è la terza sanzione per Meta da Dublino

Irlanda, Instagram multata: pagherà 405milioni di euro "per non aver protetto i dati dei minori"

Secondo il governo irlandese la piattaforma ha permesso che le informazioni sensibili dei minorenni, iscritti con account business, fossero visibili e accessibili a terzi

06 Set 2022 - 18:00
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Arriva una multa da record per Instagram: dovrà pagare 405 milioni di euro per non aver protetto i dati dei minorenni sulla piattaforma, lasciando che le loro informazioni personali fossero visibili anche a terzi. È questa la motivazione che ha portato il governo irlandese a sanzionare il social network, parte del colosso Meta. Ed è tra le sanzioni più alte mai emesse per la violazione del General Data Protection Regulation, il regolamento dell'Unione Europea sulla protezione dei dati personali promulgato nel 2018.

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L'indagine - Questa sentenza è il risultato di un'indagine che è durata due anni. L'inchiesta è iniziata nel 2020, dopo che erano arrivate diverse denunce secondo cui Instagram stava lasciando filtrare i dati dei minorenni iscritti sulla piattaforma con account di tipo "business", per cui le informazioni sono aperte in automatico. L'attività investigativa si è concentrata su minori tra i 13 e i 17 anni.  "Abbiamo adottato la nostra decisione finale venerdì scorso, stabilendo una multa da 405 milioni di euro", ha dichiarato il portavoce del Data Protection Commissioner (DPC) irlandese, il principale regolatore della società madre di Instagram Meta Platforms Inc.

La replica di Instagram - Ancora non è stato reso noto in via ufficiale se il social network farà ricorso contro l'ammenda ricevuta, ma intanto ha replicato alla decisione di Dublino: "Il problema è già stato superato con gli aggiornamenti", hanno fatto sapere da Instagram. 

È il terzo caso - Si tratta della terza multa che il regolatore irlandese ha consegnato a Meta. La prima, di 225 milioni, è arrivata nel 2021, per la violazione della privacy su Whatsapp. La seconda, invece, è scattata a marzo 2022: 17milioni di euro per la mancata protezione dei dati su Facebook.

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