Dolomiti

Alto Adige, Val d’Ega: la montagna amica dell’estate

Escursioni a piedi e in MTB, giochi per i bambini e, per chi è pigro, una nuova dimensione del dolce far niente

di Raffaella Martinotti
04 Lug 2024 - 06:00
Il lago di Carezza © Istockphoto

Il lago di Carezza © Istockphoto

Il bello della Val d’Ega è che racchiude in sé tanti modi diversi di vivere la montagna: in questo angolo incantevole di Alto Adige, a pochi chilometri da Bolzano e quindi facile da raggiungere, gli appassionati di vacanze attive trovano infinite possibilità di escursioni a piedi, in MTB o tra le rocce; chi ama il sole e vuole solo rilassarsi trova prati verdi su cui riposare lo sguardo e panorami di bellezza incomparabile da contemplare tra le Dolomiti Patrimonio UNESCO; per i bambini c’è un’accoglienza su misura e tante esperienze pensate per loro, per rispondere alla loro curiosità e al desiderio di mettersi alla prova; chi ama la buona tavola ha solo l’imbarazzo della scelta in una varietà di sapori e di prodotti di altissima qualità, tutti da scoprire. 

Val d'Ega: splendidi panorami ed esperienze memorabili

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© Istockphoto  | Il Catinaccio al tramonto, con lo spettacolo dell'Enrosadira© Istockphoto  | Il Catinaccio al tramonto, con lo spettacolo dell'Enrosadira© Istockphoto  | Il Catinaccio al tramonto, con lo spettacolo dell'Enrosadira© Istockphoto  | Il Catinaccio al tramonto, con lo spettacolo dell'Enrosadira

© Istockphoto | Il Catinaccio al tramonto, con lo spettacolo dell'Enrosadira

© Istockphoto | Il Catinaccio al tramonto, con lo spettacolo dell'Enrosadira

IL CATINACCIO – La Val d’Ega si trova ad appena 20 chilometri di strada da Bolzano, ed è quindi facile da raggiungere. La valle è punteggiata da sette piccoli paesi di montagna (Ega, Nova Levante, Nova Ponente, Collepietra, Carezza, Obereggen, Monte San Pietro). A vegliare su questo piccolo angolo di paradiso si stagliano due imponenti montagne, il Latemar e il Catinaccio, detto anche Rosengarten, ovvero Giardino delle rose. Come molte cime dolomitiche, anche questi due imponenti massicci hanno la loro leggenda: si dice che sul Catinaccio vivesse Laurino, il re degli gnomi, il quale coltivava in questo luogo un prezioso giardino di rose. Insieme a Laurino viveva la principessa Similda, da lui rapita e tenuta prigioniera: quando il re suo padre accorse per liberarla e sconfisse il popolo degli Gnomi, re Laurino lanciò un incantesimo sul giardino trasformandolo in roccia: nessuno avrebbe mai più potuto ammirarlo “né di notte, né di giorno”. Laurino dimenticò però il momento del crepuscolo ed ecco che al tramonto, le rocce si colorano di un rosa incomparabile e regalano lo spettacolo dell’Enrosadira, in cui la montagna torna a sembrare un giardino di rose. Per ammirare il Rosengarten  in tutta la sua bellezza si può percorrere il “Re Laurin Tour”, una passeggiata adatta a tutta la famiglia: si sale da Nova Levante con le cabinovie Laurin 1 e Laurin 2 e si arriva a una splendida terrazza dalla quale si ammira un panorama strepitoso. I più esperti e allenati possono percorrere uno dei numerosi sentieri panoramici che regalano scorci mozzafiato sull’intero massiccio, sulla valle e sul Latemar; chi invece cerca il sole, il relax e i buoni sapori, può trovare ottima gastronomia altoatesina e relax al sole sulla bella terrazza panoramica del rifugio Laurin Lounge.  Chi vuole provare il brivido di una salita adrenalinica, ma a zero fatica, può provare la funivia cabrio che collega il borgo di Tires all’area sportiva del Catinaccio: si viaggia open air sul tetto della teleferica, ben protetti dai parapetti di plexiglass e in piena sicurezza, ma con l’esperienza di volare tra i monti. 

IL LATEMAR – Di fronte al Catinaccio sorga un’altra montagna imponente e un po’ magica: il Latemar, che costituisce la naturale divisione tra l’Alto-Adige e il Trentino. Anche il Latemar è al centro di una bella leggenda, di cui è protagonista una bambina, molto desiderosa di una collezione di bambole. La piccola, dopo aver ritrovato un prezioso coltello perduto da uno strano vecchio, ottenne da questi di veder esaudito il suo desiderio: la ragazzina però, cedendo all’avidità, pronunciò una formula magica che avrebbe dovuto regalarle bambole ancora più belle, ma in questo modo le vide trasformarsi in rocce dalla forma aguzza e aspra; queste rocce esistono ancora oggi e costituiscono la cosiddetta “Processione delle bambole”. Il Latemar, il cui nome deriva dal ladino antico “Lac-te-mara” che significa “il lago del bacino” con chiaro riferimento al Lago di Carezza, situato ai piedi della montagna, è coperto da splendidi boschi nei quali crescono anche gli alberi dai quali si produce il celebre “legno di risonanza”, utilizzato dai liutai per produrre gli strumenti musicali. Purtroppo, questa zona è stata molto danneggiata dalla tempesta Vaia nel 2018, che ha causato la perdita di migliaia di alberi.

IL LAGO DI CAREZZA – Questo incantevole laghetto, generato dagli accumuli di acqua piovana e circondato dal bosco, offre una breve ma piacevolissima passeggiata che ne segue per intero la circonferenza: meno di tre chilometri pianeggianti, immersi in gran parte nell’ombra del bosco, nei quali godere la straordinaria quiete di un luogo dai colori e dalle atmosfere fatate, se si ha la fortuna di ammirarlo in un momento in cui non è troppo affollato di turisti. Le ore migliori per ammirarlo sono di primo mattino e verso il tramonto, per ammirare lo spettacolo dell’Enrosadira, con le rocce delle montagne che si colorano di rosa e per ammirare il meraviglioso contrasto dei colori e la trasparenza delle acque. 

OBEREGGEN, IL PARADISO DEGLI SPORTIVI – Oltre al comprensorio del Latemar, gli sportivi trovano un polo di attività perfette per loro a Obereggen, l’area escursionistica e sciistica (nei mesi invernali) situata sul versante occidentale del Latemar. Anche in questo caso, se non si vuole fare troppa fatica, si sale con la seggiovia che porta a Oberholz, a 2096 metri di quota, dove si trova anche un bellissimo rifugio di design in cui assaporare ottima cucina di montagna in un ambiente speciale, oppure ci si gode il sole sulla bella terrazza panoramica. Da qui partono ben quindici differenti itinerari, e i sentieri tematici del Latemarium. I più allenati possono dirigersi al Pulpito del Latemar, altro punto di grande impatto panoramico (7 km per circa tre ore di cammino), con vista sul gruppo Pala, il ghiacciaio della Marmolada, il massiccio del Sella, il Sassolungo, il Catinaccio, le Alpi dell’Ötztal e l’Ortles. Per chi invece non se la sente di affrontare grandi fatiche c’è comunque una emozionante terrazza panoramica ad appena dieci minuti di cammino dalla stazione della seggiovia, con un panorama a 360 sul Latemar e sulla vallata, oppure il sentiero Avventura, pensato per i bambini, ma di grande interesse anche per gli adulti.  Infine, chi ama il benessere assoluto, può precorrere il sentiero Mindful Latemar, il primo tracciato immersivo realizzato sulle Alpi e dedicato alla mindfulness. Il percorso ad anello si trova a Obereggen, sul monte Golfrion, a 1872 metri di altitudine e prevede 18 esercizi di mindfulness da eseguire in un luogo speciale, esempio di rinascita e resilienza dopo i danni subiti dalla tempesta Vaia nel novembre 2018.

IN BICICLETTA – Le esperienze da compiere in MTB, anche a pedalata assistita, sono praticamente infinite. Vale la pena innanzi tutto ricordare che nella valle sono disponibili assistenza diffusa e abbondanza di strutture come noleggi, scuole, guide MTB, bike-hotel, tour guidati e bike park. Un itinerario ad anello molto interessante è la Latemar Ronda che permette di pedalare attorno al Latemar, scoprendo la montagna da ogni suo lato. Se si percorre il tour in senso antiorario, l’escursione è decisamente impegnativa (40 km per 1550 metri di dislivello con partenza e arrivo a Obereggen), ma se lo si affronta in senso orario l’escursione è decisamente più fattibile, dato che è possibile anche usufruire di alcuni impianti e del ristoro offerto dai rifugi disseminati lungo la strada. 

I BUONI SAPORI – In tutta la Val d’Ega si trovano i deliziosi prodotti di montagna che ormai sono diventati celebri: i canederli, che ogni ristorante e rifugio interpreta secondo ricette sempre diverse, la zuppa tirolese, i taglieri di salumi e formaggi di montagna, lo strudel di mele, gli ottimi vini alto-atesini. Se siamo in cerca di qualcosa di nuovo e insolito, possiamo provare il Kaiserschmarrn, una curiosa frittata dolce appartenente alla tradizione della cucina contadina, che si serva spezzettata e accompagnata con marmellata di frutti rossi e purea di mele. 
 

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