in discussione la condotta dei soldati israeliani

Cisgiordania, palestinesi marchiati con il pennarello: "Non ci trattano come esseri umani"

Dopo un blitz dell'Idf detenuti con un numero sulla fronte

18 Ago 2026 - 21:25
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Un numero marchiato sulla fronte, lo stesso poi segnato anche sulle braccia. Il numero è il "44", lo sguardo è Mahmoud Zakarneh, giornalista del nord della Cisgiordania. Quel numero impresso su alcune zone del suo corpo riguarda una episodio controverso che avrebbe coinvolto anche altri palestinesi che, secondo fonti locali, sarebbero stati trattenuti in un blitz dell'Idf (le Forze di difesa israeliane) e sarebbero poi stati rilasciati dopo essere stati contrassegnati "con numeri scritti a pennarello" in alcune parti del corpo. Sempre secondo fonti locali alcuni sarebbero inoltre stati "picchiati" durante l'arresto e torchiati con minacciosi interrogatori. "Non ci trattano come esseri umani", ha denunciato uno dei coinvolti.

Il caso dei palestinesi marchiati con il pennarello

 Il caso riporta la Cisgiordania al centro della cronaca internazionale: terra già martoriata dalle continue violenze dei coloni estremisti, in queste ore è al centro di un nuovo caso riferito dal quotidiano Haaretz che ha suscitato particolare scalpore tanto da portare lo stesso esercito israeliano ad ammettere che i soldati coinvolti hanno esagerato.

La versione dell'Idf

 In una prima versione ufficiale sui fatti, l'Idf ha spiegato di aver condotto un'irruzione in un centinaio di edifici per cercare individui "coinvolti nella pianificazione di attentati", arrestando due sospetti e interrogando altre persone. Successivamente, l'esercito ha ammesso che i militari avevano "contrassegnato i sospetti che venivano interrogati nell'ambito dell'operazione" e che il rimprovero dei loro superiori per tale azione, ritenuta "grave", era stata occasione di "imparare le lezioni opportune". 

Per Ahmad Tibi, membro della Knesset e leader del partito arabo-israeliano Ta'al, "È così che si presenta la disumanizzazione: si cancella l'essere umano e lo si trasforma in un numero". "È un'immagine che ricorda periodi bui", ha aggiunto commentando un servizio di una tv locale sull'accaduto.

I precedenti

  Non è la prima volta che accade qualcosa di simile: ad aprile, soldati israeliani avevano scritto numeri sulle mani di donne palestinesi che entravano nel campo profughi di Jenin, pratica definita poi dall'Idf come una "cattiva valutazione".

L'escalation

  Il blitz di Qabatiyah è avvenuto nell'ambito di una escalation di tensione in Cisgiordania, dovuta ad azioni spesso violente di coloni volte a recuperare insediamenti precedentemente dismessi, cui generalmente governo e forze militari reagiscono con silenzio e inazione. Uno degli atti più aggressivi è stato riportato a Qusra, dove un gruppo di coloni ha assediato per giorni alcune case di palestinesi. 

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Conte: "Italia e Ue inerti"

 Sul caso è intervenuto nelle ultime ore anche il leader di M5s, Giuseppe Conte. "Palestinesi marchiati dall'esercito israeliano con numeri sul corpo e sulla fronte. Di fronte agli orrori della storia ci siamo sempre chiesti: come ci si è arrivati? Ci siamo dentro. E l'Italia e l'Europa rimangono ignobilmente inerti di fronte a tutto questo" ha scritto Conte sui social. "Zero sanzioni, accordi militari e commerciali ancora in piedi. Dopo un genocidio, con oltre 20mila bambini palestinesi uccisi, dopo atroci violenze, con continui soprusi quotidiani. Non facciamoci scivolare tutto questo addosso", ha concluso il leader del M5S.

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