"La guerra asimmetrica significa guerra a Wall Street, a Manhattan e ovunque, in qualsiasi momento". Lo ha dichiarato Mohammadreza Naqdi, consigliere del comandante dei Pasdaran (le Guardie della rivoluzione iraniana), sottolineando: "Finora abbiamo condotto una guerra convenzionale contro gli Stati Uniti. Non ci siamo ancora impegnati in una guerra asimmetrica". "La priorità dell'Iran non è né la guerra né i negoziati, ma stabilire la deterrenza. Non sarebbe nell'interesse degli Stati Uniti impegnarsi in un'altra guerra di grandi proporzioni", ha aggiunto. Secondo l'agenzia Isna, Naqdi ha anche fatto riferimento ai siti militari iraniani danneggiati durante la guerra, affermando che "sono stati ricostruiti in luoghi più sicuri e ora sono operativi con tecnologie più moderne e a ritmi di produzione più elevati".
Baghei contro l'Ue
Se per gli Stati Uniti il regime degli Ayatollah continua a riservare minacce, verso l'Unione europea sono più che altro critiche. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha affermato che il recente sostegno dell'Ue alle pressioni economiche statunitensi sull'Iran rappresenta "una violazione del diritto internazionale, contraria alle leggi dell'Ue, ai valori e agli standard morali che l'Ue stessa professa, di fronte alle intimidazioni statunitensi". "L'Ue non può approvare il terrorismo economico statunitense e allo stesso tempo affermare di voler allentare le tensioni nella regione", ha scritto su X, aggiungendo: "Tali azioni irresponsabili dimostrano l'incompetenza morale e politica dell'Ue e gli europei dovrebbero essere ritenuti responsabili delle loro azioni".
