Dalla conferenza stampa

Ue, Von der Leyen: "Serve un'età minima per iscrivere i bambini ai social" | "Le Big Tech danneggiano la salute mentale"

La presidente della Commissione Europea ha presentato le linee guida nel corso di un panel sulla tutela dei minori online

13 Lug 2026 - 11:38
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Proteggere i piccoli dai social. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha tenuto un panel a Bruxelles sulla tutela dei minori online, insieme a due ospiti: la ricercatrice Maria Melchior e lo psichiatra infantile e professore universitario Jörg Fegert. E il messaggio mandato è proprio questo: "Quello su cui siamo d'accordo è che debba esserci un'età minima a partire dalla quale i bambini possano iscriversi ai social media. La questione non è se i bambini possano accedere ai social, ma se e quando questi possano accedere ai nostri figli", ha dichiarato Von der Leyen.

Arriverà una proposta

 "Noi in Europa crediamo che siano i genitori a crescere i nostri figli, non algoritmi predatori. A tal proposito, vorrei essere molto chiara: i social media non sono un giocattolo. Non diamo ai bambini le chiavi dell'auto prima della patente e non consentiamo loro di acquistare alcolici prima dell'età legale. Allo stesso modo dobbiamo stabilire l'età alla quale i minori possono accedere legalmente ai social", ha ribadito Von der Leyen durante il suo discorso. La presidente della Commissione Ue non lo mette in dubbio: "Spetta ai genitori decidere quando i bambini possono usare lo smartphone". Ma ha sottolineato la necessità di intervenire a livello comunitario: "Presenteremo una proposta per regolare l'accesso alle piattaforme dopo l'estate". Anche considerando i feedback ricevuti dall'Australia, una delle nazioni che ha già stabilito un limite di età.

I pericoli

 Durante il panel, Von der Leyen non ha dimenticato di sottolineare gli effetti negativi legati all'utilizzo dei social: "Se continuiamo a consentire alle Big Tech un accesso illimitato ai nostri figli, non faremo altro che condannare un'altra generazione a ulteriori danni psicologici, dipendenza e sofferenza. E i dati lo dimostrano: in tutta Europa, i giovani trascorrono ormai dalle 4 alle 6 ore al giorno davanti agli schermi, sei ore ogni giorno. Questo equivale a 20 anni della loro vita. Allo stesso tempo, in tutta Europa, quasi il 60% dei bambini piccoli ha sperimentato problemi emotivi e psicosociali online. E giorno e notte, anche i genitori ne vedono le conseguenze: perdita di sonno, depressione, ansia, cyberbullismo". Da qui, la necessità di agire a tutti i costi. Anche tramite misure come un limite di età all'accesso: "Tutto questo accade mentre il cervello dei nostri figli è in fase di sviluppo. Se vogliamo proteggere l'infanzia dobbiamo iniziare dove i rischi sono maggiori".

Design che creano dipendenza

 La presidente della Commissione ha ricordato che le piattaforme devono assumersi la responsabilità della sicurezza dei propri servizi. "In Europa chi sviluppa un prodotto è responsabile della sua sicurezza", ha affermato, ricordando che chi viola le regole va incontro a provvedimenti. Come TikTok e Meta, contro cui Bruxelles ha avviato dei procedimenti per il design ritenuto capace di creare dipendenza. Infatti, secondo la Commissione, funzionalità come la riproduzione automatica, lo scorrimento infinito dei feed, i consigli personalizzati e le notifiche push sarebbero in grado di alimentare l'impulso dell'utente a continuare a scorrere e mettere il cervello in 'modalità pilota automatico', contribuendo ad abitudini malsane e all'uso compulsivo.

Google Preferred Site

Nella pratica

 Secondo Von der Leyen, l'avvicinamento ai social e più in generale agli schermi dovrebbe essere graduale. "Niente fino ai tre anni", ha affermato. Poi fino ai 13 esposizione "solo sotto la supervisione di genitori, tutori o insegnanti ed entro limiti di tempo". Dai 13 anni in poi, invece, "l'accesso sarà graduale, a seconda delle prove fornite dalle piattaforme che attestino la loro adeguatezza all'età e la sicurezza per gli adolescenti". In altre parole, l'accesso graduale in opposizione a quello illimitato con cui secondo la presidente della Commissione "andremmo a condannare un'altra generazione". In conclusione, Von der Leyen ha predicato pazienza. Le misure proposte "non saranno infallibili e il cambiamento richiede tempo. I grandi cambiamenti non avvengono mai dall'oggi al domani, ma quando si parla della nostra sicurezza ne vale sempre la pena".

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