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Lago di Como: passeggiate nella natura per tutte le gambe

Paesaggi straordinari, borghi pittoreschi e natura meravigliosa senza uscire dalla Lombardia

Lago di Como: i trekking per tutte le gambe

Le prime giornate di sole e il desiderio di sgranchire le gambe ci spingono alla ricerca di luoghi non lontani da casa nei quali respirare però aria pulita e rimettere in moto i muscoli. Il lago di Como offre moltissimi itinerari fuori dalle classiche rotte battute dalla folla di gitanti, in cui camminare nella natura, tra boschi incontaminati e paesaggi mozzafiato, oppure tra borghi gioiello e panorami suggestivi. Alcuni sono tracciati facili da percorrere anche in compagnia dei bambini, altri richiedono un certo impegno e un po’ di allenamento. Ne proponiamo cinque, per tutte le gambe, dai più semplici e ai più impegnativi. Unica accortezza: in questo periodo di fine inverno occorre ricordare che i tracciati in quota possono essere ancora interessati da neve e ghiaccio. È opportuno quindi prima di partire informarsi sul posto ed eventualmente attrezzarsi in modo adeguato, facendosi magari accompagnare da una guida. 

Per chi cerca il relax: la Greenway – Un percorso facile e pianeggiante, perfetto per chi desidera semplicemente stare all’aria aperta e passeggiare in libertà. Il dislivello è poco e il tracciato resta sempre a bassa quota, toccando alcuni piccoli borghi pittoreschi e panoramici. Il percorso comincia a Colonno, attraversa i borghi di Sala Comacina, Ossuccio, Lenno, Mezzegra e Tremezzo, e si conclude a Griante, per complessivi dieci chilometri. Naturalmente, è possibile percorrerne solo una parte, dato che è frazionabile in sette tappe, nei vari paesi che si attraversano. Fra scorci romantici e ville storiche, tra cui ad esempio Villa Carlotta a Tremezzo, si può entrare nel cuore del territorio proprio, proprio come questi splendidi luoghi rimarranno nel nostro. Tutte le info su www.greenwaylagodicomo.com 

 

Per le famiglie: il Sentiero delle espressioni Chi ama camminare in montagna e ha bambini al seguito non deve perdere l’esplorazione dei boschi della conca di Schignano. Questo è uno dei percorsi in cui può trovarsi ancora della neve, per cui è opportuno verificare la percorribilità dell’itinerario prima di partire. Si parte da Schignano, si seguono le indicazioni fino alla frazione Posa, dove è possibile parcheggiare. Si procede poi a piedi in direzione dell'Alpe Nava (circa 20 minuti), da cui parte il Sentiero delle Espressioni. Il tracciato, di facile percorribilità, si snoda è ad anello all’interno della Foresta Regionale della Valle Intelvi, dove artisti del legno e intagliatori hanno realizzato pregevoli sculture nella corteccia degli alberi, creando nei tronchi volti e maschere con espressioni di allegria, di saggezza o di paternità, tutti di grande suggestione. Esistono svariate alternative tra i sentieri: tutti i tracciati sono ben segnalati, ma visto che la geografia del luogo non è molto intuitiva e la topografia varia, è opportuno munirsi di una buona mappa (reperibile sul sito www.valleintelviturismo.it), o contattare una guida (www.lakecomotrekking.com ). Un dato da sapere è che il dislivello è di 600 metri, per cui occorre un certo allenamento. 

 

Per chi ama la storia: le trincee della linea Cadorna - Proseguendo dalla bocchetta di Schignano nella stessa direzione, il Sentiero delle espressioni perde il suo aspetto più giocoso per fare posto alla riflessione sul dramma della Prima Guerra Mondiale. Il Sasso Gordona, il monte che sovrasta Schignano, fu utilizzato dall’OAFN per realizzare opere difensive di cui rimane testimonianza. Chi è quindi interessato agli aspetti culturali e storici può visitare le trincee e gli osservatori in caverna, accompagnati da pannelli esplicativi. Chi volesse guadagnare la cima del Monte deve essere però un escursionista esperto, essendo un sentiero attrezzato con catene. A poca distanza, punto d’appoggio e di ristoro: il Rifugio Prabello, che può essere raggiunto anche da Pian delle Alpi (250 D+). 

 

Per chi ama i panorami: la chiesetta di S. Martino, Griante – È un’ottima meta con una vista davvero mozzafiato. (200 D+). Si parte dal paese di Griante e, dopo aver attraversato il centro storico, si seguono le indicazioni per S. Martino. Osservando la posizione della chiesetta dal basso, tutta abbarbicata a una ripida parete rocciosa, sembra quasi impossibile raggiungerla: esiste però un percorso seminascosto che sale a zig zag ed è praticabile con un minimo sforzo: su questo tracciato si svolgeva per tradizione una Via Crucis. 

 

Per chi ha gambe forti: trekking verso il Monte Colmegnone - Chi è pronto a faticare e desidera spingersi in alto può partire dalla chiesa di Santa Marta a Carate Urio e procedere verso il Monte Colmegnone (1050 D+) seguendo una ripida mulattiera. Una volta raggiunta, la vetta regala una vista spettacolare. Punti d’appoggio e di ristoro: il Rifugio Murelli e l’agriturismo Roccolo S. Bernardo. Anche in questo caso, trattandosi di un percorso in quota, è indispensabili sulle condizioni del tracciato e della eventuale presenza di neve e ghiaccio. 


 

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