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Bellezze d'Italia: i luoghi in cui l’arte si intreccia con la natura

Parchi o giardini in cui la creazione artistica si inserisce con armonia  nel paesaggio 

Arte e natura, ovvero musei en plein air

Se in questo periodo musei e collezioni sono purtroppo chiusi a causa dell’emergenza Covid-19, chi ama l’arte o semplicemente chi desidera trovare uno spunto inconsueto per le proprie escursioni nella natura, può inoltrarsi nelle affascinanti galleria d'arte senza pareti che - dal nord al sud alle isole -  punteggiano l’Italia. Stiamo parlando di parchi d’arte, opere di land art, installazioni en plein air, dove le opere sono inserite in contesti naturali particolarmente significativi e con essi dialogano. Eccone alcune.
 

Ledro Land Art, Val di Ledro -  Ledro Land Art è un percorso artistico iniziato nel 2012 dal Comune di Ledro per valorizzare il territorio e l'arte. Nella pineta di Pur, uno dei polmoni verdi della Valle di Ledro, la creatività artistica si fa complice della natura attraverso il lavoro di reinterpretazione degli spazi e interazione con gli elementi presenti, proposto dagli artisti partecipanti al progetto. Lungo il suggestivo sentiero che costeggiando il torrente Assat conduce a Malga Cita, il paesaggio si fa custode e interlocutore degli interventi site-specific che ogni anno vengono realizzati sul posto durante la stagione estiva. Il centro del progetto, il contesto che l’accoglie e l’oggetto della riflessione da parte degli artisti coinvolti è il territorio, richiamato attraverso il termine Land Art, usato come contenitore in divenire di pratiche anche molto distanti da quelle legate alla corrente storica. 

Bosco Arte Stenico, Comano -  A monte dell’abitato di Stenico, c’è un luogo di grande suggestione, un’agevole passeggiata, completamente accessibile a disabili accompagnati e naturalmente ai genitori con passeggini e carrozzine. Un percorso interamente immersi nella natura, ammirando, di tanto in tanto, le sculture e opere di land art lasciate ogni anno dagli artisti ospiti di questo incontro con l’Arte contemporanea. I pezzi sono distribuiti, infatti, lungo un percorso nel bosco, occupandone i diversi livelli, l’erba, i tronchi, i rami: concepite sia come installazioni sia come sculture in tronchi fissati nel terreno, le opere dialogano tra loro e con i visitatori attraverso il linguaggio simbolico dell’arte. Il tutto con una “narrazione” che collega il bellissimo Castello di Stenico, l’area natura Rio Bianco (Parco Adamello Brenta) e BoscoArteStenico: un itinerario unico nel suo genere in grado di proporre ai visitatori Cultura Natura e Arte in un contesto paesaggistico di eccezionale bellezza.

Il respiro degli alberi, Alpe Cimbra - La tradizione dell'arte abbinata al mondo della natura, dove la natura diventa arte. L’albero come elemento di vita è il filo conduttore dei manufatti che incontriamo lungo il percorso di circa 2,4 km in località Tomazol, poco distante dalla frazione di Lanzino. Un’esposizione permanente di arte contemporanea creata da artisti selezionati inserita e avvolta nell’intima atmosfera di un bosco. Il percorso è un invito a scoprire in maniera originale questo bosco che poi si affaccia sulla profonda valle del Centa e l'Alta Valsugana. E' composto da numerose opere di vari artisti che con la loro passione sono riusciti a fondere la natura e la magia dell'arte dando vita a sculture incredibili. Ogni opera attraverso i suoi intagli, intrecci e incastri catturerà fin da subito il tuo sguardo e ti trasporterà nella natura più primordiale e pura. Una dopo l’altra le sculture si rivelano agli occhi del visitatore. Si tratta di un itinerario facile, accessibile anche ai passeggini dove potrai osservare fiori, alberi e piante che a poco poco si risvegliano e ci regalano i loro colori più splendenti e magici.

Cataste&Canzei a Mezzano di Primiero - Sempre in Trentino, Mezzano di Primiero, piccolo borgo tra I più Belli d’Italia, offre ai visitatori una straordinaria e inconsueta rassegna artistica en plein air: “Cataste e Canzei”, ovvero monumentali cataste di legna (i canzei appunto), realizzate negli anni da affermati artisti e da studenti delle scuole d’arte. Ecco allora la fisarmonica in tensione che pare una stella, la clessidra chiusa tra sole e luna a segnare il trascorrere del tempo e la grande parete che ricorda l’alluvione che colpì il paese nel 1966… E ancora, gli uomini intenti a tagliare l’albero e la catasta instabile che cede a un coreografico crollo. In tutto una trentina di cataste artistiche sparse per il paese. Un museo unico, all’aperto, che si visita semplicemente passeggiando, e seguendo le indicazioni di una chiara ed accattivante segnaletica o ricorrendo all’ausilio di un’app, che conduce alla scoperta degli angoli più interessanti del borgo (le architetture, gli orti, i tabià, le pitture murali, le fontane, gli stoli…). 

Miramare, Trieste - Il Parco di Miramare, con i suoi ventidue ettari di superficie, è il risultato dell’impegnativo intervento condotto nell’arco di molti anni a metà dell’Ottocento da Massimiliano d’Asburgo sul promontorio roccioso di Grignano, che aveva in origine l’aspetto di una landa carsica quasi del tutto priva di vegetazione. Il Parco di Miramare, che nelle intenzioni del committente doveva essere una stazione sperimentale di rimboschimento e di acclimatazione di specie botaniche rare, è un complesso insieme naturale e artificiale: in esso è possibile ancor oggi respirare un’atmosfera intrisa di significati strettamente legati alla vita di Massimiliano, e cogliere al contempo il rapporto con la natura che è proprio di un’epoca. Dal 2017 è stato intrapreso un percorso di valorizzazione, ripristino e conservazione del verde che ha coinvolto sia la parte boschiva sia il giardino, con un filo conduttore unico: l’intento di ristabilire nelle aree verdi le primarie intenzioni del suo creatore, Massimiliano d’Asburgo, il quale ha concepito un orto botanico e un giardino sperimentale nel quale potessero trovare dimora specie rare ed esotiche. Oggi, il Parco del Castello di Miramare è un vero e proprio “Museo verde”. 

Parco Beverly Pepper a Todi - A Todi, è il primo parco monotematico di scultura contemporanea in Umbria e il primo dell’artista americana nel mondo. Offre un percorso di 20 sculture ideate, restaurate per l’occasione e donate da Beverly Pepper. Immerso nel verde tra le mura medievali della città, collega il Tempio di Santa Maria della Consolazione di Donato Bramante con il centro storico. Vi si ammirano opere monumentali create con materiali differenti (ferro, acciaio inox, pietra) che raccontano la carriera dell’artista americana dal 1960 agli anni 2000. 

ArtePollino in Basilicata - Nel Parco del Pollino un importante progetto ha portato alla realizzazione di monumentali opere d’arte contemporanea nella natura. ArtePollino permette di fare interessanti trekking d’autore in stupendi scenari di natura intatta, dove si incontrano opere che dialogano col paesaggio firmate da importanti protagonisti della scena artistica contemporanea, quali Aish Kapoor, Carsten Holler e Giuseppe Penone. Tre i percorsi principali.  A Latronico si scopre Earth Cinema di Anish Kapoor,  un taglio scavato nella terra (45 m di lunghezza), in cui le persone possono entrare dai due lati. All’interno una lunga feritoia permette di “vedere” il paesaggio, sentendosi parte di esso. Da San Severino Lucano si raggiunge invece RB Ride di Carsten Höller, una giostra colorata composta da 12 navicelle  con seggiolini che girano in cerchio e allo stesso tempo si inclinano verso il suolo. La fiumara del Sarmento è stata invece scelta da Giuseppe Penone per realizzare il Teatro Vegetale, un work in progress concepito dall’artista con la funzione di esaltare il luogo in cui sorge e ospitare rappresentazioni teatrali.

Fiumara d’arte a Castel di Tusa – E uno straordinario museo all'aperto costituito da una serie di sculture monumentali di noti artisti contemporanei ubicate lungo gli argini del fiume Tusa, che sfocia nella costa tirrenica della Sicilia nei pressi di Castel di Tusa,  nel territorio della città metropolitana di Messina. La Fiumara nacque quando nel 1982 Antonio Presti commissionò a Pietro Consagra la scultura “La materia poteva non esserci”, realizzata nel 1986 in cemento armato e alta 18 metri, in memoria del padre. Nel corso degli anni il progetto si è sviluppato ed ha trasformato la zona lungo la fiumara di Tusa – con le sue 11 imponenti installazioni- in un parco di sculture fra i principali in Europa, noto a livello internazionale. Ultima realizzazione, il Cavallo eretico, una scultura in acciaio inox su una struttura in lamiera zincata, opera di Antonello Bonanno Conti, alta 4 metri ed interamente rivettata. Collocata davanti al museo-albergo Atelier sul Mare, si può ammirare lungo la passeggiata del lungomare di Castel di Tusa. 

Cretto di Burri a Gibellina -  È una delle opere di land art italiane più note. E’ stata realizzata da Alberto Burri tra il 1984 e il 1989 nel luogo in cui sorgeva la città vecchia di Gibellina, in Sicilia, completamente distrutta dal terremoto del Belice nel 1968. Sui ruderi del terremoto, Burri ha steso una enorme colata di cemento, trasformando le rovine in opera d’arte. I blocchi di cemento sono attraversati da spaccature regolari, che riproducono il sistema viario di Gibellina vecchia, così come le crepe della terra riarsa. Straordinario memoriale del terremoto, nel suo minimalismo, il cretto rende omaggio alla città che non c’è più e riattiva la memoria e il ricordo. 
 

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