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A tavola: Paese che vai, galateo che trovi

Come destreggiarsi tra posate, comportamenti e abitudini locali, senza rischiare figuracce

Uno degli aspetti più piacevoli e interessanti di un viaggio in un Paese lontano è scoprire la cucina e il patrimonio di tradizioni legate al gusto, da condividere a tavola. E' dunque inevitabile frequentare i ristoranti locali, anche se in questi luoghi ci si trova ad affrontare un intero mondo di abitudini, alcune della quali del tutto inconsuete per gli stranieri. Ad esempio, in Oriente ci si deve per forza servire delle bacchette o è consentito chiedere una posata "normale" come un cucchiaio o una forchetta? E ancora: è bene lasciare la mancia oppure no? Quali sono i gesti per noi comuni e che invece possono risultare offensivi? Ecco una breve carrellata di cose da fare o da evitare in alcuni Paesi, vicini e lontani, per evitare brutte figure.

A tavola: Paese che vai, galateo che trovi

Come destreggiarsi tra posate, comportamenti e abitudini locali, senza rischiare gaffes, gesti considerati scortesi e brutte figure.

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Francia - Anche un Paese così vicino e così simile a noi ha una serie di abitudini e di comportamenti legati allo stare a tavola. Ad esempio i francesi apprezzano che, quando si sta seduti a tavola, si tengano le mani e i polsi (mai i gomiti) appoggiati alla medesima e non sulle ginocchia. Se le mani non sono in vista, non si vuole immaginare che cosa stia accadendo sotto la tovaglia. Il pane, poi, va appoggiato al tavolo e mai al piatto, mentre è consentito utilizzarlo per avvicinare il cibo alla forchetta. Altra cosa da evitare assolutamente è tagliare con il coltello le foglie della lattuga, che invece vanno piegate e mangiate esclusivamente con la forchetta.

Tailandia – La cucina thai è basata sulla condivisione: le pietanze vengono di solito servite tutte insieme e non suddivise per portate. Ciascuno può servirsi a volontà, anche in modo abbondante, ma è considerato scortese prelevare l'ultima porzione dal piatto comune senza prima essere stati autorizzati dagli altri commensali. Attenzione poi all'uso della forchetta: in questo Paese il suo utilizzo è consentito solo per accompagnare le vivande verso il cucchiaio, unica posata consentita dalla buona educazione. Di solito non si adoperano le bacchette, a meno che non si stia consumando un piatto cinese.

Giappone – Qui ci si deve per forza cimentare con le temibili bacchette, visto che anche i cucchiai sono piuttosto rari, le quali richiedono un po' di abilità e una serie di comportamenti codificati. Innanzi tutto, quando si impugnano, bisogna fare attenzione a incrociare mai questi dispettosi bastoncini: proibito anche leccarli e soprattutto non vanno in nessun caso infilzati dentro la ciotola di riso, un gesto decisamente porta sfortuna visto che questo è il modo in cui il cibo viene offerto ai defunti nelle cerimonie buddhiste. Per un motivo analogo non ci si deve mai passare il cibo utilizzando le bacchette, altra pratica tipica delle cerimonie funebri. Se il piatto da consumare è invece una zuppa o una ciotola di spaghetti in brodo, è buona pratica consumarli in modo “rumoroso”: bere il brodo
rumorosamente è un segno di apprezzamento e se questo suono riesce ad arrivare alle orecchie del cuoco, tanto di guadagnato. Lasciare la mancia viene considerato scortese.

India – In questo Paese non dobbiamo temere di sbagliare posata: l'unico mezzo che si adopera per mangiare è la mano destra, naturalmente dopo un'accurata pulizia di dita e unghie. I mancini saranno invece in difficoltà perché la mano sinistra è considerata impura. Tra i comportamenti normali a tavola, anche se strani per noi Occidentali, c'è l'uso dei polpastrelli per mischiare il cibo contenuto nel piatto, delle dita per avvicinarlo alla bocca e abbassare la testa per raggiungere meglio il boccone, aiutandosi con il pollice per infilarlo in bocca. In India si mangia lentamente, masticando con cura. I piatti vanno svuotati completamente, perché avanzare il cibo significa sprecarlo ed è considerato irrispettoso. Meglio tener presente questo aspetto al momento di ordinare

Cina – Qui l'etichetta prescrive alcuni comportamenti del tutto opposti: avanzare una piccola quantità di cibo nel piatto è un gesto educato con cui si vuole indicare al padrone di casa che si è mangiato a sufficienza e che ci è stato donato più del necessario Anche qui non si può dimostrare il proprio apprezzamento con le mance (in alcuni ristoranti ci sono addirittura cartelli con la scritta “no mancia”). Proibito anche prendere qualcosa dal piatto degli altri, così come mangiare troppo velocemente, segni entrambi di grande maleducazione. Prima di sedere a tavola occorre verificare di essere vestiti in modo appropriato; sta tramontando invece l'abitudine di esprimere il proprio gradimento per il pasto con rumori digestivi, specie nei locali frequentati anche da occidentali. E' invece considerato disgustoso soffiarsi il naso in pubblico.

I suggerimenti di buon comportamento a tavola vengono dal club di viaggi online Secret Escapes.

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