© Istockphoto | Diamond Beach, Islanda
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Il mondo è pieno di spiagge di bellezza mozzafiato, simili a un paradiso in terra, ma in cui è da applicare in modo rigido il vecchio proverbio: l'apparenza inganna. In questi angoli incantevoli la natura ha imposto la sua regola ferrea, trasformando acque cristalline e sabbie finissime in trappole mortali- A queste si aggiungono riserve naturali blindate o bizzarri laboratori geologici. Dalle onde assassine del Nord Europa agli squali protetti dei tropici, passando per sabbie che scottano e spiagge “a tempo”: partiamo alla scoperta di dieci spiagge incantevoli da “guardare e non toccare”, dove il bagno resta un miraggio.
Diamond Beach, Islanda – Una distesa di sabbia vulcanica nerissima su cui brillano cristalli di ghiaccio, luccicanti come diamanti: vengono da grandi iceberg che si staccano dalla vicina laguna glaciale. Più che una spiaggia sembra il congelatore di casa: l’acqua ha una temperatura che si aggira costantemente intorno agli zero gradi e conserva questi frammenti glaciali. In più, le correnti polari trascinerebbero al largo gli incauti bagnanti, sempre che abbiano il coraggio di entrare in un’acqua tanto fredda. Si viene qui rigorosamente vestiti da montagna, solo per riempirsi gli occhi.
Reynisfjara, Islanda - Un panorama gotico e spettacolare, reso celebre da serie TV e film, con imponenti colonne di basalto geometriche che si specchiano nel mare sempre in tempesta: siamo su una delle spiagge più pericolose al mondo a causa delle sneaker waves: onde anomale e violentissime che salgono sul bagnasciuga all'improvviso, risucchiano i malcapitati che si sono avvicinati troppo, senza lasciare scampo. Da ammirare da distanza di sicurezza, vietatissimo avvicinarsi alla riva.
Boulders Beach, Sudafrica – Una caletta paradisiaca a due passi da Città del Capo, caratterizzata da sabbia dorata, acqua limpida e giganteschi massi di granito levigati dal vento. Il mare ha un aspetto invitante, ma questa è la casa esclusiva di una colonia protetta di migliaia di pinguini africani. Le passerelle in legno consentono di avvicinarsi per selfie memorabili, ma l'accesso all'acqua è sbarrato per non disturbare i legittimi e pennuti proprietari.
Maya Bay, Thailandia – È una delle spiagge più famose della storia del cinema, resa celebre da Leonardo DiCaprio nel film The Beach. Dalle acque incantevoli e racchiusa da scogliere di bellezza leggendaria, è stata devastata da troppi anni di turismo selvaggio; oggi il governo l'ha riaperta a numero chiuso, permettendo di camminare sulla sabbia bianca per la foto di rito, ma vietando tassativamente la balneazione. L'acqua è tornata a essere il santuario esclusivo degli squali pinna nera del reef: chi nuota rischia sanzioni salatissime e l’espulsione.
Skeleton Coast, Namibia – Uno dei punti più impressionanti, selvaggi e affascinanti del pianeta, dove le dune giganti del deserto del Namib finiscono direttamente nelle acque fredde dell'Oceano Atlantico. I marinai portoghesi la chiamavano "le porte dell'inferno": senza la possibilità di trovare un approdo sicuro, la costa è battuta correnti marine spietate, nebbie fitte e onde altissime che da secoli fanno naufragare le navi di passaggio, tanto che la riva è un museo a cielo aperto di relitti arrugginiti e ossa di balena. Decisamente non il posto adatto per una pausa relax e bagno.
K'gari / Fraser Island, Australia – È l’isola di sabbia più grande del mondo: offre chilometri di spiagge bianche infinite che fungono persino da autostrada per i mezzi 4x4, che corrono a fianco delle incantevoli acque dell’oceano. Peccato che l'acqua sia un vero e proprio catalogo di pericoli: è costantemente infestata da squali bianchi, meduse letali dal veleno fulminante e correnti di risacca fortissime che trascinano verso il largo. Via libera quindi ai safari in fuoristrada sulla battigia, ma restando prudentemente all’asciutto.
Popcorn Beach, Fuerteventura – Un litorale unico nel suo genere dove, al posto della classica sabbia dorata, si cammina su miliardi di rhodoliths: piccole alghe fossili bianche modellate dal mare, che somigliano moltissimo al popcorn. Camminarci sopra a piedi nudi è un'esperienza bizzarra e piuttosto dolorosa: anche il bagno è fuori questione: l'acqua è costantemente sferzata da onde lunghe e mossa dalle correnti atlantiche. Con tutto ciò, lo scatto fotografico resta memorabile.
Playa de las Catedrales, Spagna – Un capolavoro naturale della Galizia con monumentali archi di roccia alti più di 30 metri che ricordano i contrafforti di una cattedrale gotica. Più che una spiaggia, però, è una trappola che scatta a tempo: si può passeggiare sull’arenile solo durante le poche ore di bassa marea. Quando l'oceano decide di salire, lo fa con in modo repentino e violento, inghiottendo la spiaggia e allagando grotte e cunicoli. Vietato nuotare, l'imperativo è pianificare con cura la visita nelle fasi di bassa marea e poi mettersi al riparo sulle scogliere prima che sia tardi.
Papakolea Beach, Hawaii – Una delle rarissime spiagge di sabbia verde oliva al mondo, una tonalità quasi surreale dovuta ai cristalli di olivina originati dalle antiche eruzioni del vicino vulcano. Raggiungibile solo dopo un trekking faticoso sotto il sole, questa baia remota è costantemente schiaffeggiata da un oceano sempre impetuoso: le correnti qui sono talmente forti che anche il nuotatore più esperto sarebbe scagliato contro le pareti rocciose circostanti.
10. Hot Water Beach, Nuova Zelanda – Una spiaggia un po’ stregata dove la terra bolle sotto i piedi a causa di sorgenti geotermiche sotterranee. Durante la bassa marea i turisti arrivano armati di paletta, scavano una buca nella sabbia e creano la propria piscina termale privata con acqua a 60 gradi. Il mare aperto si trova a pochi metri di distanza ed è perfetto per rinfrescarsi, a patto di restare in riva: le acque, del resto sono gelide. Le correnti sono insidiose e le onde pericolose: si passa dal bollore della pozza al divieto assoluto di fare il bagno nell'oceano.