Ha 27 anni

Regno Unito, tentato attacco contro la base Raf: arrestato un anglo-iraniano

L'uomo, catturato nel cuore di Londra, a Westminster, sede dei palazzi del potere della politica britannica, è sospettato di aver contribuito a "preparare un attacco terroristico"

01 Ott 2026 - 22:35
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 © Afp

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Un anglo-iraniano di 27 anni. Ci sarebbe lui dietro il presunto piano di sabotaggio sventato domenica 27 settembre contro la base aerea della Raf di Fairford, Regno Unito, utilizzata dai bombardieri Usa nella guerra alla Repubblica Islamica. Dopo giorni di riserbo, ipotesi e ricostruzioni contraddittorie, l'antiterrorismo ha annunciato il fermo del 27enne con doppio passaporto britannico e iraniano. L'uomo, catturato nel cuore di Londra, a Westminster, sede dei palazzi del potere della politica britannica, è sospettato di aver contribuito a "preparare un attacco terroristico" in base all’articolo 5 del Terrorism Act del 2006.

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Sentito anche un 26enne

 In contemporanea è stato interrogato un 26enne, cittadino del solo Regno Unito. Mentre restano in libertà gli altri cinque britannici, fra i 23 e i 25 anni d'età, seppure indagati e sottoposti a misure restrittive ad hoc, catturati nell'immediatezza dei fatti accanto ai tre furgoni bianchi individuati la notte di domenica non lontano dalle recinzioni della struttura militare di Fairford, nella contea del Gloucestershire (sud dell'Inghilterra). E poi rilasciati tutti a sorpresa su cauzione nel giro di appena 24 ore o poco più. Gli investigatori non hanno fornito dettagli sull'arresto dell'anglo-iraniano, salvo far sapere d'aver anche perquisito in giornata il suo alloggio e un secondo indirizzo londinese. "L'indagine sulle circostanze relative a quanto avvenuto nel Gloucestershire è enormemente complessa e i nostri team di specialisti seguno molteplici linee d'inchiesta", si è limitata a dire Vicky Evans, coordinatrice nazionale dell'antiterrorismo di Scotland Yard, ribandendo che sono al vaglio "tutti i possibili angoli investigativi, incluso quello del possibile coinvolgimento di uno Stato straniero". Evans ha del resto suggerito prudenza su ogni eventuale congettura, ringraziando "l'opinione pubblica per la sua pazienza". 

E Trump parlava di complotto

 A puntare il dito apertamente contro un presunto complotto di Teheran era stata fin da subito l'amministrazione Usa di Donald Trump, in particolare per bocca del segretario di Stato, Marco Rubio. Mentre nelle scorse ore anche il primo ministro britannico, Andy Burnham, s'era esposto evocando "forti indicazioni" rispetto a un potenziale "ruolo" iraniano. Nelle ultime ore, nella faccenda si è intanto inserito il primo ministro d'Israele, Benyamin Netanyahu, sostenendo che l'intelligence del suo Paese avrebbe preallertato i britannici sul rischio di un'azione ostile sponosorizzata dall'Iran già alcune settimane fa: "Il giorno prima", ha aggiunto polemico a Fox News, della formalizzazione da parte del governo Burnham della sanzioni senza precedenti contro il commercio con tutti gli insediamenti dei coloni israeliani nei territori palestinesi occupati. Accuse che peraltro Teheran nega "categoricamente" come strumentali, cospirazioniste e del tutto "infondate". Con tanto di convocazione oggi dell'ambasciatore britannico, Hugo Shorter, al quale il viceministro degli Esteri, Majid Takht-Ravanchi, ha contestato "l'approccio distruttivo" del Regno nei confronti del suo Paese. Non senza denunciare "la complicità" logistica di Londra con le azioni belliche statunitensi e israeliane contro l'Iran.

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