A Madrid lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87enne invalida al 50%, ha scatenato un'onda di proteste. La storia della pensionata è diventata un simbolo del caro alloggi che interessa da anni la Spagna. Nella notte tra domenica 27 settembre e lunedì 28 settembre, al termine della protesta contro la crisi abitativa, centinaia di manifestanti hanno dormito dentro tende a Puerta del Sol, la piazza principale della capitale. I cittadini spagnoli hanno risposto all’appello lanciato sui social dal "Sindicato de Inquilinas" che ha invitato le persone ad accamparsi nella piazza madrilena per il diritto alla casa, con l’obiettivo di mantenere alta l'attenzione e chiedere misure per affrontare la crisi e fermare gli sfratti.
La storia di Maricarmen
Mercoledì 23 settembre Maricarmen Abascal è stata sfrattata dalla sua casa nel quartiere del Retiro dopo ben 71 anni. La donna, che presenta una disabilità del 50% e si muove in sedia a rotelle, viveva in quella casa dal 1955. Il contratto a "renta antigua", il vecchio affitto protetto, era stato firmato dal padre, per poi passare alla madre e infine a Maricarmen. Quando l'edificio ha cambiato proprietà è iniziata una battaglia giudiziaria durata otto anni. La società Urbagestión Desarrollo e Inversión ha sostenuto in tribunale che la seconda successione nel contratto non fosse valida. Maricarmen ha vinto in primo grado, ma la decisione è stata poi ribaltata in appello e il Tribunale Supremo ha dato infine ragione alla proprietà.
I problemi sono cominciati nel 2018, quando la società Renta Corporación comprò l’appartamento. Due anni dopo propose a Maricarmen di comprarlo per 247mila euro, ma lei non poteva permetterselo. Fu quindi venduto a Urbagestión, un’azienda fondata nel 2005 che si occupa di gestione, amministrazione e compravendita immobiliare. La nuova proprietà le chiese poi un canone di 2.650 euro al mese, una richiesta cinque volte superiore alla cifra che l'87enne pagava ogni mese, per poi scendere a 1.650 euro.Maricarmen, infatti, pagava 500 euro di affitto e vive con una pensione di 1.350 euro. Nel corso degli anni anche una nota scrittrice, rimasta anonima, si era offerta di coprire la differenza, ma l’accordo non è stato raggiunto.
Le proteste
La sera stessa dello sfratto di Maricarmen centinaia di persone hanno dormito davanti alla sua casa per tentare di fermare il quarto sfratto. Con loro erano presenti anche i militanti dei sindacati degli inquilini e personaggi dello spettacolo, tra cui l'attore Carlos Bardem e la cantante Ana Belén. Mercoledì mattina la polizia antisommossa ha liberato l'ingresso con cariche e agenti irritanti per consentire alla commissione giudiziaria di entrare. "Ho vissuto qui 71 anni. Non voglio andarmene", aveva detto Maricarmen poche ore prima.
La risposta delle autorità
Il governo di Pedro Sánchez ha definito la storia di Maricarmen una tragedia sociale e sta cercando di trovare una soluzione. A Madrid una delle maggiori manifestazioni si è svolta vicino all’abitazione della presidente della regione, Isabel Díaz Ayuso. Ma gli attivisti hanno accusato anche il governo di Sánchez di non fare abbastanza, nonostante la risposta alla crisi abitativa e all’aumento dei prezzi fosse un punto centrale del suo programma.
I manifestanti chiedono un blocco degli sfratti per le persone vulnerabili, il divieto per le società di acquistare palazzi o immobili, la proroga degli attuali affitti fino al 2028, regole più rigide per gli affitti brevi e una durata illimitata per tutti i contratti di affitto (invece dei rinnovi biennali previsti ora). Il presidente Pedro Sánchez ha dichiarato che il governo sta lavorando per far sì che l'esecutivo possa a breve sottoporre a dibattito e votazione il decreto legge sulla casa, già battezzato come il "decreto Maricarem", e ha richiesto un ultimo sforzo ai suoi alleati parlamentari affinché l'iter vada avanti.
