Ipotesi attentato in casa sua

Libia, morto Saif al-Islam Gheddafi: era il secondo figlio del rais | Media: "Ucciso in scontri tra milizie"

A riferirlo i media libici, secondo cui Saif al-Islam Gheddafi sarebbe rimasto coinvolto in uno scontro a fuoco

03 Feb 2026 - 20:35
 © Afp

© Afp

È morto Saif al-Islam Gheddafi, il secondo figlio di Muammar Gheddafi. Lo hanno annunciato i media libici. Secondo Al Arabiya, Saif al-Islam sarebbe rimasto ucciso durante alcuni scontri armati nell'area dello Zintan, una zona desertica dell'ovest e del sud-ovest della Libia. Per il quotidiano, Gheddafi sarebbe stato ucciso da quattro uomini armati mentre si trovava nel suo giardino di casa. Si tratterebbe dunque di un vero e proprio agguato, dopo il quale i killer sono prontamente fuggiti. 

Il dolore del suo collaboratore: "La mano del tradimento ha colpito"

 Mohammed Abdulmuttalib al-Huni, ex consigliere di Saif Gheddafi, ha scritto sulla sua pagina Facebook: "La mano del tradimento ha colpito e ha assassinato un uomo che amava la Libia e sognava la sua prosperità e rinascita. Era Saif al-Islam Gheddafi". Secondo le fonti consultate da Al Arabiya, gli scontri armati tra milizie locali e milizie fedeli all'ex regime di Gheddafi sono poi proseguiti per diverse ore nel pomeriggio, nella zona desertica di al-Hamada.

L'erede riformista del rais

 Nato nel 1972, Saif al-Islam Gheddafi era il secondo figlio dell'ex leader libico Muammar Gheddafi ed era considerato una delle figure più influenti, controverse e polarizzanti della Libia post-2011. Prima della rivolta, fatale per suo padre, Saif al-Islam era ritenuto il principale volto riformista del sistema gheddafiano. Una riforma che lui stesso incarnava, avendo conseguito dottorato alla London School of Economics. In quei tempi, infatti promuoveva una graduale liberalizzazione economica e un riavvicinamento all'Occidente, mantenendo rapporti con ambienti politici e accademici internazionali.

L'accusa di crimini contro l'umanità e la salvezza grazie all'amnistia

 Con l'inizio del conflitto del 2011, Saif al-Islam aveva assunto un ruolo di primo piano nella difesa politica del regime del padre. Il 27 giugno 2011 la Corte penale internazionale aveva spiccato nei suoi confronti un mandato di arresto accusandolo di crimini contro l'umanità. Nel novembre 2011 Saif al-Islam era poi stato catturato da una milizia di Zintan. Nel 2015 era stato condannato a morte in contumacia da un tribunale di Tripoli, per poi essere rilasciato nel 2017 a seguito di un'amnistia concessa dalle autorità della Libia orientale.

© Ansa

© Ansa

Uno scatto dell'arresto di Saif al-Islam Gheddafi nel 2011

L'uscita allo scoperto e la candidatura

 Da allora aveva vissuto nascosto in una località non ufficialmente nota, mantenendo un profilo pubblico estremamente limitato. Uscì allo scoperto solo dieci anni dopo per presentare la sua candidatura alle presidenziali nel 2021, poi rinviate e mai tenute, contando sul sostegno di una grossa fetta della popolazione. Negli anni successivi, Saif al-Islam aveva poi mantenuto un ruolo politico indiretto attraverso il Comitato di riconciliazione nazionale, che in più occasioni ha criticato il ruolo delle milizie armate e delle interferenze esterne.
 

Ti potrebbe interessare

videovideo