcuni Paesi del Golfo dubitano pero' della fattibilità del piano, sostenendo che l'Iran non disponga delle infrastrutture adeguate per gestire efficacemente la rotta.


Alcune delle principali potenze europee ritengono inevitabile il pagamento a Iran e Oman di una qualche forma di tassa di servizio per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz. Lo riporta oggi Bloomberg citando fonti al corrente della questione. Due delle fonti sentite da Bloomberg hanno definito "un dato di fatto la prospettiva di una qualche forma di tassa di servizio, all'indomani della guerra tra Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica". Opinione condivisa da alcuni funzionari dei Paesi del Golfo, secondo le fonti, anche se questa non è necessariamente la posizione ufficiale dei loro governi.


Sono salite a 9 le persone uccise in un'esplosione causata da un ordigno in un bar a Damasco, in Siria. Lo riferisce il ministero della Salute siriano. L'esplosione, avvenuta nei pressi del complesso del tribunale principale, ha provocato anche almeno 20 feriti, ha aggiunto il ministero, come riportato dall'emittente statale siriana Al-Ikhbariya.


Un appello rinnovato a un rapido "ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz" e "delle garanzie necessarie" a consentire una piena ripresa dei transiti commerciali attraverso quello snodo (cruciale per il traffico di petrolio e di altri prodotti) ha suggellato oggi un incontro a Londra fra il premier britannico uscente Keir Starmer e il sultano dell'Oman, Haitham bin Tarik of Oman: appuntamento abituale a cadenza annuale a Downing Street. Starmer, secondo un comunicato diffuso da Number 10, ha ribadito il sostegno del Regno Unito al Paese del Golfo, suo tradizionale alleato nella regione, che assieme all'Iran presidia l'imbocco dello Stretto. Ha inoltre elogiato la "vitale leadership" del monarca omanita e del suo governo negli "sforzi di mediazione per contribuire a un accordo fra Usa e Iran". Ha infine ribadito l'obiettivo strategico condiviso di garantire "pace e stabilità" nel Medio Oriente.


Due attacchi di droni hanno colpito un'auto a Nabatieh el-Faouka, vicino all'ospedale Ghandour, nel sud del Libano. Sul posto sono intervenute le ambulanze degli Al-Rissala Scouts, affiliati al movimento Amal, ma finora non si segnalano vittime. Lo scrive il quotidiano libanese L'Orient-Le Jour.


Maher Marwan, governatore di Damasco, ha dichiarato che i responsabili dell'esplosione di un caffè della capitale saranno chiamati a risponderne. "Le prossime ore riveleranno tutto e coloro che hanno versato il sangue dei siriani pagheranno, ma la Siria starà bene finché saremo uniti, e questo non scuoterà lo Stato siriano", ha detto il governatore a un giornalista di Al Jazeera a Damasco. "Sono in corso numerose misure per la sicurezza della Siria, il numero delle forze di sicurezza aumenta di giorno in giorno e si registra un netto miglioramento all'interno del ministero dell'Interno", ha affermato. "Ci vorrà del tempo prima che lo Stato siriano raggiunga la stabilità. Il ministero dell'Interno ha fatto un buon lavoro negli ultimi mesi. Nonostante la partenza dalle macerie, si è registrato un netto miglioramento", ha dichiarato Marwan. "Giorno dopo giorno, verranno individuati coloro che hanno minato la sicurezza della Siria. Più la Siria raggiunge la stabilità, più ci saranno coloro che cercheranno di danneggiarla".


"La realtà nelle città arabe è diventata insopportabile: sparatorie, omicidi, minacce, estorsioni e paura costante. Dall'inizio del 2026 si contano 140 vittime: una terribile routine che non dobbiamo accettare, in nessuna circostanza". Lo ha detto il presidente di Israele Isaac Herzog alla cerimonia di consegna dei diplomi al primo gruppo di Imam e leader religiosi arabi israeliani che ha completato un programma di formazione per affrontare la criminalità dilagante nella società araba israeliana, promosso dal ministero dell'Interno insieme alla Open University. "Siamo in un momento di emergenza: una crisi nazionale, sociale, morale, di sicurezza, economica. In questo stato di emergenza siamo chiamati a una battaglia comune, come dimostra questo incontro: una battaglia basata sulla responsabilità condivisa, sulla leadership e sull'azione concreta sul campo", ha aggiunto Herzog. "Lo Stato di Israele - ha concluso - ha la responsabilità e il dovere di garantire pari sicurezza personale a tutti i suoi cittadini, indipendentemente da religione, nazionalità o luogo di residenza. I servizi interni devono essere coinvolti in questa battaglia senza riserve ed è necessario approvate in tempi stretti una legislazione adeguata".


Dal 7 ottobre 2023 decine di migliaia di missili, razzi e droni sono stati lanciati contro Israele, 30 mila ordigni sono entrati nel territorio del Paese. Lo riferisce l'Idf specificando: oltre 20 mila sono stati tirati dal Libano, oltre 10 mila dalla Striscia di Gaza, più di mille dall'Iran. Ottanta ordigni sono stati lanciati dallo Yemen, più di 40 hanno dalla Siria. "Questi dati illustrano la minaccia costante affrontata dai civili israeliani negli ultimi mille giorni. Israele, come ogni Stato sovrano, afferma di riservarsi il diritto di agire per la propria autodifesa contro i gruppi terroristici che lo attaccano da più direzioni", afferma l'esercito israeliano in una nota.


La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei non parteciperà ai funerali del padre, l'ayatollah Ali Khamenei, per motivi di sicurezza. Lo ha detto il rappresentante della Guida suprema in India, Ayatollah Hakim Elahi, in un'intervista a India Today. "La settimana scorsa ero in Iran e ho incontrato alcuni miei amici che lo hanno incontrato e mi hanno detto che vorrebbe partecipare. Vorrebbe guidare la preghiera sulla salma, ma la sicurezza non glielo permette - ha detto Elahi - hanno detto che è molto pericoloso e che non possiamo garantirgli la sicurezza. Credo che non parteciperà". Ieri, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che Mojtaba Khamenei è "segnato per la morte".


"Gli Stati Uniti hanno costantemente dimostrato il loro totale disprezzo per una vera pace e sicurezza in Asia occidentale", ha dichiarato oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei, commentando l'incontro condotto dal Centcom con dodici nazioni in Bahrein ieri. "Tali incontri non sono altro che una messa in scena, volta a nascondere le politiche destabilizzanti e il comportamento illegale dell'America nella regione. I paesi della regione devono rimanere vigili e trarre chiari insegnamenti dalle più recenti aggressioni militari e azioni malevole degli Stati Uniti e di Israele, che hanno violato la pace e la sicurezza regionale", ha specificato il portavoce su X.


L'India sarà rappresentata in Iran dal viceministro degli Esteri Pabitra Margherita e dal governatore dello Stato del Bihar, Syed Ata Hasnain, ai funerali di Stato dell'ex Guida suprema della rivoluzione islamica, ayatollah Ali Khamenei. Lo rende noto il ministero degli Esteri di Nuova Delhi in un comunicato. "L'alto livello della rappresentanza alla cerimonia sottolinea l'importanza dei legami di civiltà, compresi i rapporti tra i popoli, tra i due Paesi, fornendo una solida base per gli impegni politici ed economici", si legge nella nota.


Almeno cinque persone sono morte e 16 sono rimaste ferite a seguito di una esplosione di una bomba piazzata all'interno di un caffè nel quartiere di al-Hijaz a Damasco, in Siria. Il bilancio delle vittime e dei feriti, rende noto il ministero della Salute siriano, è ancora provvisorio. Durante la deflagrazione, il locale era infatti particolarmente affollato. La televisione di Stato siriana ha riportato la notizia della bomba nel bar che si trova vicino al Palazzo di Giustizia, nel centro della capitale siriana. Al momento, non risulta alcuna rivendicazione dell'attacco. Dalla caduta del presidente Bashar al-Assad alla fine del 2024, la capitale del Paese è stata più volte teatro di violenti attacchi. Il 19 maggio, infatti, un'autobomba ha ucciso un soldato siriano e ferito almeno altre 18 persone fuori da un edificio del ministero della Difesa a Damasco.


Tutte le navi commerciali sono obbligate a seguire la rotta marittima designata per attraversare in sicurezza lo Stretto di Hormuz, pena gravi conseguenze. E' l'avvertimento arrivato dal quartier generale militare iraniano. Lo scrive Al Jazeera. "Qualsiasi interferenza statunitense nello Stretto di Hormuz incontrerà una risposta decisa e rapida da parte delle forze armate", ha dichiarato il Comando Centrale Khatam al-Anbiya in un comunicato. "Lo Stretto di Hormuz non è il terreno di gioco dell'aggressore americano, bensì territorio di indiscussa sovranità della Repubblica Islamica dell'Iran".

L'agenzia di stampa Fars ha riportato la dichiarazione

affermando che "la sicurezza e il mantenimento della stabilità

di questa vitale via navigabile rappresentano la linea rossa per

le potenti forze armate dell'Iran islamico". 


Il capo della delegazione negoziale iraniana ha smentito nuovamente che agli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) sarà consentito l'accesso ai siti nucleari bombardati dagli Stati Uniti. Secondo al Jazeera, il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, a capo della delegazione negoziale iraniana, ha dichiarato alla televisione di Stato che non è vero che agli ispettori sarà permesso l'accesso a Fordow, Natanz e Isfahan. Ghalibaf ha definito "false" le notizie secondo cui l'Iran avrebbe concesso tale accesso e ha affermato che "gli ispettori dell'Aiea non hanno il diritto di ispezionare i siti nucleari bombardati dagli Stati Uniti", riporta al Jazeera citando le sue parole pronunciate dall'emittente statale Irib.


Le forze armate israeliane hanno proseguito le operazioni nel Libano meridionale nonostante l'accordo quadro firmato la scorsa settimana per porre fine alle ostilità. Nelle ultime 24 ore, un drone israeliano ha colpito Nabatieh al Fawqa, mentre sono stati segnalati intensi colpi d'arma da fuoco nella zona di Khiam. L'Esercito israeliano ha inoltre effettuato demolizioni controllate nei villaggi di Haddatha e Beit Yahoun, nel distretto di Bint Jbeil, vicino al confine con Israele. Un altro drone ha infine lanciato tre granate stordenti sulla localita' di Yater, anch'essa situata nel Libano meridionale. 


L'Iran ha accusato gli Stati Uniti di non rispettare gli obblighi previsti dal memorandum d'intesa bilaterale, durante i colloqui tecnici tra le delegazioni dei due Paesi svoltisi ieri a Doha. Lo ha riferito il vice ministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, secondo i media di Stato iraniani. Nel corso della riunione del Gruppo di lavoro per il monitoraggio e l'attuazione dell'accordo, la delegazione iraniana ha contestato le presunte violazioni dell'articolo 1 del memorandum, che prevede la cessazione delle ostilità su tutti i fronti, citando anche notizie sul rafforzamento della presenza militare statunitense nella regione e dichiarazioni ritenute minacciose da parte di funzionari Usa. Le parti hanno deciso di istituire entro 24 ore un canale di comunicazione diretto e di redigere un documento con le criticità dell'intesa per avviarne l'esame. In un secondo incontro con le autorità del Qatar e la banca centrale del Paese, è stato invece discusso lo sblocco di circa 6 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. Secondo Gharibabadi, è stato concordato che tali risorse saranno utilizzate dall'Iran per acquistare beni in base alle proprie esigenze dichiarate.


I colloqui separati portati avanti a Doha tra mediatori di Qatar e Pakistan con le delegazioni di Stati Uniti e Iran sul memorandum firmato da questi ultimi due Paesi hanno portato a "progressi positivi" sulle questioni relative a tale intesa: lo ha affermato su X il portavoce del ministero degli Esteri qatarino, Majed Al Ansari. "Le parti hanno concordato di proseguire le discussioni nel prossimo periodo, con il prossimo incontro che sarà fissato il prima possibile dopo le cerimonie funebri dell'ex leader supremo iraniano", ha dichiarato il funzionario.

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