"Scelta tra retrocedere con ultradestra o avanzare"

Spagna, Pedro Sánchez scioglie le Cortes: "Elezioni anticipate il 29 novembre"

In un discorso dal Palazzo della Moncloa: "Abbiamo dovuto lottare contro la peggiore opposizione della storia"

05 Ott 2026 - 09:47
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In Spagna il presidente del Governo, Pedro Sánchez, ha annunciato, con una dichiarazione istituzionale dal palazzo della Moncloa a Madrid, che il 29 novembre si terranno le elezioni anticipate. Una scelta dettata anche dalle tante proteste degli ultimi giorni, ma soprattutto dopo un fine settimana dettato da numerose consultazioni con i membri del suo Governo, dirigenti del partito e soci di altre formazioni politiche. Sánchez, dunque, ha deciso di sciogliere las Cortes con nove mesi d'anticipo rispetto alla fine della sua legislatura.

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Il ruolo chiave dei due decreti legge sulla crisi abitativa bocciati

 La decisione è figlia anche di quanto successo venerdì 2 ottobre, ovvero la bocciatura in Parlamento dei due decreti sull’edilizia abitativa elaborati dal Governo in risposta alla mobilitazione sociale seguita allo sfratto a Madrid di una donna di 87 anni, Maricarmen Abascal. Junts (il partito "Uniti per la Catalogna", ndr) ha affossato entrambi i decreti unendo i propri voti a quelli del PP (Partito Popolare) e di Vox, nonostante l'Esecutivo avesse negoziato parte del contenuto con gli indipendentisti catalani. Il blocco ha scatenato manifestazioni in tutto il Paese che durante il fine settimana hanno radunato migliaia di cittadini. Il presidente del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, ha annunciato a sua volta una dichiarazione ai media dalla sede nazionale del PP in via Génova a Madrid.

Sánchez: "Tempo di scegliere: retrocedere con l'ultradestra o avanzare"

 Sebbene lo stesso Sánchez abbia ammesso che anche il suo Governo ha "commesso errori", ha sottolineato come ora il suo popolo deve scegliere "che ruolo vuole giocare: se unirsi all'ondata di estrema destra che regredisce dove governa oppure dare alla Spagna una maggioranza progressista più ampia", perché continui a essere "un baluardo di apertura e giustizia sociale" e un "punto di riferimento mondiale di pace, femminismo e prosperità". "Dobbiamo mobilitarci e fare in modo che il Parlamento ci conceda una maggioranza molto più ampia con cui sconfiggere le élite e continuare a trasformare la Spagna e affrontare riforme che sono ancora in sospeso e di cui abbiamo bisogno per ridurre il livello di disuguaglianza", ha aggiunto Sánchez.

Rivendica i risultati ottenuti: "Affrontati tiranni, tecno-oligarchi e regimi genocidi"

 Nel rivendicare i tanti risultati ottenuti dal suo governo, Sánchez sottolinea soprattutto i "progressi nelle energie rinnovabili, l'ampliamento dei diritti sociali e la riduzione delle disuguaglianze". Inoltre, ha ricordato che il governo ha dovuto affrontare crisi senza precedenti, dalle guerre agli sconvolgimenti geopolitici, affermando di aver "combattuto contro tiranni, tecno-oligarchi e regimi genocidi".

"Lottato contro la peggiore opposizione possibile"

 "Abbiamo dovuto combattere con un Congresso molto irruente e far fronte alla peggiore opposizione della storia di Spagna. Una opposizione che non ha smesso di mettere in discussione perfino la legittimità del nostro sistema elettorale, di bloccare misure e votare contro politiche che erano buone per il Paese e non ha smesso di usare il suo potere regionale e municipale per boicottare politiche buone per la gente comune". Le parole di Sánchez sono rivolte in particolare alle forze di destra, al Partito Popolare, che con Vox e Junts per Catalunya. "Abbiamo dovuto lottare anche contro élite economiche e sociali molto potenti, che non si presentano alle elezioni ma vogliono continuare a controllare il nostro Paese", ha aggiunto il presidente del governo.

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